Je suis “vera”/ Je suis “real”

L’articolo è presente in doppia lingua./ English follows!

 

1f1ee-1f1f9 Era ormai qualche mese che non mettevamo uno dei nostri “Je suis” polemici. Questa volta però vorrei analizzare un fenomeno sempre più diffuso che è il tacciare qualcosa o qualcuno che non ci piace di non essere vero.

Sebbene questo mi abbia sempre dato fastidio (a cominciare fin dalla tenera età con la “vera donna”), ho cominciato a farci caso solo leggendo i continui attacchi alla saga di “Twilight” e mi ha fatto riflettere.

Analizzerei dunque alcuni modi di dire che inizio a trovare stucchevoli.

 

1) Non è una vera donna, talvolta seguito dal è solo una femmina, come si dice per parlare degli animali. Normalmente la vera donna deve essere eterosessuale, nata di sesso femminile, “santa fuori ma putt*** a letto”, vestita in modo elegante ma non provocante, sorridente ma non troppo altrimenti è sguaiata…

Se siete donna ma non con queste caratteristiche evidentemente non esistete, oppure siete un’imitazione, come quella merce tarocca che si compra sulla spiaggia. O forse qualcosa di interamente diverso, un ologramma, un robot, tre gufi in un impermeabile… chissà.

 

2) Non è un vero uomo. Anche qui con vero si intende eterosessuale, capace di provvedere economicamente e in modo adeguato alle esigenze familiari, alto, incapace di piangere e di parlare dei propri sentimenti, possibilmente ignorante su moda e colori, privo della capacità di occuparsi della casa e dei figli senza supervisione o delega, magari appassionato di calcio e motori. Che avete detto, non vi piace il calcio e piangete guardando i film? Mi spiace, a quanto pare, non siete veri. Andate subito a restituire i documenti e ritiratevi a infestare qualche luogo, come i poltergeist.

 

3) Non è un vero fantasy.  Questo lo trovo in continuazione, come una sorta di marchio di qualità tolkeniano, dove tutto ciò che si discosta dal canone non trova posto. La realtà è che il fantasy è un genere in cui la magia, gli elementi o le creature soprannaturuali non vengono spiegate in modo scientifico. Ergo, ci sono elfi, vampiri, licantropi, magia, superpoteri? Allora è del genere fantastico, indipendentemente che la trama sia romantica, storica, avventurosa o quant’altro.  No, non tutti i fantasy sono come “Il Signore degli Anelli”.

 

4) Non è un vero vampiro. Questa è la mia preferita e, ammetto, la vedo sempre riferita alla saga di Twilight. Anche se sembra sconvolgente, il modello non deve essere necessariamente Dracula perché, be’, neanche lui esiste. I vampiri non esistono. (Nota dell’autrice: Liberi di smentirmi con prove concrete. No perditempo.) Non ce n’è uno più vero dell’altro. Edward sberluccica? Buon per lui. Un’altra cosa sconvolgente per molti è che “Twilight” ha avuto un successo così grande che, magari, per le future generazioni quello sarà l’ideale del buon vampiro, cioè buono, combattuto e poco interessato a uccidere le persone. Può non piacere, ma la scelta della Meyer è legittima come quella di Bram Stoker (che per altro aveva fatto un vampiro puzzone e disgustoso. L’idea del vampiro affascinante e irresistibile ha iniziato a prendere piede grazie a Christopher Lee, perchè era un figo, quindi in tempi relativamente recenti. Quindi no, seguendo questa logica, neanche quelli della Rice sono veri vampiri classici.)

 

5) Non è un vero romance. Questa l’ho vista tante volte per i libri di Jane Austen, che non sarebbero veri romance perché sono ormai dei classici e non possono essere accostati alla letteratura romantica di intrattenimento odierna. Nei libri della Austen, la storia d’amore è preponderante, finisce bene e i due si sposano facendo diventare lei più ricca e lui più felice. Se avete amato i suoi libri, accettatelo, avete amato dei romance in piena regola.

 

6) Non è un vero Star Wars. Sebbene questo sia usato ultimamente per indicare “prodotto post-George Lucas” io sono abbastanza vecchia da ricordarmi che aveva già indicato per molto tempo tutti i prequel. E’ inoltre curioso che il famigerato Speciale di Natale rimanga sempre fuori dalla discussione (secondo questa logica, quello fa parte del “vero” Star Wars a pieno diritto!).

In realtà, fa parte del marchio Star Wars tutto ciò che i proprietari (ora, la Disney) vogliono ne faccia parte. Abbiamo capito che ad alcuni rumorosi e molesti fan la nuova saga non è piaciuta, “Solo” non è piaciuto, i prequel non sono piaciuti, ma, ragazzi, è sempre Star Wars. Se non vi piacciono sette film su undici, forse non vi piace Star Wars.

