Je suis Rose

Il #jesuis di oggi è su un personaggio molto controverso, così odiato da alcuni “fan” di Star Wars da costringere l’attrice che l’ha interpretato, Kelly Marie Tran, a dover abbandonare i profili social poiché attaccata in massa da insulti.

Stiamo parlando di Rose, un membro della resistenza introdotto nell’ultimo film della saga (spin-off esclusi) “Gli Ultimi Jedi”.
Il personaggio in questione è stato pesantemente criticato e noi intendiamo difenderla punto per punto.

1) “Rose è inutile”
Questa è la critica più diffusa al suo personaggio, ma si tratta di una posizione che poco ha compreso del messaggio del film.
Rose è emblematica su due punti diversi, molto cari alla sceneggiatura. In primo luogo, lei rappresenta la Resistenza più “lower class”, quella fatta dalla manovalanza, non da principesse o eroici piloti: come descritto dallo stesso Johnson, Rose non aspira a fare l’eroina, non ha manie di protagonismo o di gesti suicidi per la causa, è una persona normale che si trova ad agire nella situazione in cui si trova.
Il film mette fortemente in discussione la figura del “eroe ad ogni costo”, grazie al personaggio di Poe Dameron e Rose non è che un altro aspetto dello stesso messaggio. In secondo luogo, la loro storia non è inutile, altrimenti si potrebbe dire lo stesso della storia di Han Solo ne “L’impero colpisce ancora”: anche lui non conclude molto se non finire in una trappola fidandosi nella persona sbagliata e portare avanti una romance, ma non per questo la sua storyline non è importante. Come dice Yoda nell’ultimo film, “il fallimeno miglior maestro è”: a volte si sbaglia, si perde, ma non per questo non si impara da esso.

2) “La sua ultima frase è stucchevole”.
“Ti ho salvato, scemo. E’ così che vinceremo: non distruggendo ciò che odiamo, ma salvando ciò che amiamo.”
Questa ultima frase è stata oggetto di insulti e odio ad un livello viscerale e molti l’hanno paragonata al sacrificio fatto invece da Jyn Erso. Crediamo invece che sia un punto molto importante del film: Rose è una persona normale, fare parte della resistenza, come spiegato in diverse scene, per lei è un fatto di giusitizia e di riscatto per ciò che ha passato lei con la sua famiglia. Come molte persone, appunto, Rose vuole salvare chi ama, proteggere chi ama, non sacrificarsi per la causa: sceglie di mettere Finn prima della causa (cosa che Poe ci mette tutto il film per capire) e questo la rende semplicemente una persona normale. Non l’eroina classica, non la principessa Leia, ma non per questo meno eroica per i suoi cari: il gesto serve a dimostrare proprio questo, la capacità di fare qualcosa di straordinario per chi amiamo senza essere un Jedi o una martire. Inoltre esprime un concetto forse scontato ma che non sembra mai avere spazio nelle saghe: cioè che combattere per un ideale e sacrificarsi non serve a nulla se così si distrugge tutto quello che ci sta a cuore. Certo, alle volte i sacrifici sono necessari, ma nella vita è anche più importante ciò che si costruisce e si preserva, non solo ciò che siamo disposti a perdere, e che le vite di tutti, anche la sua e quella di Finn, hanno un valore intrinseco indipendentemente da quello che riescono a ottenere per la causa

3) “Avrei preferito vedere la storia di Page, la sorella.”
Perché? Perchè è considerata più bella, semplicemente. L’attrice che interpreta Rose è una donna normalissima: non è alta, bella in modo esagerato o particolarmente snella, è semplicemente una persona normalissima anche nell’aspetto. Si è optato per una scelta molto difficile nella nostra società (specialmente in un film americano), cioè fare interpretare il ruolo di love interest ad una donna che non appare come una bomba sexy: ci sarebbero state tutte queste critiche se Rose fosse stata bellissima, altissima e con la quarta di reggiseno? Non lo sapremo mai. Quello che sappiamo è che la tanto compianta sorella era un pilota, cacciabombardiere, combattente e pronta a morire per la causa: bello, eh, ma un po’ banalotta come storia, no?

4) “Rose è la prima asiatica, il personaggio è stato inserito solo per il politically correct.”
Sì, Rose è il primo personaggio importante asiatico e il fatto che ancora venga notato con tanto ardore nel 2018 è probabilmente il vero problema di fondo. In ogni caso, la fantascienza da sempre (fin dai tempi d’oro dei primi Star Trek) ha portato sullo schermo l’unione tra etnie diverse, anche in tempi in cui queste cose non venivano rappresentate. Nei primi Star Wars vediamo calamari giganti alieni fare parte della resistenza accanto agli umani, ma questo è meno credibile che vedere una donna asiatica avere un ruolo di spicco tra i ribelli?
Quanto al politicamente corretto, in realtà la Disney ha fatto proprio l’opposto di Lucas. Goerge Lucas nei primi Star Wars aveva giocato molto sul “politically correct”, come da sua stessa ammissione: nell’Impero non dovevano essere inserite né donne né afroamericani, per far vedere che loro erano cattivi, misogini e razzisti, mentre la ribellione no. La Disney non è caduta in una simile semplificazione (complice il fatto che il film sia stato fatto quarant’anni dopo), infatti nel Primo Ordine vediamo personaggi di ogni etnia e di ogni genere, come a ricordarci che le differenze di questo tipo non contano per la definizione di una persona.

5) “La storia di Rose su Canto Bight non serve a nulla.”
Canto Bight è stata una sequenza molto coraggiosa e doverosa dopo tutti gli Star Wars, poiché ribalta completamente la separazione bene contro male dei precedenti film, tematica già trattata dallo stesso Luke Skywalker. Nei primi i buoni erano definiti in modo chiaro, gli stessi traditori si redimevano subito (vedi Lando, opportunista ma con un cuore di panna) ed era sempre la stessa solfa, cioè chi appoggiava i ribelli era buono, chi appoggiava l’Impero era cattivo.
Su Canto Bight, il pianeta del casinò, le cose sono molto diverse: tanto per cominciare la descrizione di Rose non è diversa da quella che fa Obi-Wan per Anchorhead su Tatooine, ciè un covo pieno delle persone peggiori della galassia. La cosa divertente però era che Tatooine era piena di poveri che vivevano di espedienti, mentre Canto Bight è piena di ricchi elegantoni, non per questo meno pericolosi o criminali. La sequenza ci permette di scoprire che c’è un tipo di società che sta al di sopra dei conflitti e si arricchisce indipendentemente da chi vince, rifornendo anche la parte “buona”, ma nutrendosi comunque della guerra e fomentandola in ogni modo. Un tipo di male che va oltre lo scontro classico tra Lato Oscuro e Lato Chiaro, ma non per questo meno radicato e grave.

In conclusione, a noi è piaciuto molto sia il personaggio sia il modo in cui è stato interpretato da Kelly Marie Tran, a cui va tutta la nostra solidarietà e che speriamo possa tornare online presto.

Voi cosa ne pensate? Vi è piaciuta Rose? Se no, perché?
Ditecelo in un commento

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