Recensione serie tv “The Resident”

Quest’anno è uscito una nuovo medical drama, un misto tra “House MD” e “Grey’s Anatomy”.
Normalmente sono sempre molto critica con questo genere, perché non è facile fare qualcosa di nuovo sui telefilm medici, ormai famosissimi e, talvolta, inflazionati, ma questo mi ha veramente colpito.
“The Resident” è una serie televisiva statunitense da 14 episodi, andata in onda questi mesi su Fox Life e rinnovata il 7 maggio 2018 per una seconda stagione.
La serie televisiva racconta le vicende di Devon Pravesh, specializzando al primo anno (resident in inglese, per l’appunto) nel prestigioso ospedale Chestain Park di Atlanta, che si trova a lavorare sotto il burbero, ma competente Conrad Hawkins (interpretato da Matt Czuchry, Logan di “Una mamma per amica” e Cary Agos in “The Good Wife”). Gli altri personaggi importanti sono un’infermiera con cui Conrad ha una storia, Nic Nevin (interpretata da Emily VanCamp, “Revenge”), l’enigmatico e opportunista Randolph Bell (Bruce Greenwood, l’Ammiraglio Pike del reboot di Star Trek), il cinico chirurgo Mina Okafor (interpetata da un’intensa Shaunette Renée Wilson) e la inquietante oncologa Lane Hunter (Melina Kanakaredes).
La serie ha una particolarità che la contraddistingue dagli altri medical drama, cioè che l’ospedale, il luogo in cui passano tutto il tempo, è semplicemente orribile, forse il vero antagonista della storia. Salvare vite e curare i pazienti non è una missione nobile, ma un business, che poco ha realmente a che fare con l’aiutare gli altri o fare la cosa giusta: chirurghi e oncologi hanno come primario interesse quello di ricevere più soldi dalle compagnie assicurative, l’ospedale ha l’interesse a fare operazioni costose ed invasive per i pazienti più facoltosi e ignorare quelli poveri. In questo mondo marcio e improntato al denaro, i protagonisti si muovono dietro le quinte, sfidando il sistema in silenzio e con i sotterfugi.

Perché guardarlo?

-Perché è veramente avvincente, ti tiene con il fiato sospeso e non annoia mai.
-I personaggi sono molto insoliti, non banali e mai semplici
-Presenta una realtà meno idealizzata di Grey’s Anatomy e tragicamente più realistica
-Bruce Greenwood: l’attore di Star Trek è semplicemente superlativo nel ruolo di un chirurgo assassino che non accetta di avere la mano che trema, ma, anzi, sfrutta la sua fama per continuare ad operare nonostante non ce la faccia. Il personaggio è egocentrico, opportunista ad un livello patologico e cade sempre in piedi con una faccia da schiaffi: un signor cattivo.
-La storyline della oncologa malvagia è veramente notevole e sconcertante: il tema era stato sollevato in diversi altri medical drama, ma qui è stato reso lungo e inquietante, rendendo impossibile per molto tempo distinguere tra cure disperate ma necessarie, dalle cure non necessarie. Una tematica difficile e trattata in modo non banale.

Perché non guardarlo?

-Per gli stessi motivi: l’ospedale è cattivo e si perde fiducia nella medicina moderna
-Le tematiche sono crude e non adatte a tutti: si va dagli errori medici terribili ai pazienti che vengono tenuti come vegetali attaccati alle macchine per guadagnare più soldi. A volte è molto pesante e fa stare male.

 

pctv-16423-hcdl

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: