Recensione di “Star Trek- Enterprise” / Review of “Star Trek- Enterprise” (tv series)

1f1ee-1f1f9“Star Trek- Enterprise” è una serie televisiva ambientata nell’universo di Star Trek, prodotta dal 2001 al 2005, e ambientata circa cento anni prima gli eventi della serie classica. Prodotta da CBS, è disponibile in Italia su Netflix.

Si tratta a tutti gli effetti di un prequel che racconta i primi viaggi dell’umanità per lo spazio, in una situazione di forte rivalità e tensione con le altre specie aliene. Non esiste infatti ancora la Federazione, gli umani fanno parte della Flotta Astrale e sono in conflitto con i Vulcaniani, che li hanno guidati in questa fase ma anche tenuti bloccati sulla Terra. Per risolvere un problema diplomatico con i Klingon, la prima nave umana a curvatura cinque, l’Enterprise, parte per la prima volta, capitanata da Jonathan Archer (Scott Bakula), apprezzato soldato che nutre un forte risentimento verso i Vulcaniani; le cose si fanno più complicate quando viene obbligata a prendere un’ufficiale vulcaniana a bordo, T’Pol (Jolene Blalock).

Gli altri personaggi principali sono Hoshi Sato (Linda Park), brillante xenolinguista, Trip Tucker (Connor Trinneer), capo ingegnere, Phlox (John Billingsley), medico denobulano, Travis Mayweather (Anthony Montgomery), pilota, e Malcolm Reed (Dominic Keating), ufficiale tattico.

La storia ha molti spunti interessanti, in particolare il rapporto contoverso con i Vulcaniani, sempre alleati ma rivali che spesso creano più problemi che altro, specialmente all’inizio; in generale, tutto il rapporto con le specie aliene è intrigante e fatto molto bene, in particolare modo verso gli Andoriani o i Klingon.

Detto questo, ho trovato che la serie avesse più alti e bassi di una montagna russa e che, in generale, fosse invecchiata davvero male. La prima stagione mi ha deluso moltissimo, con una trama appena accennata, recitata male, piena zeppa di errori e gli umani rappresentati con la mentalità americana e basta (come viene ribadito più volte, è successo tutto negli Stati Uniti: primo motore a curvatura, primo contatto, primo viaggio…). L’avrei volentieri abbandonata, ma, spronata dalle recensioni positive, sono andata avanti: la seconda stagione, pur conservando il solito sviluppo verticale, è secondo me molto riuscita. In particolare, il personaggio di T’Pol riesce a conquistare facilmente il pubblico.

La terza stagione, che sulla carta ha la trama più bella (una guerra contro una specie aliena), mi ha lasciata a bocca aperta per il suo sviluppo imbarazzante. La guerra occupa quattro, forse cinque episodi, il resto sono puntate senza senso che servono solo a distruggere il personaggio di T’Pol, ormai diventato praticamente umano e fortemente sessualizzato. Scene di massaggi hot ridicoli, gemiti di piacere messi lì per eccitare l’audience, mentre la trama più interessante rimane di contorno.

La quarta stagione è quella che globalmente ho apprezzato di più, ma purtroppo è l’ultima e segna una chiusura totale (e anche molto triste). Nonostante abbia passato 98 episodi a lamentarmi di come era fatta, alla fine sono stata dispiaciuta di averla conclusa.

Dovendo dare un giudizio generale, l’ho trovata una serie tv con spunti davvero belli, proprio quello che ci sia aspetta da un prequel, ma molti di questi sono stati dimenticati nel corso delle stagioni (Guerra fredda temporale? Che cosa è capitato ai Sulibani? Da chi erano stati mandati? Cosa accadrà al loro pianeta?) e a me, personalmente, questo ha dato molto fastidio.

I personaggi femmili sono pochissimi, tutti visti come oggetti sessuali, e questo, per una serie dei primi anni 2000, per me è inammissibile. Hoshi, in particolare, viene messa da parte dopo pochissimi episodi e ha una trama degna di nota solo nell’universo alternativo, in cui si fa strada unicamente col sesso. Non inizio neanche a criticare le divise della realtà alternativa, in cui le donne indossano solo un misero top e sono mezze nude: nel gelido spazio, con la pancia tutta scoperta. Mah…

La recitazione l’ho trovata davvero carente, ancora di più quando veniva messa accanto a quella delle molte dotate guest star (Fionnula Flanagan, Gregory Itzin, Brent Spiner). Ho trovato il confronto ancora più marcato negli episodi con Brent Spiner (per intenderci, Data), che faceva sembrare la resa degli attori protagonisti davvero impietosa.

