Je suis Dragon Trainer

Il #jesuis di questa settimana è un po’ anomalo perché “Dragon Trainer” non ha alcun bisogno di essere difeso, in quanto è un franchise di grande successo di cui sta per uscire il terzo capitolo; tuttavia ci piace talmente che vogliamo soffermarci sugli elementi che abbiamo particolarmente apprezzato.
Nonostante a prima vista possa sembrare la tipica storia di un ragazzo e del suo animale domestico, in realtà la storia ha un sacco di momenti davvero originali.

Ecco i cinque motivi per cui amiamo Dragon Trainer:

5) Il tema della disabilità: il drago Sdentato già dall’inizio ha avuto un incidente per cui la sua capacità di volare autonomamente è compromessa e alla fine del primo film Hiccup perde parte di una gamba che viene rimpiazzata da una protesi un po’ steampunk. Lungi dal rendere i personaggi meno combattivi o eroici, questi dettagli mostrano ai bambini come le difficoltà fisiche possano essere aggirate e come si possa convivere serenamente con esse.

4) La personalità di Hiccup: in un mondo dominato da una violenza comica nella sua esagerazione e da un ideale maschile (ma anche femminile) duro e aggressivo, Hiccup si distingue per il suo essere riflessivo e empatico. La sua sensibilità inizialmente lo porta ad essere deriso ma poi si afferma come punto di forza, e il suo entrare in sintonia con ogni creatura lo fa diventare il capo del villaggio. Un bel messaggio, specialmente per i bambini maschi che di solito si vedono propinare fin dall’infanzia modelli maschili pieni di machismo tossico.

3) I genitori di Hiccup. Mentre di solito i cartoni e le favole mostrano il padre come figura mentore e la madre in un ruolo di cura, qui la situazione è ribaltata: il padre del protagonista si prende cura di Hiccup da piccolo mentre lui si ispira alla madre nello scoprire i segreti dei draghi.

2)Il rude Stoick dà una grande lezione di maturità nel momento in cui ritrova Valka, mettendo immediatamente da parte il suo orgoglio ferito e facendo prevalere la gioia di rivederla. Anche qui crediamo che si tratti di un messaggio importante in una società che insiste nell’identificare amore e possesso, con conseguenze drammatiche.

1) Sdentato. E niente, è troppo carino!

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