Recensione del librogame “Cavolquest” di Giacomo Bernini, Stefano Cappanari e Roberto Gerilli

“Cavolquest” è un libro game fantasy/umoristico scritto da Giacomo Bernini, Stefano Cappanari e Roberto Gerilli, ed edito dalla casa editrice Plesio nella collana Aurendor. Ringraziamo la Plesio per la copia digitale inviataci.

Si tratta di un librogame molto divertente dove, sostanzialmente, per giocare basta scegliere che percorso seguire e “spostarsi” di conseguenza da una pagina all’altra. Quando si è di fronte a una prova bisogna tirare il doppio dado e vedere che punteggio si fa (le caratteristiche sono carisma, forza, destrezza e intelligenza).

La storia è ambientata nel mondo di Nerdasia, dove il protagonista, un apprendista Falegname chiamato PG (che purtroppo non sta per “Personaggio”, ma, ahimé, Prudenzio Guardiapolli. Sì, è proprio il nome del protagonista. No, non potete cambiarlo.), decide di diventare un eroe. In questo mondo nerd fatto di citazioni di fantasy, film, libri e serie tv, però, tutti gli eroi affermati hanno già preso le missioni più importanti e ad un aspirante eroe non resta che fare la gavetta. Prudenzio dovrà recarsi a Borgo del Cavolo per recuperare un esattore delle tasse che non ha più fatto ritorno, ovviamente arruolando un mago, un elfo e una sacerdotessa (quelli non possono mancare!). Sembra una missione del cavolo, ma le risate sono assicurate.

La cosa divertente del libro è che nessuno prende troppo sul serio nulla, infatti nella scheda segna punti viene da subito inserito il barometro, che, anziché misurare la pressione atmosferica, serve a trascrivere quante volte si è scelto di barare. Giustamente, aggiugerei. Nel perfetto spirito goliardico del gioco, non sono previste penalità: l’importante è divertirsi.

Che dire, ho riso dall’inizio alla fine. Avendo una copia digitale ero preoccupata di giocare sul kindle, ma si è rivelato ancora più facile che col cartaceo, in quanto basta toccare la scelta che si vuole fare e si viene direttamente mandati alla pagina giusta (una figata!).

I dialoghi sono divertenti, i personaggi ironici e che strizzano l’occhio quanto basta ai cliché del fantasy per strappare una risata anche solo per come si presentano. Se amate il genere vi perderete a contare gli omaggi e i rimandi ad altre opere e, più in generale, agli stereotipi dei libri/film fantastici.

PG è un monumento alla sfiga, ecco perché per me è stato un protagonista godibilissimo, con cui mi sono sentita subito in sintonia. Morire è altrettanto divertente, lo ammetto: le scene che preludono alla dipartita di Prudenzio sono spassosissime e, alcune di esse, me le sono lette e rilette, perché ho barato tanto e ho visionato molte opzioni.

Siete pronti a scoprire cosa è successo a Borgo del Cavolo? Allora non perdete altro tempo e trasferitevi a Nerdasia.

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