Recensione di “Sex Education” (serie tv) / Review of “Sex Education” (TV series)

1f1ee-1f1f9“Sex Education” è una serie TV britannica; le prime due stagioni sono disponibili su Netflix.

Otis (Asa Butterfield) è un adolescente la cui madre Jean (Gillian Anderson) è una terapista e sessuologa; per questa ragione è generalmente più informato dei suoi compagni sulla sessualità. La compagna di scuola Maeve (Emma Mackey), che vive da sola su un caravan ed è a corto di soldi, lo convince a istituire con lei una “clinica” per dare consigli, dietro pagamento, ai compagni in difficoltà. Dopo qualche incertezza iniziale, l’iniziativa prende piede e Otis affronta molte tematiche spinose della sessualità degli adolescenti, oltre alle sue difficoltà personali e intime.

Intorno a lui vediamo anche le vicende dei suoi amici: il migliore amico Eric (Ncuti Gatwa), apertamente gay, ha un rapporto tormentato con lo scostante Adam Groff (Connor Swindells), figlio del severo e anaffettivo preside; Maeve viene corteggiata dal figo della scuola, Jackson (Kedar Williams-Stirling), campione di nuoto messo molto sotto pressione da una delle sue madri; intanto Jean, generalmente poco incline agli attaccamenti amorosi, inizia una storia con l’idraulico svedese Jakob (Mikael Persbrandt), il che porta Otis a incontrare sua figlia Ola (Patricia Allison).

Nella seconda stagione troviamo più o meno gli stessi personaggi, insieme a nuovi arrivi e figure minori che vengono approfondite.

La serie è davvero un esperimento riuscito, riuscendo ad affiancare al più classico teen drama delle tematiche anche spinose in modo fresco e diretto. Dopo tante serie tv che ci hanno mostrato adolescenti eccessivamente cerebrali o poco credibili, Sex Education riesce ad essere leggero senza scadere mai nella superficialità, e affiancando alla commedia ironica un’attenzione ai sentimenti e alla profondità dei personaggi.

Nel corso delle due stagioni, infatti, vediamo affrontati temi come masturbazione, aborto, vaginismo, riscoperta del piacere in età avanzata, igiene anale, trasmissione delle malattie sessualmente trasmissibili, bisessualità e pansessualità. I consigli di Otis sono efficaci e diretti, e danno l’idea che non esistano domande stupide o imbarazzanti, e che sia normale chiedere apertamente aiuto per vivere con più serenità il rapporto con il proprio corpo e col proprio partner. Nonostante questa attenzione alla vita sessuale, che fa da titolo alla serie, i personaggi emergono a tutto tondo, dando la realistica idea che la loro sessualità non li definisca ma sia soltanto una delle tante sfumature che formano la loro personalità.

In questo ho particolarmente apprezzato la figura di Eric, che esordisce nel più classico cliché dell’ “amico gay”, ma ha una crescita tutt’altro che banale nel corso delle stagioni; è anche bellissimo vedere come l’amicizia con Otis sia vissuta in modo naturale e senza traccia di “gay panic”. I due infatti non si fanno problemi ad abbracciarsi, condividere il letto in albergo o a gioire apertamente delle esperienze dell’altro. Dopo tanti film e serie tv in cui l’amicizia tra uomini viene mostrata con un eccessivo machismo e la cui massima espressione di vicinanza è rappresentata da una virile pacca sulla spalla, Otis ed Eric sono finalmente un modello positivo.

Nella seconda stagione viene data più attenzione alle figure femminili, approfondendo alcuni personaggi che erano solo abbozzati nella prima stagione, in particolare Aimee (Aimee Lou Wood), l’amica di Maeve un po’ ingenua ma di buon cuore che, dopo essere stata un comic relief per gran parte degli episodi, si trova ad affrontare una vicenda più oscura, il che porta ad una delle puntate più interessanti e riuscite della serie.

Nel cast, oltre ai talentuosi giovani interpreti, brilla la splendida Gillian Anderson nel ruolo dell’anticonformista Jean; un grande plauso anche al casting che ha azzeccato perfettamente gli attori che interpretano Adam e il preside Groff, davvero credibili come padre e figlio.

Esorto chi non ha ancora visto questa serie di mettersi subito in pari; in particolare la consiglio caldamente al pubblico adolescente.

 

 

 

1f1ec-1f1e7 “Sex Education” is a British TV series; the first two seasons are available on Netflix.

Otis (Asa Butterfield) is a teenager whose mother Jean (Gillian Anderson) is a therapist and sexologist; for this reason, he is generally more informed about sexuality than his peers. His schoolmate Maeve (Emma Mackey), who lives alone in a caravan and is short of money, convinces him to set up a “clinic” with her to give advice, for a fee, to their schoolmates in trouble. After some initial uncertainty, the initiative takes hold and Otis tackles many thorny issues of teenage sexuality, in addition to his personal and intimate difficulties.

Around him we also see the stories of his friends: his best friend Eric (Ncuti Gatwa), who is openly gay, has a tormented relationship with the unpredictable Adam Groff (Connor Swindells), son of the strict and anaffective principal; Maeve is being courted by the school’s hottie, Jackson (Kedar Williams-Stirling), a champion swimmer put under a lot of pressure by one of his mothers; meanwhile, Jean, generally not very prone to love attachments, begins an affair with the Swedish plumber Jakob (Mikael Persbrandt), which leads Otis to meet his daughter Ola (Patricia Allison).

In the second season, we find more or less the same characters, along with new arrivals and minor figures that are explored more in-depth.

The series is really a successful experiment, managing to combine the more classic teen drama with controversial themes in a fresh and direct way. After so many TV series that have shown us overly cerebral or unbelievable teenagers, Sex Education manages to be light-hearted without ever bordering into superficiality, and adding to ironic comedy attention to the feelings of the characters.

During the two seasons, in fact, we see themes such as masturbation, abortion, vaginism, rediscovery of pleasure in mature age, anal hygiene, the transmission of sexually transmitted diseases, bisexuality and pansexuality. Otis’ advice is effective and straightforward, and gives the idea that there are no stupid or embarrassing questions, and that it is normal to openly ask for help in order to live more serenely with your body and partner. Despite this attention to sex life, which gives the title to the series, the characters emerge as well-rounded, giving the realistic idea that their sexuality does not define them but is just one of the many nuances that form their personality.

I particularly appreciated the figure of Eric, who makes his debut in the more classic clichéd “gay friend”, but has a growth that is anything but clichéd over the course of the seasons; it’s also wonderful to see how his friendship with Otis is shown in a natural way and without a trace of gay panic. The two of them have no problem hugging, sharing a bed in a hotel or openly cheering for each other’s experiences. After so many movies and TV series in which the friendship between men is shown with excessive machismo and whose maximum expression of closeness is represented by a virile pat on the shoulder, Otis and Eric are finally a positive model.

In the second season more attention is given to female figures, deepening some characters that were only sketched in the first season, in particular Aimee (Aimee Lou Wood), Maeve’s naïve but kind-hearted friend who, after being a comic relief for most of the episodes, finds herself facing a darker situation, which leads to one of the most interesting and successful episodes of the series.

In the cast, in addition to the talented young performers, shines the beautiful Gillian Anderson in the role of the nonconformist Jean; a great applause also goes to the casting director that perfectly nailed the actors who play Adam and Principal Groff, who are really credible as father and son.

I urge those who have not yet seen this series to catch up immediately; in particular, I highly recommend it to teenage audiences.

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