Considerazioni sull’ottava stagione de “Il Trono di Spade” (SPOILER)

Ciao a tutti!
Abbiamo atteso qualche giorno per dare a quasi tutti il tempo di vedere l’ultima puntata de “Il Trono di Spade”, ma ora è arrivato il momento di tirare un po’ le somme.
Questa ultima stagione è arrivata con un format piuttosto insolito: episodi lunghissimi, niente più misteri da portare avanti e, soprattutto, niente sceneggiatura e niente materiale di partenza fornito da Goerge R.R. Martin. I risultati si sono visti: i personaggi sembrano agire impulsivamente e senza coerenza con gli episodi precedenti e dialoghi terribili, con battute praticamente tutte uguali che dovrebbero essere comiche solo con la volgarità.
Eppure… eppure noi, nonostante le proteste, ci riteniamo abbastanza soddisfatte da come è finita la serie e ora vi spieghiamo il perché.

Andate avanti a vostro rischio e pericolo, da adesso in avanti ci sono molti SPOILER.

Daenerys. Il suo personaggio è stato oggetto di forti proteste da parte dei fan, a causa del cambio di ruolo che l’ha fatta passare da eroina amata e benvoluta a supercattiva spietata. Francamente per noi è stato tutt’altro che una sorpresa, visto che lo sostenevamo da anni che l’unico vero cattivo potesse essere solo lei. Il libro, grazie all’abilità di Martin, sicuramente avrebbe reso il cambiamento di Daenerys credibilissimo, quasi apprezzato da chi leggeva il suo pdv. D’altronde questo autore ci ha abituato da anni a farti entrare nel punto di vista del personaggio narrante, così le sue azioni sarebbero sembrate sensate e giustificate, anche se orribili; in fondo, è quello che ha fatto per cinque libri. Daenerys è sempre stata spietata: aveva bruciato viva la sua nemica, aveva annientato i nobili schiavisti arrivando a crocifiggerli… era sempre stata la stessa del finale, solo che narrava lei e quindi noi capivamo davvero il perché compisse quelle azioni. Con la nuova stagione questo è un po’ mancato. Il passaggio da eroina a villain è stato troppo repentino, più che altro perché davvero la gente di Approdo del Re non le aveva fatto niente e aveva cercato di arrendersi appena ne aveva avuto la possibilità… questo odio feroce era un po’ immotivato. Tuttavia, crediamo che questo fosse il finale pensato per lei da Martin, con la differenza che lui avrebbe inserito qualcosa in più per renderlo credibile… non so, tipo un rifiuto più marcato all’unirsi a lei scegliendo Cersei, cose così.

Jon. Stesso discorso fatto per Daenerys. Il suo finale è il più corretto, in quanto spiegherebbe gran parte delle cose lasciate in sospeso dalle trame aperte nei libri. Melisandre vede Stannis come Azor Ahai, ma poi smette di vederlo quando incontra Jon: se nel libro questo aspetto è spiegato bene, nella serie è proprio dimenticato. Perché tutto questo? Jon che uccide Daenerys spiegherebbe tutto: Stannis doveva arrivare a salvare Jon dalle forze dei Bruti, così che Jon potesse uccidere finalmente Daenerys, riportando infine la pace.

Sansa. Dopo tutto il disastro combinato nelle precedenti stagioni con il suo personaggio, alla fine ci hanno messo una pezza. Hanno finalmente accantonato la storia di Jeyne Poole e hanno fatto tornare Sansa a ricoprire un ruolo strategico per la sua posizione di nobile: apprezzato il fatto che per cinque libri lei sia considerata di valore per la sua possibilità di fare andare suo marito sullo scranno di Grande Inverno e che, alla fine, sia lei a prenderlo per sé.

Arya. Le hanno fatto fare tantissime cose, ma alla fine non la fanno restare a Westeros. Non crediamo che la sua storia potesse finire diversamente, certo non con Gendry, ma magari potevano farla tornare ad Essos, o quegli altri posti di cui si sono tranquillamente dimenticati.

Bran. Tutta la storia degli Estranei è stata gestita malissimo, ma almeno lui sul Trono di Spade sembra la scelta più sensata. Altrimenti, diciamocelo, che utilità avrebbe avuto il suo personaggio?

