Recensione di “Dormire in un mare di stelle” di Christopher Paolini / Review of “To sleep in a sea of stars” by Christopher Paolini

“Dormire in un mare di stelle” è un romanzo di fantascienza di Christopher Paolini, famoso per aver creato la saga di Eragon. Si tratta del primo romanzo al di fuori della sua celeberrima saga fantasy.

Il romanzo è edito in Italia da Rizzoli, che ringraziamo per la copia inviataci.

Nel ventiquattresimo secolo, l’umanità viaggia attraverso le galassie e colonizza lontani pianeti.

Kira Navárez è una xenobiologa abituata a viaggiare da una missione all’altra, ma si trova in procinto di cambiare la sua vita: si è fidanzata con Alan e i due progettano di stabilirsi su una colonia e mettere su famiglia.
Durante un’ultima esplorazione su un pianeta deserto, l’ultimo giorno di quella che sarebbe dovuta essere la sua ultima missione, Kira scopre delle rovine aliene, e uno xenomorfo la assale, legandosi a lei sotto forma di una muta che non può più togliersi.

Contemporaneamente a questo ritrovamento, una specie aliena fino a quel momento sconosciuta, battezzata “le Meduse” inizia ad attaccare le navi terrestri, e Kira si ritroverà al centro del conflitto.

Il romanzo originale è composto da oltre ottocento pagine (diviso in due nella versione italiana, il seguito uscirà a Novembre) e il suo punto di forza è senz’altro l’ambientazione: i fan della fantascienza più classico saranno deliziati dai tanti dettagli che compongono il mondo in cui Kira e il suo xeno, chiamato la Lama Morbida, si muovono, che risultano sia originali che realistici.

Gli umani che viaggiano nello spazio passano molto tempo congelati in un sonno artificiale e hanno impianti di registrazione nella mente che consentono loro di rivedere a piacimento i propri ricordi e altri documenti; le navi hanno degli “overlay” visibili solo attraverso speciali lenti a contatto, che riprogrammano il loro aspetto esteriore; alcuni umani hanno deciso di abbandonare il proprio corpo per diventare “cervelli di bordo”, intelligenze potenziate che dirigono le navi più sofisticate (il personaggio di Gregorovitch, cervello divenuto instabile dopo un lungo isolamento, è senz’altro il più memorabile del romanzo); la società descritta ha nuove religioni, sotto culture e civiltà, di cui vediamo degli sprazzi intriganti.

In questo, l’autore è riuscito nel difficile compito di fornire la giusta quantità di informazioni per rendere il suo universo credibile, ma senza sconfinare in lunghe spiegazioni che interesserebbero solo i nerd più incalliti.

Se il worldbuilding è assolutamente impeccabile, purtroppo devo ammettere che ho trovato i personaggi poco coinvolgenti: non sono riuscita a empatizzare con la protagonista Kira, che in quattro e quattr’otto, da biologa interessata alla propria vita personale, si ritrova a spingersi al centro di una guerra intergalattica perché “sente che è giusto farlo”, senza pensare più molto alla sua vita passata. Le sue motivazioni non sono molto approfondite, neanche a livello di trama. Vari personaggi, che avrebbero tutte le ragioni per mettere in dubbio le intuizioni di questa perfetta sconosciuta, semplicemente vanno dietro alle sue decisioni e si fidano di lei, nonostante abbiano ogni ragione per non farlo.
Dopo le prime cento pagine, il ritmo subisce un brusco rallentamento: gran parte della trama è composta da Kira che approfondisce le sue conoscenze sullo xeno, scena di azione, tutti che vanno in crio tranne lei, che quindi si mette ad approfondire lo xeno, e si ricomincia.

Il fatto che il libro sia stato diviso, nella versione italiana, in due volumi, fa sì che la storia rimanga in sospeso.

In ogni caso, consiglio questo romanzo a tutti gli amanti delle space opera e della fantascienza classica, che verranno trasportati in futuri lontani e mondi ricchi di sorprese inaspettate.

“To sleep in a sea of stars” is a science fiction novel by Christopher Paolini, famous for creating the Eragon saga. This is the first novel outside of his famous fantasy saga.

In the twenty-fourth century, humanity travels through galaxies and colonizes distant planets.

Kira Navárez is a xenobiologist used to travel from one mission to another, but she is about to change her life: she is engaged to Alan and the two plan to settle on a colony and start a family.

During a last exploration on a desert planet, the last day of what should have been her last mission, Kira discovers alien relics, and a xenomorph assails her, tying himself to her in the form of a skinsuit that she can’t remove.

At the same time as this discovery, an alien species unknown until that moment, called “the Jellies” starts attacking Earth’s ships, and Kira will find herself at the center of the conflict.

The novel consists of over eight hundred pages and its strong point is undoubtedly the setting: fans of the most classic science fiction will be delighted by the many details that make up the world in which Kira and her xeno, called the Soft Blade, move, which are both original and realistic.

Humans who travel in space spend a lot of time frozen in an artificial sleep and have recording systems in their minds that allow them to review their memories and other documents at will; ships have “overlays” visible only through special contact lenses, which reprogram their appearance; some humans have decided to abandon their bodies to become “ship minds”, enhanced intelligences that direct the most sophisticated ships (Gregorovitch, a brain that became unstable after a long isolation, is undoubtedly the most memorable character of the novel); the society described has new religions, sub cultures and new societies, of which we see some intriguing flashes.

In this, the author has succeeded in the difficult task of providing the right amount of information to make his universe credible, but without indulging in long explanations that would only interest the most hardened nerds.

If the worldbuilding is absolutely impeccable, unfortunately I must admit that I found the characters not very compelling: I was not able to empathize with the protagonist Kira, who, from a biologist interested in her personal life, plunges in the middle of an intergalactic war because she “feels it’s right to do so”, without thinking much about her past life. Her motivations are not very deep, not even in terms of plot. Various characters, who would have every reason to question the intuitions of this perfect stranger, simply go behind her military strategy decisions and trust even when they would have any reason not to do so.

After the first one hundred pages, the rhythm undergoes an abrupt slowdown: a large part of the plot is composed of Kira, who deepens her knowledge of the xeno, an action scene, everyone goes into cryo sleep except her, who then starts to deepen her knowledge of the xeno, and starts again.

In any case, I recommend this novel to all lovers of space operas and classic science fiction, who will be transported to distant futures and worlds full of unexpected surprises.

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