Recensione di “Bianco Letale” di Robert Galbraith (alias J.K. Rowling)

“Bianco Letale” è un romanzo del 2018 di Robert Galbraith (alias JK Rowling), quarto capitolo della serie che vede come protagonista l’investigatore privato Cormoran Strike.

In questo romanzo, l’agenzia di Strike ha raggiunto una certa notorietà e successo dopo gli eventi dello scorso libro; per questo motivo Billy, un ragazzo affetto da problemi psichici, si convince che l’investigatore possa aiutarlo a scoprire la verità su un omicidio di cui sostiene di essere stato spettatore anni prima, e irrompe nel suo studio per chiedere il suo intervento e poi scappare via.
Poco tempo dopo Strike viene contattato dal Ministro della Cultura, il parlamentare Jasper Chiswell, che lo incarica di indagare su un ricatto ai suoi danni, in cui pare sia coinvolto il fratello di Billy.
Strike e la sua socia Robin Ellacott indagano per scoprire la verità su entrambi i crimini e le intricate dinamiche della famiglia Chiswell.

Confesso che, nonostante il romanzo sia uscito in Italia a Febbraio, io l’ho dovuto leggere in inglese l’anno scorso, in quanto sono una grande fan di questa serie e non potevo proprio aspettare i tempi della traduzione italiana.
“Bianco letale” non delude gli appassionati delle indagini di Strike, anzi a mio parere è forse il miglior capitolo della serie e uno dei romanzi che più mi è piaciuto negli ultimi anni. Nonostante la mole di quasi ottocento pagine è letteralmente impossibile metterlo giù prima della fine: merito di una trama avvincente in cui ogni evento si incastra perfettamente in un meccanismo preciso e meticoloso, ma anche del rapporto tra i due protagonisti, Cormoran e Robin, che si avvicinano e allontanano progressivamente nel corso della serie.
Gli shipper più accaniti non potranno che bearsi della deliziosa frustrazione generata dai ripetuti fraintendimenti e incomprensioni che allontanano ciclicamente i due nonostante la loro palese attrazione.
Anche i personaggi minori, sia quelli conosciuti, come l’insopportabile Matt o quelli introdotti per la prima volta in questo romanzo, come i componenti della famiglia Chiswell, sono ben caratterizzati e contribuiscono a creare un insieme di relazioni e dinamiche realistiche e ben definite.

Insomma, non posso che consigliarlo a tutti gli amanti di thriller e gialli…e praticamente a chiunque legga romanzi, perché davvero non riesco a immaginare come questo libro possa non piacere.

biancoletale

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