 

A parte Star Wars, non c’è un sigillo di qualità per indicare “vero” un uomo, una donna o un vampiro (?). Le persone non hanno la garanzia di autenticità e qualità dell’ologramma argentato ed il marchio Univideo presenti sulla confezione. Non è vero solo quello che ci piace, anche se sarebbe comodo fosse così.

Se una larga parte delle infinite possibili varianti dell’identità di genere, dei generi letterari o delle creature fantastiche non rientra nelle vostre categorie, finside orse è arrivato il momento di riconsiderarle, perché evidentemente non sono adeguate.

 

Citazione da Inside Out

Gioia: “Oh no, ho confuso le opinioni coi fatti.”

Bing Bong: “Non preoccuparti, capita continuamente.”

 

1f1ec-1f1e7 It’s been a few months since we wrote one of our “Je suis” controversial posts. This time, we would like to analyze a phenomenon that is becoming more and more widespread, which is the fact that many people label what they don’t like as “not real”.

Although this has always bothered me (starting from an early age with the “real woman” refrain), I started to notice it lately reading the continuous attacks on the “Twilight” saga and it made me reflect.

I would like to analyze some recurring phrases that I’m beginning to find nauseating.

 

1) She’s not a real woman, sometimes followed by she’s just a female, as if we were talking about animals. Normally, the real woman must be heterosexual, cis, “a saint outside the house, but a wh*re in bed”, dressed in an elegant but not provocative way, smiling but not laughing too hard, otherwise that would be unclassy, etc.

If you are a woman but don’t share these characteristics you obviously don’t exist, or you are an imitation, like those counterfeit clothes you buy on the beach. Or maybe something entirely different, a hologram, a robot, three owls in a raincoat… who knows.

 

2) He’s not a real man. Also here, by “real,” they mean heterosexual, able to provide economically and adequately for family needs, tall, unable to cry or talk about his feelings, possibly ignorant about fashion and colours, lacking the ability to take care of the house and children without supervision or delegation, perhaps passionate about football and motors. What did you say, you don’t like football and you cry watching movies? Sorry, apparently, you’re not real. Go return your papers now and retreat to haunt some creepy place, like poltergeists.

 

3) It’s not a real fantasy novel.  I find it all the time, like a sort of Tolkienian quality label, where anything that deviates from the canon has no place. The reality is that fantasy is a genre in which magic, elements or supernatural creatures are not scientifically explained. Ergo, are there elves, vampires, werewolves, magic, superpowers? Then it belongs in the fantasy genre, whether the plot is romantic, historical, adventurous or whatever. No, not all fantasy novels are like Lord of the Rings.

 

4) That’s not a real vampire. This is my favourite and, I admit, I always read it referred to the Twilight saga. Although it seems shocking, the vampire model doesn’t have to be Dracula because, well, he doesn’t exist either. Vampires don’t exist! (Author’s note: Free to disprove me with proven evidence. Hard facts only.) There’s none that’s “more real” than the others. Edward sparkles? Good for him. Another shocking notion for many is that “Twilight” has been so successful that, perhaps, for future generations, Edward will be the model of the “good” vampire, who is kind, tormented and not interested in killing people. You may not like it, but Meyer’s choice is as legitimate as Bram Stoker’s (who, on the other hand, had written a smelly and disgusting vampire. The idea of the charming and irresistible vampire started to take hold thanks to Christopher Lee because he was hot as hell, so in relatively recent times. So no, following this logic, not even Anne Rice’s are real, classic vampires).

 

5) It’s not a real romance novel. I’ve read this one many times for Jane Austen’s books, which wouldn’t be true romance because they are now classics and can’t be compared to today’s romantic entertainment literature. In Austen’s books, the love story is predominant, it gets a happy ending and the two get married making her richer and him happier. If you loved her books, deal with it, you loved an unapologetic romance.

 

6) It’s not a real Star Wars movie. Although this has been used lately to indicate “post-George Lucas production” I am old enough to remember that it had already indicated all the prequels for a long time. It’s also curious that the infamous Christmas Special always stays out of the discussion (according to this logic, that is part of the “real” Star Wars in its own right!).

Actually, everything the owners (now Disney) want is part of the Star Wars brand. We get that some noisy and annoying fans didn’t like the new saga, they didn’t like “Solo”, they didn’t like the prequels, but, hey, it’s still Star Wars. If you don’t like seven out of eleven movies, maybe you just don’t like Star Wars.

 

Aside from Star Wars, there’s no seal of quality to indicate as “real” a man, a woman or a vampire (?). People have no seal of authenticity and quality. It’s not only “real” what we like, even if it would be convenient for us.

 

If a large part of the infinite possible variants of gender identity, literary genres or fantastic creatures don’t fit into your categories, maybe it’s time to reconsider them, because they are obviously not adequate.

 

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Source image: https://boknowswriting.files.wordpress.com

 

 

 

 

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