Recensione di “Tredici” di Jay Asher (libro)

“Tredici” è il romanzo di Jay Asher del 2007, da cui è stata tratta l’omonima serie tv prodotta da Netflix nel 2017.

Il liceale Clay Jensen riceve un pacchetto anonimo con dentro delle audiocassette marcate da uno a tredici; con suo grande stupore scopre che contengono un lungo monologo di Hannah Baker, la ragazza per cui lui aveva una cotta e che si è suicidata pochi giorni prima.
Ogni cassetta è dedicata a una persona che l’ha portata più vicina a commettere l’insano gesto, e man mano che la storia va avanti, Clay scopre la differenza tra la vera Hannah e la sua reputazione a scuola.

Il romanzo, uscito negli USA una decina di anni fa, è stato universalmente acclamato dalla critica e vanta un adattamento televisivo di grande successo di cui è appena uscita la seconda stagione.

PRO
-Il romanzo è molto avvincente e si divora in poche ore: lo stile è semplice, immediato, cosa che agevola la lettura ed elimina ogni punto morto.
-il tema del bullismo e dei pettegolezzi che possono causare un estremo disagio in un adolescente è trattato in modo realistico:il romanzo ha il pregio di mettere in evidenza quellie che possono sembrare “ragazzate”, ma che hanno conseguenze su una persona anche devastanti, portandola all’isolamento e alla solitudine. La malizia degli adolescenti, ma anche l’ingenua voglia di ridere di qualcun altro senza pensare troppo ad immedesimarsi nella vittima creano una serie di eventi che alla fine si trasformano in una trappola mentale che porta alla depressione. L’autore è molto bravo a non esagerare mai in queste descrizioni: tutto è analizzato con il giusto peso, ma anche il più piccolo degli eventi, come l’indifferenza o la superficialità nel comprendere gli altri, possono avere un impatto diverso su una vittima.
-affronta il tema dello slut-shaming, delle aggressioni sessuali a danno di persone incapaci di dare consenso e del consenso dubbio in un rapporto. Il libro tratta molto bene il tema della sessualità femminile dell’adolescente (o presunta tale), con tutto quello che ancora comporta come giudizio altrui: i personaggi spesso “giudicano” la protagonista per azioni che secondo loro avrebbe commesso, azioni semplicissime come esplorare la sessualità. Qui si vede bene il “due pesi, due misure”: l’adolescente maschio che fa esperienza è un grande, un eroe; l’adolescente femmina invece viene criticata, additata, isolata come se fosse spazzatura. La critica del libro è impietosa e decisamente apprezzata.
-l’insegnamento al centro della narrazione, cioè di essere gentili con le persone perché non sai cosa stanno passando, è sicuramente molto attuale e condivisibile. Il libro ancora una volta affronta un tema che può sembrare banale, ma è quanto mai attuale, cioè la capacità di essere empatici e comprendere gli altri e i propri bisogni senza ergersi su un piedistallo e giudicare. Molti personaggi che feriscono Hannah non si accorgono nemmeno di farlo, ma non per questo i loro danni sono meno importanti o gravi.

CONTRO
-lo stile disincantato e sarcastico con cui Hannah racconta la sua vicenda e l’elaborato piano che mette in piedi per la distribuzione delle sue cassette non sembrano molto realistici per una che sta per suicidarsi; sembra più il racconto di una lucida vendetta alla “Gone Girl” piuttosto che l’ultimo resoconto di qualcuno a cui non importa più del mondo.
-il gesto del suicidio viene romanticizzato, cosa che ha portato molte persone a temere un effetto Werther (di emulazione) sui giovani spettatori della serie tv.
-Hannah descrive un effetto valanga creato da pettegolezzi e piccoli gesti che alla fine l’hanno portata a sentirsi sempre braccata e perseguitata; per quanto questo sia credibile, la conseguenza, cioè il suo suicidio, non lo è altrettanto. La “colpa” viene spostata tra varie persone che l’hanno ferita o non sono state all’altezza delle sue aspettative, ma il libro evita di affrontare temi come la depressione clinica e rifiuta di considerare che il suicidio è la conseguenza di un disagio mentale che è innanzitutto della persona che lo commette, non il frutto di una serie di sfortunati eventi.
-Gli adulti, i genitori di Hannah in primis, sono completamente assenti o incompetenti in modo irrealistico, e nessuno sembra trovare problematico che delle cassette che raccontano di reati anche gravi come lo stupro di una minorenne passino tra le mani di dodici o più ragazzini prima di arrivare (se mai ci arriveranno) a un adulto.

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