Recensione di “Mosaico- le due croci” di Marco De Luca

“Mosaico- le due croci” è un romanzo storico scritto ed autoprodotto da Marco De Luca: si tratta del prequel del suo primo fortunato libro “Mosaico- una storia veneziana”.

La storia si svolge alla fine del Cinquecento tra le città di Venezia e Mantova. La prima, la Serenissima, è il perno della storia, la vera anima del libro: chiamata quasi affettuosamente “la regina del mare”, la sua ricostruzione è minuziosa e affascinante e rappresenta la parte forse più interessante del romanzo. Venezia ci viene subito presentata come la patria del commercio, dell’arte ma anche della realpolitik; la stessa inizia a guardare con preoccupazione la presenza spagnola sempre più marcata accanto ai propri confini e decide di intervenire.

Il libro parte proprio da questo fatto storico, romanzando i tentativi dello statista Fabio Florian, un patrizio della città, di allontanare gli spagnoli dai Gonzaga di Mantova, mandando a monte la loro alleanza. Per farlo l’uomo si rivolge al portoghese Iñacio Cortés, già protagonista del primo libro, che qui si ritrova impegnato nel delicato compito di convincere Guglielmo Gonzaga a legarsi alla Serenissima: per farlo si recherà a Mantova, città d’arte meravigliosa, qui descritta con abilità e precisione.

Accanto a Cortés troviamo due personaggi femminili molto diversi tra loro: la prima è Chiara Fracassa, una cortigiana molto bella e molto colta,  che incarna perfettamente l’idea della spia fascinosa e, allo stesso tempo, pericolosa. L’altra, invece, è Inès Flandres, donna che si trova nei guai a causa di un passato travagliato e che decide di aiutare gli interessi di Venezia non per ideali ma per salvare la propria madre: questo personaggio viene bistrattato in ogni modo e sembra essere veramente sfortunato, pur risultando comunque quello per cui il lettore prova maggiore empatia. Entrambe erano personaggi importanti nel primo libro.

Lo stile è molto ricercato, anche le descrizioni seguono il modo un po’ pomposo dei dialoghi cinquecenteschi: inizialmente può creare un po’ di sconcerto nel lettore, ma poi questo viene superato, grazie anche ad una narrazione fluida e dall’ambientazione così coinvolgente.

Un elemento che, però, non ho apprezzato è stata la presenza di una scena di violenza sessuale nell’ultima parte della narrazione di un personaggio, elemento che si colloca un po’ come “il suo finale”: come spesso capita nei romanzi storici, in particolare quelli italiani,  vi è l’idea della punizione del personaggio femminile forte attraverso l’umiliazione dell’essere spogliata ed abusata. Questo è un topos che lascia l’amaro in bocca e che spesso prelude alla “crescita” del personaggio stesso, ma io non riesco ad apprezzarlo e mi fa sempre storcere il naso. Nonostante sia una realtà purtoppo molto diffusa ed affrontata da moltissime donne nel corso della storia, questo non è l’unico espediente per far crescere e rafforzare un personaggio femminile, non è l’unico percorso per maturare ed evolversi, anche se, a giudicare dalla maggior parte della narrativa degli ultimi anni, sembrerebbe di sì.

Per concludere, consiglio questo libro a tutti gli appassionati di romanzi storici, in particolare a quelli legati che amano la storia italiana: il periodo cinquecentesco delle grandi signorie è affascinante e questo romanzo permette di apprezzare le trame e i complotti per ottenere alleanze. Lo consiglio inoltre a tutti quei lettori appassionati di Venezia o di Mantova e delle loro ricostruzioni storiche.

mosaico

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