Recensione di “Ragazze elettriche” di Naomi Alderman / Review of “The power” by Naomi Alderman

1f1ee-1f1f9“Ragazze Elettriche” di Naomi Alderman è un romanzo distopico di fantascienza del 2016, edito in Italia da Nottetempo. Il libro si è aggiudicato il prestigioso Baileys Women’s Prize nel 2017 ed è stato inserito nella lista dei migliori libri dell’anno del New York Times; è inoltre in produzione l’adattamento televisivo prodotto da Amazon Prime.

Come già nel celeberrimo “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood, il romanzo viene introdotto come un resoconto accademico di eventi accaduti molti anni prima (in questo caso circa cinquemila); le prime pagine mostrano un insicuro giovane scrittore che sottopone ad un’affermata scrittrice la sua opera, che ipotizza l’esistenza di un’antica società dominata dagli uomini e la sua transizione ad una matriarcale.

In un futuro non lontano da noi, le ragazze adolescenti iniziano a sviluppare un nuovo organo, la “matassa”, situata all’altezza della clavicola, che consente loro di rilasciare scariche elettriche di grande intensità; le ragazze scoprono di essere in grade di controllare e utilizzare a loro piacimento questo potere, nonché di attivare questa capacità anche nelle donne adulte.

Se questa capacità viene inizialmente considerata una malattia e criminalizzata, in breve diventa chiaro che non può essere fermata, e gli equilibri mondiali iniziano a cambiare: le donne vissute in paesi fortemente repressivi nei loro confronti, come l’Arabia Saudita, o in zone con alte percentuali di vittime di tratta, iniziano a rivoltarsi e a prendere il potere; nasce una nuova religione che rilegge la Bibbia nell’ottica della venerazione della Dea madre; le donne iniziano ad essere percepite come più aggressive e autoritarie degli uomini, il cui valore inizia ad essere considerato solo in funzione del loro ruolo rispetto al sesso forte, e devono essere protetti con coprifuoco e scuole separate.

Il romanzo segue il punto di vista di vari personaggi (la santona Allie/Madre Eve, Roxy, proveniente dalla malavita britannica, il giornalista nigeriano Tunde e la politica americana Margot) che seguono il drammatico cambiamento della società quando gli equilibri di potere vengono rovesciati.

Le donne dotate di matassa, infatti, utilizzano la loro superiore forza fisica nello stesso modo in cui gli uomini la utilizzavano contro le donne.

Il romanzo è estremamente crudo ma risulta verosimile nel descrivere il modo rapido e ineluttabile in cui la mentalità e i rapporti sociali cambiano quando vengono modificate le gerarchie di potere.

Oltre alle vicende raccontate più direttamente, ho trovato particolarmente interessanti gli intermezzi in cui i giornalisti commentano le notizie: vediamo inizialmente una coppia di cronisti, un uomo e una donna, in cui lui si comporta in modo condiscendente nei confronti della collega. Man mano che gli anni passano, tuttavia, lui viene sostituito da un giovane aitante in posizione sempre più subordinata, che man mano finisce a occuparsi soltanto di argomenti futili mentre la matura cronista donna viene percepita come sempre più autorevole.

Anche molto interessanti sono i commenti archeologici, scritti nel lontano futuro, in cui tutti gli oggetti ritrovati vengono reinterpretati dando per scontato che siano sempre state le donne ad essere il sesso forte, e che gli uomini non avessero mai avuto altri ruoli se non di cura e lavoro domestico.

Senza fare spoiler, la mia parte preferita è stata senz’altro il carteggio finale tra Neil e la più autorevole scrittrice Naomi, in cui l’autore cerca di convincerla che l’ipotesi che in un lontano passato gli uomini avessero ruoli politici e militari di spicco sia fondata, benché contraria al senso comune.

Il titolo originale del romanzo, “The Power”, nella doppia accezione di alimentazione elettrica e di potere, è emblematico nel descrivere il cuore dell’opera: non sono differenze biologiche o naturali a determinare le gerarchie, ma soltanto il potere di esercitare violenza su qualcun altro, e da questo potere deriva tutta la forma della società, del linguaggio e delle tradizioni.

Segnalo che il libro ha scene molto violente e grafiche, ma, nonostante questo aspetto che a volte mi ha reso difficile la lettura, lo consiglio caldamente a tutti i lettori e lettrici che hanno amato le distopie di Margeret Atwood e che cercano un approccio originale alla fantascienza.

ragazze elettriche

 

1f1ec-1f1e7 “The Power” by Naomi Alderman is a dystopian science fiction novel from 2016, published by Viking Press. The book won the prestigious Baileys Women’s Prize in 2017 and was included in the New York Times’ list of the best books of the year; the television adaptation by Amazon Prime is also in production.

As in Margaret Atwood’s famous “The Handmaid’s Tale”, the novel is introduced as an academic account of events that happened many years before (in this case about five thousand); the first pages show an insecure young writer who submits his work to an established author, hypothesizing the existence of an ancient society dominated by men and its transition to a matriarchal one.

In a future not far from us, teenage girls begin to develop a new organ, the “skein”, located on the collarbone, which allows them to release electric shocks of great intensity; the girls discover that they are able to control and use this power as they wish and to activate this ability in adult women as well.

If this ability is initially considered a disease and criminalized, it soon becomes clear that it cannot be stopped, and the world’s equilibrium begins to change: women who live in countries strongly repressive towards them, such as Saudi Arabia, or in areas with high percentages of victims of trafficking, begin to revolt and take power; a new religion is born, rereading the Bible from the perspective of veneration of a Mother Goddess; women begin to be perceived as more aggressive and authoritarian than men, whose value begins to be considered only in function of their role compared to the stronger sex and must be protected with curfews and separated schools.

The novel follows the point of view of various characters (the prophetess Allie/Mother Eve, Roxy, from the British criminal underworld, the Nigerian journalist Tunde and the American politician Margot) who follow the dramatic change in society when the balance of power is overturned.

Women with skeins, in fact, use their superior physical strength in the same way that men used it against women.

The novel is extremely crude but it’s plausible in describing the rapid and inevitable way in which mentality and social relationships change when the hierarchies of power are changed.

In addition to the stories told more directly, I found particularly interesting the interludes in which journalists comment on the news: we initially see a couple of reporters, a man and a woman, in which he behaves in a condescending way towards his colleague. As the years go by, however, he is replaced by a young, attractive man in an increasingly subordinate position, who gradually ends up dealing only with futile topics while the mature female reporter is perceived as increasingly authoritative.

Also very interesting are the archaeological comments, written in the distant future, in which the function of all the retrieved objects are reinterpreted assuming that it was always women who were the stronger sex, and that men had never had other roles than care or domestic work.

Without making spoilers, my favourite part was certainly the final correspondence between Neil and the more authoritative author Naomi, in which the writer tries to convince her that the hypothesis that in the distant past men had prominent political and military roles is founded, although so contrary to common sense.

Meaningfully, the “Power” of the tile is emblematic of the heart of the novel: it is not biological or natural differences that determine hierarchies, but only the power to exercise violence on someone else and this power shapes the whole of society, language and traditions.

I must point out that the book has very violent and graphic scenes, but despite this aspect that has sometimes made it difficult for me to read, I highly recommend it to all readers who have loved Margeret Atwood’s dystopia and who are looking for an original approach to science fiction.

power

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