Il problema peggiore che ho riscontrato, però, è il protagonista, Archer. Erano anni che non mi capitava un personaggio più finto, ipocrita e odioso. Ha idee che mettono sempre tutti nei guai, non accetta suggerimenti (in particolare da T’Pol che ha sempre ragione, a cui regala un mansplaining costante… anzi, earthsplaining), ha crisi isteriche appena le cose vanno male, eppure tutti non fanno che dirgli quanto è meraviglioso, inspiegabilmente. In tutto questo, lui fa il finto modesto, cosa che lo rende ancora più fasullo. Ammetto che l’accecante odio verso il suo personaggio mi ha fatto faticare di più la visione.

In conclusione, una serie che ha passato con fatica la prova del tempo, ma imprescindibile per i fan di Star Trek, in particolare quelli interessati a un buon prequel ricco di omaggi e rimandi alle altre serie (specialmente The Next Generation).

 

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“Star Trek – Enterprise” is a CBS television series set in the Star Trek universe, produced from 2001 to 2005, and set about a hundred years before the events of the classic series.

It’s  a prequel that tells the first journeys of mankind to space, in a situation of strong rivalry and tension with other alien species. In fact, the Federation doesn’t exist yet, humans are part of the Starfleet and are in conflict with the Vulcans, who led them in this phase but also kept them stuck on Earth. To solve a diplomatic problem with the Klingons, the first human ship with Warp 5 engine, the Enterprise, for the first time, leaves, captained by Jonathan Archer (Scott Bakula), an appreciated soldier who has a strong resentment towards the Vulcans; things get more complicated when he is forced to take a Vulcan officer on board, T’Pol (Jolene Blalock).

The other main characters are Hoshi Sato (Linda Park), brilliant xenolinguist, Trip Tucker (Connor Trinneer), chief engineer, Phlox (John Billingsley), Denobulan doctor, Travis Mayweather (Anthony Montgomery), pilot, and Malcolm Reed (Dominic Keating), tactical officer.

The story has many interesting themes, in particular the relationship with the Vulcans, allies but often rivals who create problems more than helping, especially at the beginning; in general, the whole relationship with alien species is intriguing and very well conveyed, especially towards the Andorians or Klingons.

That said, I found that the series had more ups and downs than a roller coaster and that, in general, it aged badly. The first season disappointed me, with a barely-there plot, badly acted, full of mistakes, where all the humans are represented by the American mentality, as if the rest of the world didn’t exist (as it’s said many times, everything happened in the United States: first warp engine, first contact, first trip…). I would have gladly abandoned it, but, encouraged by the positive reviews, I went ahead: the second season, while maintaining the usual vertical development, is in my opinion very good. In particular, the character of T’Pol manages to easily win the audience.

The third season, which on paper has the most beautiful story line (a war against an alien species), has left me speechless for its embarrassing development. The war occupies four, maybe five episodes, the rest are meaningless installments that only serve to destroy T’Pol’s character, now practically human and strongly sexualized. There are scenes of ridiculous hot massages, moans of pleasure included to excite the audience, while the most interesting plot remains in the background.

The fourth season is the one I appreciated the most, all in all, but unfortunately it’s the last one and marks a total (and also very sad) closure. Although I spent 98 episodes complaining about it, in the end I was sorry it was finished.

Having to give a general judgement, I found it a TV series with really good ideas, just what is expected from a prequel, but many of them were forgotten during the course of the seasons (Temporal Cold War? What happened to the Sulibans? Who were they sent by? What will happen to their planet?) and personally, this bothered me a lot.

There are very few female characters, all represented as sexual objects, and this, for a series of the early 2000s, is unacceptable to me. Hoshi, in particular, is put aside after very few episodes and has a plot worthy of note only in the alternative universe, where she makes her way only with sex. I don’t even begin to criticize the uniforms of alternative reality, where women wear only a little top and are half-naked: they live in cold outer space, with their bellies all uncovered. Fair enough…

I found the acting really lacking, even more so when the recurring cast was put next to many gifted guest stars (Fionnula Flanagan, Gregory Itzin, Brent Spiner). I found the comparison even more marked in the episodes with Brent Spiner (Data), which made the performance of the leading actors seem even worse.

The worst problem I found, however, was the protagonist, Archer. It’s been years since I’ve seen a more hypocritical character. His plans always get everyone into trouble, he doesn’t accept suggestions (especially from T’Pol, who is always right, to whom he gives constant mansplaining… or rather, earthsplaining), he has hysterical crises as soon as things go wrong, and yet, inexplicably, everyone keeps telling him how wonderful he is. In all of this, he plays modest, which makes the whole thing even more stupid. I admit that the blinding hatred of his character has made my vision of the show difficult.

In conclusion, it’s a series that struggles to pass the test of time, but essential for Star Trek fans, especially those interested in a good prequel full of tributes and references to other series (especially The Next Generation).

 

 

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