Recensione de “Il Vegetale” (2018)

“Il Vegetale” è un film del 2018 diretto da Gennaro Nunziante e interpretato dalla star di YouTube Fabio Rovazzi.

Si tratta di una commedia brillante che racconta la storia di Fabio, ventiquattrenne di Milano che, dopo essersi laureato in Scienze della comunicazione, cerca un lavoro in un’azienda che gli possa dare una chance e che gli permetta di poter soddisfare i suoi ideali etici e morali. Fabio, specchio perfetto di una generazione intera, trova però nel mondo del lavoro una serie di umiliazioni, mortificazioni lavorative e professionali, che però non abbattono il suo spirito né la sua incrollabile etica. Il mondo lavorativo presentato dal film è molto verosimile, così come lo sono i colloqui fatti dal “Centro Direzionale” (di una non meglio identificata “Grande Azienda”): emblematiche e tragicomiche le scene in cui gli promettono ruoli di contatto con il pubblico, posizioni nella pubblicità nonché richieste su attitudini a reagire alle “porte chiuse”, solo per poi mandarlo a distribuire volantini.

Il film è una bruciante critica al mercato del lavoro e a come i giovani siano trattati all’interno, in particolare il senso di frustrazione e abitudine ad essere criticati a priori. “Sei laureato? Scienze della comunicazione? Ah, siete tutti uguali. Non stiamo comunicando io e te? E che serve una scienza? Ah, ma voi giovani non vi volete sporcare le mani, voi come generazione.” Il tutto mentre Fabio finisce con il raccogliere pomodori insieme ad un gruppo di immigrati, ovviamente pagato meno degli altri perché “è in stage”.

Il film, a tratti, è esagerato, con toni da favoletta, ma questo gli permette di mantenere un modo più leggero nell’affrontare un tema che altrimenti sarebbe tragico; la pellicola si mantiene invece allegra, divertente senza raggiungere i livelli di Fantozzi (anche se all’inizio il livello di sfortuna del protagonista è molto simile). Nonostante la leggerezza il film non scade nell’esagerato happy ending da americanata anni Novanta o nel mito del lavoro  del sacrificio, ma conserva un certo tono agrodolce che ho molto apprezzato.

Una menzione, a mio giudizio, va a Rovazzi, che riesce a fare ridere senza esagerare, senza mai “spararla grossa” e a cui spesso basta una semplice occhiata per strappare una risata, senza dover dire nulla. Apprezzabili inoltre nel cast Luca Zingaretti e Ninni Bruschetta, entrambe ottime interpretazioni.

Il film non ha avuto un grande successo, infatti gli incassi non hanno superato il budget stanziato per la produzione; nonostante le critiche controverse, io l’ho trovato molto gradevole e divertente, nonché tutt’altro che scontato.

“Il vegetale” è disponibile su Sky On Demand e attualmente è nella programmazione di Sky Cinema.

 

TRilvegetale

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