In fin dei conti, questo finale pare essere l’unico possibile e verosimile per una storia davvero troppo intricata. Martin ha inserito troppe sottotrame che poi non è più stato in grado di portare a conclusione in modo “rapido”: questa sceneggiatura ne è la prova, perché pur tagliando e tentando di chiudere, hanno lasciato molte trame irrisolte o prive di senso. Potevano fare meglio? Sicuramente sì, ma i problemi più gravi, secondo noi, provengono da molte stagioni prima; la ragione delle proteste ORA, all’ottava stagione, è che tutti gli errori fatti prima nella trasposizione sono arrivati al dunque e non possono più essere ignorati.

Pur avendolo alla fine apprezzato, ci sono un paio di elementi che non possiamo non criticare con veemenza.

Jaime. No, davvero… come hanno potuto distruggere l’intero arco narrativo del suo personaggio? L’allontanamento da Cersei, la redenzione agli occhi del lettore, l’avvicinamento a Brienne in una delle più originali e meglio riuscite ship della storia della letteratura fantasy. Il tutto gettato al vento in pochi minuti di episodio, cosa ancora più grave visto l’impegno messo da Martin nel caratterizzare il suo personaggio. Era lui il Valonqar che doveva distruggere Cersei? Non lo sapremo mai, visto che gli sceneggiatori hanno riportato i gemelli Lannister al punto della prima stagione. Non c’è niente di peggio che vedere prendere un personaggio pazzesco e distruggere tutta la sua crescita in pochi minuti.

Il Mastino. Per carità, hanno provato a concludere degnamente la sua storia, ma lo scempio iniziato nella prima stagione si è protratto per tutti gli episodi, andando a banalizzare un personaggio tragico e rendendolo di fatto “il simpatico e burbero amico di Arya”. Non inizieremo nemmeno a parlare di come hanno reso male il suo rapporto con Sansa o col fratello, ma quando lo abbiamo visto sacrificarsi pur di fermare la Montagna la reazione è stata “ma sì, ci sta”, alzata di spalle e via. Nel libro abbiamo sofferto con lui, lo abbiamo compatito, abbiamo tifato per lui e lo abbiamo amato; nella serie è stata solo l’ennesima occasione sprecata.

Tyrion. Lo abbiamo lasciato per ultimo perché è il personaggio più apprezzato della serie e ce ne sono tutti i motivi. La sua storia è intensa, lui è profondo e Peter Dinklage è semplicemente un attore fantastico… eppure è probabilmente la più grande delusione di tutto l’adattamento televisivo. Tyrion è stato trasformato da figura tragica, depressa e profonda a macchietta comica per gran parte delle stagioni: le sue battute sono volgari e superficiali, i suoi interventi nelle discussioni (tranne quando sono ripresi da Martin) spesso ridicoli e buttati lì. La sua storia personale poi viene completamente travisata, in particolare con l’elemento della prostituzione: il Tyrion del libro non lo vive come se fosse la sua simpatica gag ricorrente, ma in modo drammatico, come l’unica forma di contatto e di intimità che un uomo come lui possa ricevere. Si innamora della prostituta con cui va, la trasforma nella sua amante e cerca continuamente di essere amato. Nella serie questo accade per le prime stagioni, poi questo elemento si perde: Tyrion non è più un uomo come gli altri, inserito nella sua dimensione sentimentale, ma il nano comico che risolve problemi con battute (pessime) che vorrebbero essere sagaci. Nessuno pensa per un attimo, nella serie, che potrebbe tornare con Sansa; nessuno pensa nemmeno che potrebbe amare di nuovo ed essere riamato (anche perché nella serie Tisha, la sua prima moglie, era davvero una prostituta che non lo aveva mai amato). La sua dimensione romantica e sessuale scompare per lasciare il posto al comico e al ridicolo. L’unica ragione per la quale questo emerga poco è che tutti nella serie restano soli: ogni finale è single player, ogni storia si chiude da sola. Persino Sam, che era felicemente accoppiato e con prole in arrivo, sembra nel finale aver preso i voti. Va bene che non poteva finire alla Jane Austen, ma così è un po’ strano.

In conclusione, questa stagione poteva essere fatta meno frettolosamente e con un po’ più di introspezione sui personaggi e sulle loro scelte, ma, per noi, i problemi sono solo un sintomo di un adattamento televisivo molto superficiale che ha portato, alla fine, a non poter più concludere coerentemente le varie storie.
Eppure, forse, è l’unico finale che avremo. E tutto sommato, dopo tutte queste stagioni fatte così, è stato soddisfacente.

Ok, però, ti prego, Martin!!! Rimettiti a scrivere… non ci crediamo neanche più, ma comunque la speranza è l’ultima a morire.

 

Fonte immagine: Dan of geek

 

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