Recensione “La falconiera e il viaggiatore” di Roberta Pontiglione

Abbiamo ricevuto una copia dell’ebook La falconiera e il viaggiatore di Roberta Pontiglione; ecco la nostra recensione!

“La falconiera e il viaggiatore” è un romanzo fantasy ambientato in un universo ispirato alla mitologia norrena.
Il giovane Hodur, un ragazzo senza né arte né parte rimasto solo al mondo e in cerca di avventure, si imbarca nell’impresa di attraversare la pericolosa Valle di Ragnarok, dove molti altri esploratori hanno trovato la morte.
Accompagnato dal suo cane lupo Fenrir, il ragazzo affronta la valle misteriosa e scopre che il sortilegio che la avvolge è legato a Brunilde, una ragazza che incontra in sogno; la donzella è inizialmente irascibile e scontrosa, e non fa che urlargli contro in caps lock, ma col progredire della vicenda i due instaurano una leale amicizia (o forse qualcosa di più) e affrontano insieme i segreti che si celano nei loro rispettivi passati.

Il romanzo è una rilettura in chiave young adult dei miti scandinavi e germanici, in cui non mancano i dettagli ironici e vagamente dissacranti, in particolare nel delineare i personaggi.
Abbiamo particolarmente apprezzato che Hodur fosse ingenuo, di aspetto ordinario e persino cicciottello (e che rimanga così anche dopo vari sortilegi), elemento piuttosto inconsueto nei romanzi fantasy dove i personaggi sono sempre magri e dai muscoli scolpiti, e l’eventuale grasso è associato a debolezza e indolenza.
Vai Hodur, a noi piaci così!
Anche la sanguigna Brunilde è ben lontana dallo stereotipo della fanciulla eterea: oltre a lottare con lo spadone e tirare con l’arco, non si tira indietro davanti a una bella mangiata e quando dorme russa come un trombone. Questi dettagli la rendono una protagonista simpatica e lontana dalle Mary Sue troppo perfette.
Il linguaggio fonde insieme espressioni ispirate all’universo fantasy norreno con elementi più moderni (ad esempio “Perché continui a fissarmi, desideri una mia effige?” è la traslitterazione del tamarro “cazzo guardi, vuoi una foto?”), cosa che è piuttosto divertente.

Oltre alla mitologia, la storia verte molto sul tema della famiglia e della crescita attraverso il distacco da essa, nonché sull’importanza dei legami non di sangue e di come questi possano essere altrettanto importanti rispetto a quelli familiari.

Lo stile è un po’ acerbo, specialmente nei dialoghi, e come nella maggior parte dei libri autopubblicati si sente a tratti la mancanza di un editing professionale; tuttavia la narrazione è scorrevole, e la trama si snoda attraverso diversi sconvolgimenti che portano la storia in direzioni inaspettate.

In conclusione, pensiamo che il libro possa piacere a chi desidera accostarsi alla cultura norrena e germanica e agli amanti di Wagner, o anche a chi desidera leggere un fantasy di impronta fiabesca.
Roberta Pontiglione ci sembra un’autrice promettente, a cui auguriamo di essere scoperta e valorizzata da una casa editrice!

Link: https://www.facebook.com/La-falconiera-e-il-viaggiatore-165223197580480/

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