Je suis Yoko Ono

Yoko Ono è un’artista e musicista giapponese-americana nota ai più soprattutto per essere stata la compagna di vita e di arte di John Lennon, e perchè le viene attribuita la responsabilità di aver causato la rottura dei Fab Four, cosa per cui viene universalmente detestata.
Il suo nome viene usato come insulto, la si accusa di essere un’arpia opportunista priva di talento che ha collaborato alla carriera solista di John Lennon soltanto perché lui era succube di lei, e per questo la inseriva nei suoi progetti nonostante il suo contributo fosse nullo oppure sgradevole (mi riferisco soprattutto ai vocalizzi dissonanti che lei inseriva nelle canzoni).

Ma è davvero andata così?
Pare proprio di no.
Tanto per cominciare, i Beatles si stavano già sciogliendo durante le famose sessioni di registrazione del White Album, un processo che sarebbe durato per qualche anno con un’escalation di tensione (questo è stato ammesso da Paul Mc Cartney nel 2012, quando ha scagionato Yoko dalle accuse e le ha velatamente chiesto scusa- con calma, ci ha messo solo 40 anni).
All’arrivo di Yoko Ono, John e Paul si stavano allontanando artisticamente, e John si sentiva minacciato dal fatto che Paul stesse prendendo il controllo della band, George era stufo di essere considerato meno dei due compositori principali e Ringo in pratica non se lo calcolava nessuno.
Secondo i racconti, Yoko Ono sembra aver essenzialmente una grande colpa: quando le chiedevano un’opinione artistica, lei diceva cosa pensava. Wow, che brutta persona, eh?
Be’, per gli standard dei Beatles, sembrava di sì: il giro di mogli precedenti, in una perversa forma di fangirling estremo, faceva a gara per essere il più sottomessa e accomodante possibile, mentre Yoko, che al momento della love story con John era già un’artista concettuale e di avanguardia (nonché una musicista sperimentale) affermata, accompagnava John quando questo registrava una canzone, e, visto che lui chiedeva ripetutamente la sua opinione, la sventurata rispondeva.
Il problema, a quanto pare, era che fosse una “moglie”, una categoria a parte che secondo i Beatles non avrebbe dovuto dire nulla dal punto di vista artistico: altre figure decisamente meno qualificate di Yoko, come il loro manager o il tour manager non si facevano problemi a dare suggerimenti durante le registrazioni, così come altri artisti loro amici, ma se lo faceva lei era uno scandalo. Paul ha poi chiarito nel 2016 (sempre con calma) che era perché si sentivano intimiditi da lei. Ah ok, a posto allora.

Ci piace pensare che i tempi per fortuna siano cambiati, ma purtroppo Yoko Ono è stata un’artista donna di origine giapponese in un momento storico di sessismo e razzismo rampanti.

Ecco la top five di perché ci piace Yoko Ono:

5) Yoko Ono è un’artista geniale.
Ben lontana dalla leggenda metropolitana della donna calcolatrice e priva di talento che si è arricchita alle spalle del marito famoso, Yoko Ono prima di conoscere John Lennon ha collaborato con John Cage, Marchel Duchamp e Peggy Guggenheim. Alcune delle sue perfomance anticipavano in modo visionario alcuni temi che sarebbero diventati importanti in seguito, come lo stalking in Rape oppure la presenza femminile sullo schermo in un happening dove proiettava un film di Hollywood e chiedeva al pubblico di guardare solo Doris Day e non Rock Hudson.
E’ stata la prima donna ammessa alla facoltà di filosofia dell’Università di Gakushuin ed è una persona estremamente colta.
Certo, l’arte contemporanea non è popolare e diffusa nella cultura pop come la musica dei Beatles, e in certi casi le commistioni artistiche tra la Plastic Ono Band e John Lennon non hanno proprio funzionato, ma il punto è che lei si è fatta il suo percorso, in modo chiaro e definito, e retrospettivamente forse è stato proprio John a crescere di più nel loro sodalizio artistico.

4) Yoko Ono se ne frega di quello che il pubblico pensa di lei.
Questa è forse una delle ragioni per cui viene maggiormente presa in antipatia, ma c’è anche qualcosa di profondamente coerente e dignitoso nel suo rifiuto di scendere a compromessi.
In tutte le diatribe con gli ex Beatles si è sempre comportata con grande eleganza (cosa che proprio non si può dire di loro- ehi, calma, i Beatles sono dei miti per me, ma con Yoko si sono proprio comportati male), senza mai neanche tentare di discolparsi da tutte le ingiuste accuse che le venivano rivolte.
E’ una figura lontana in modo quasi ascetico, che non ha mai sentito l’esigenza di mettere il pubblico a parte della sua intimità o delle sue decisioni. Come la sua arte, anche lei è conflittuale e intransigente, cosa più unica che rara nel mondo dello showbiz.

3) Yoko è bella.
Una delle accuse più frequenti che le viene rivolta è di essere brutta; non che cambierebbe qualcosa se lo fosse davvero ma onestamente non capisco come sia possibile pensarlo.
Yoko Ono non è affatto brutta, anzi, ha un viso intenso e affascinante: quello che colpisce, in realtà, è la sua mancanza di interesse nel presentarsi in modo compiacente o sessualmente disponibile verso l’altro sesso.
Nelle celebri foto nude, non si atteggia a pin up, ma si presenta in modo realistico e onesto, mostrando in modo asettico il suo corpo, il corpo normale di una donna che ha vissuto e, tra le altre cose, partorito; si presentava senza trucco, ma non come le celebrity attuali che sistemano tutte le luci in modo tattico, mettono diecimila filtri e poi scrivono #nomakeup. Non è una critica nei loro confronti, il mondo di Instagram funziona così, ma Yoko era #nomakeup veramente, in un modo completo e genuino che oggi sarebbe percepito come ancora più provocatorio.

2) Nel 1971 ha protestato contro la scarsa presenza di artiste donne al Museo di Arte Moderna stampando cataloghi e manifesti che ritraevano lei che teneva un cartello con la lettera F davanti all’insegna del museo, in modo che si leggesse “Museum of Modern Fart” (Museo della Scoreggia Moderna). E niente, fa già ridere così.

1) Yoko ha contribuito in modo significativo a tutte le cose migliori prodotte da John Lennon.
Come scoperto di recente grazie a un’intervista prima perduta a John Lennon, Yoko ha ideato e scritto gran parte delle parole di Imagine; ha spinto John a diventare un’icona pacifista che ha ispirato generazioni a venire; l’ha reso una persona con una relazione paritaria con la moglie, quando prima, per sua stessa ammissione, picchiava regolarmente le sue precedenti partner, soprattutto la povera Cynthia.
Se John Lennon è l’eroe idealista che tutti ricordiamo, è in gran parte dovuto alla sua influenza artistica e personale.
E penso si meriterebbe delle sentite scuse.

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