Analisi sui videogiochi di “Harry Potter”

E se volessi di più da un videogioco di Harry Potter?

Da qualche giorno è uscito nei vari App Store e Play Store l’applicazione “Hogwarts Mystery”, precedentemente recensita in pagina.
Man mano che giocavo mi sono resa conto però che per me non è abbastanza: mi spiego, l’app offre un sacco di elementi fantastici e ringrazio che sia stata fatta e che sia gratis (be’, a parte la richiesta di microtransazioni, ma vabé), ma continuo a non capire perché non si faccia di più.
Mi ritengo un’appassionata di videogame e quindi non riesco proprio, limite mio, a considerare videogiochi completi queste app, nemmeno Pokèmon Go, che pure adoro. Bello, per carità, ma il gioco per Nintendo era un’altra cosa.
Stesso discorso per la saga di Harry Potter: da ormai vent’anni dalla nascita del fenomeno, continuo a sentire il bisogno di un videogioco completo sul mondo di Harry Potter.
Certamente di giochi ne sono stati fatti e anche molto belli e divertenti: mi è difficile non citare “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” o “Harry Potter e il principe mezzosangue” per Xbox360 o per PlayStation3, talmente precisi da ricalcare molto più il libro che il film (penso alle missioni dell’ES).
Tuttavia, si parla sempre delle avventure del maghetto, cioè limitate in termini di personalizzazione e, più in generale, di personaggio: sei Harry, punto. Quando ti va bene puoi usare Silente o Hermione.
Eppure il mondo creato dalla Rowling è così vasto e offre tante di quelle possibilità, ampiamente vagliate dalle fan fiction, possibile che nessuno abbia osato sfruttarle? Hogwarts Mystery ci prova e ci riesce, nei suoi limiti di app, in modo abbastanza ben fatto.
Diciamoci la verità, tutti vorremmo provare a immaginare una nostra avventura personalissima ad Hogwarts, con tutte le scelte che ne conseguono, compreso unirsi a qualche mago non poco raccomandabile… forse esagero, ma immagino una ripresa dell’intero mondo in termini nuovi, simile a ciò che la BioWare ha fatto con il sempiterno e meraviglioso Kotor (Star Wars), con una personalizzazione completa, affascinante, così come la stessa casa ha fatto per Mass Effect e per Dragon Age.
Quest’ultimo è quello che prenderei a modello (il primo, Dragon Age Origins), con le storie diverse a seconda della razza e dell’origine, per l’appunto, solo applicata alle Case e alle varie scelte.
Una storia nuova, con un personaggio personalizzabile non solo nell’avatar, ma nelle scelte, nell’indole, nella caratterizzazione. Un vero rpg di alto livello insomma, per soddisfare il sogno di molti di noi di frequentare davvero Hogwarts.

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