Recensione de “La fabbrica delle meraviglie” di Sharon Cameron / Review of “The dark unwinding” by Sharon Cameron

1f1ee-1f1f9“La fabbrica delle meraviglie” è un romanzo Young Adult scritto da Sharon Cameron e pubblicato in Italia dalla Mondadori nel 2015.

Nonostante sia indicato più o meno ovunque come fantasy, è più un romanzo di formazione con ambientazione storica. Ambientato nell’epoca vittoriana, la vicenda racconta della protagonista diciassettenne Katharine Tulman, che viene mandata dalla zia Alice (da cui dipende economicamente) alla tenuta di suo zio Tully.  L’obiettivo è quello di farlo dichiarare incapace di intendere e di volere, in modo che la proprietà e tutte le sue ricchezze passino in eredità al nipote, permettendo alla zia Alice di gestirlo fino alla maggiore età del figlio.

Quando Katharine arriva alla tenuta si rende conto ben presto che lo zio è effettivamente inabile a prendere decisioni, tuttavia, rivela al contempo una personalità geniale di inventore, mentre la sua gestione della proprietà è fonte di sostentamento per un’intera comunità.

Katharine rimane però ricattata dalla prospettiva di scontentare la zia e perdere così la propria casa e fonte di entrate, per cui prende tempo prima di fare la sua denuncia. In questo arco temporale, entra in contatto con Ben Aldridge, intellettuale affascinato dalle invenzioni dello zio, lo scorbutico Lane, abile aiutante nelle creazioni, e tutta la comunità della zona, compresa Mary, che diventa sua cameriera personale, e Davy, bambino incapace di parlare.

Il romanzo ha tutti gli elementi tipici del viaggio di formazione, con elementi misteriosi che sembrano ispirati a Jane Eyre; lo stile è molto descrittivo e curato, come se volesse riprodurre le atmosfere dell’ottocento.

Personalmente ho trovato la prima metà soporifera e noiosa; ho fatto un’enorme fatica ad andare avanti a leggere e, se sono arrivata a metà, è stato solo per il fatto che se posso non abbandono mai un libro. Ho avuto la sensazione che, per le prime cento pagine, non succedesse davvero nulla.

La seconda metà del romanzo cambia marcia e diventa interessante: azione, mistero, colpi di scena (li ho trovati scontati e telefonatissimi, ma almeno c’erano), da metà libro in avanti si va avanti che è una meraviglia.

I personaggi sono approfonditi e curati, ma ho trovato che fosse tutto un po’ già visto; tutti sembravano racchiusi nei loro ruoli fissi e quasi da cliché.

In conclusione, un romanzo scritto molto bene e curato nelle descrizioni, ma che non mi ha entusiasmato. Lo consiglio agli amanti dei romanzi di formazione e delle atmosfere storiche inglesi.

 

1f1ec-1f1e7“The dark unwinding” is a Young Adult novel written by Sharon Cameron and published by Scholastic Press in 2012.

Although it’s considered a fantasy novel, it’s more accurately a novel with a historical setting. Set in the Victorian Age, it’s the story of the seventeen-year-old protagonist Katharine Tulman, who is sent by her aunt Alice (on whom she depends financially) to her uncle Tully’s estate. The aim is to have him declared incapacitated, so that the estate and all its wealth will pass to his nephew, allowing Aunt Alice to manage it until her son comes of age.

When Katharine arrives at the estate, she soon realizes that her uncle is indeed incapable of making decisions, however, he reveals at the same time a brilliant personality as an inventor, while his management of the property is a source of livelihood for an entire community.

However, Katharine is blackmailed by the prospect of displeasing her aunt and thus losing her home and source of income, so she takes time before making her denounce. During this time, she comes into contact with Ben Aldridge, an intellectual fascinated by her uncle’s inventions, the grumpy Lane, a skillful helper with inventions, and the entire community in the area, including Mary, who becomes her personal maid, and Davy, a child unable to speak.

The novel has all the typical elements of the coming of age journeys, with mysterious elements that seem inspired by Jane Eyre; the style is very descriptive and polished, as if it wanted to reproduce the atmosphere of the nineteenth century.

Personally, I found the first half sleepy and boring; I had to make an enormous effort to go on reading and, if I got to the middle, it was only because, if I can, I never drop a book. I had the feeling that, for the first hundred pages, nothing really happened.

The second half of the novel changes pace and becomes interesting: action, mystery, twists and turns (I found them a little obvious, but at least they were there).

The characters are thorough and well-defined, but I found that everything felt like something already seen; each of them seemed to be enclosed in their fixed, almost cliche roles.

In conclusion, this novel is very well written and skillfully edited in the descriptions, but it didn’t excite me. I recommend it to the lovers of educational novels and of historical English atmospheres.

 

 

 

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