Recensione di “Midnight Sun” di Stephenie Meyer / Review of “Midnight Sun” by Stephenie Meyer

“Midnight Sun” è un romanzo fantasy di Stephenie Meyer, uscito 15 anni dopo il fortunato “Twilight”, e ne racconta gli stessi eventi dal punto di vista dell’altro protagonista, il vampiro Edward.

La storia è quella che già conoscete: Bella Swan si trasferisce nella piccola cittadina di Forks, dalle parti di Seattle, e il vampiro Edward è inizialmente attratto dal suo sangue, salvo poi innamorarsi, ricambiato, di lei.

Ma Edward teme di essere un pericolo troppo grande per l’incolumità dell’amata; l’arrivo di altri vampiri metterà la vita di Bella ancora più a rischio.

Il libro ha la struttura di una fanfiction, un retelling combaciante quasi al millimetro con il libro originale: ogni scena, ogni dettaglio, ogni dialogo tra Bella ed Edward viene rivisto attraverso gli occhi di lui.

Onestamente, l’ho trovato anche troppo preciso: mi sarebbe piaciuto vedere qualcosa di nuovo, ma a parte qualche dialogo di prima mano tra Edward e la sua famiglia, il grosso del romanzo segue esattamente la stessa struttura di Twilight.
Il primo incontro tra Edward e Bella è senza dubbio il più interessante e sembra dare un’atmosfera molto più dark al racconto: nel momento in cui il vampiro sente l’odore del sangue della ragazza, il suo istinto predatorio riaffiora, portandolo a calcolare il tempo che gli ci vorrebbe per ucciderla e poi occuparsi di eliminare i testimoni, ed escogita vari piani per arrivare alla sua vittima con il minor sforzo possibile.
Ho pensato: fantastico, quindi Edward è davvero pericoloso, non la faceva troppo lunga in Twilight.

E invece no. A parte questo primo capitolo col botto, per il resto del tempo, Edward pensa esattamente tutto ciò che il lettore aveva potuto immaginare leggendo Twilight la prima volta: è convinto che Bella sia una delicata creatura da proteggere e nonostante passi tanti, lunghi capitoli ad agonizzare sulla propria pericolosità, non sembra mai vicino a fare davvero del male alla ragazza.

Purtroppo questo suo tormento interiore non lo rende particolarmente affascinante, almeno ai miei occhi: tuttavia, devo ammettere che per la prima volta ho avuto la sensazione di leggere i pensieri di un autentico ultracentenario.
Edward ha lo stesso atteggiamento di una nonna che legge i giornali e si preoccupa che qualcosa di brutto possa succedere all’adorata nipotina, e le fa raccomandazioni che appaiono esagerate a chiunque sotto gli ottant’anni: teme che la fragile umana possa essere colpita da un meteorite nel sonno (?!), che possa cadere in mare durante una gita in spiaggia, che finisca in un quartiere malfamato quando va a fare una gita in una cittadina con una popolazione paragonabile a quella della tentacolare Acqui Terme.

In fondo fa fin tenerezza, perché se leggendo Twilight il rapporto con la diciassettenne Bella poteva sembrare squilibrato, in quanto il vampiro aveva un’esperienza di vita di gran lunga maggiore e sembrava avere il controllo della loro relazione, qui invece appare come un ansioso cronico che non ha lui stesso la più pallida idea di ciò che sta facendo. Scopriamo inoltre che Edward è uno shipper accanito che escogita trucchetti a “La Rivincita della Bionde” per far mettere insieme altri personaggi della saga.

Chi invece non riesce a emergere come un personaggio particolarmente interessante purtroppo è Bella stessa, perché Edward passa tantissimo tempo a sdilinquirsi su quanto lei sia speciale, una santa e “diversa dalle altre”, quando in realtà non fa che dimostrare il minimo sindacale di gentilezza nei confronti dei suoi amici e familiari.

Qui purtroppo, per far emergere la diversità di Bella, Meyer ha dovuto andarci pesante con la carta della rivalità femminile perché, grazie alla lettura del pensiero effettuata da Edward, scopriamo che la compagna di scuola Jessica e la vampira Rosalie sono ancora più invidiose e antipatiche di quanto apparisse in Twilight. Questa è una delle novità che ho apprezzato di meno. A loro si contrappongono le figure materne angelicate di Esme e persino dell’amica Angela (nomen omen), modelli femminili positivi in quanto viene evidenziato il loro ruolo di cura nei confronti della famiglia.

Edward è sinceramente interessato a vari dettagli della vita di Bella, tra cui le sue preferenze in fatto di letture, fiori e musica; in Twilight questa parte veniva glissata in fretta, qui purtroppo abbiamo lunghi passaggi in cui Edward fa varie congetture su come ognuno di questi dettagli definiscano la personalità della ragazza. Se non siete innamorati di Bella quanto lui, questi capitoli saranno davvero faticosi.

In conclusione, credo che sarebbe poco opportuno valutare questo romanzo da solo: si tratta palesemente di un regalo fatto dall’autrice ai fan incalliti della saga, che lei stessa ringrazia all’inizio del romanzo.

Se avete detestato la storia dal punto di vista di Bella, probabilmente non vi piacerà nemmeno questa versione; se invece siete dei fan di lunga data, probabilmente apprezzerete questo excursus nella mente di Edward.

“Midnight Sun” is a fantasy novel by Stephenie Meyer, released 15 years after the famous “Twilight”, and tells the same events from the point of view of the other protagonist, the vampire Edward.

The story is the one you already know: Bella Swan moves to the small town of Forks, near Seattle, and vampire Edward is initially attracted by her blood, but then falls in love, returned, with her.

But Edward fears that he is too great a danger for his beloved’s safety; the arrival of other vampires will put Bella’s life at even greater risk.

The book has the structure of a fanfiction, a retelling that matches almost to the millimetre with the original book: every scene, every detail, every dialogue between Bella and Edward is seen through his eyes.

Honestly, I found it even too precise: I would have liked to read something new, but apart from some first-hand dialogue between Edward and his family, the bulk of the novel follows exactly the same structure as Twilight.

The first encounter between Edward and Bella is undoubtedly the most interesting episode and seems to give a much darker atmosphere to the story: the moment the vampire smells the girl’s blood, his predatory instinct reappears, leading him to calculate the time it would take him to kill her and then eliminate the witnesses, and he devises various plans to get to his victim with as little effort as possible.

I thought: great, so Edward is really dangerous, he wasn’t making a big fuss out nothing in Twilight.

But that was not the case. Apart from this first chapter with a bang, for the rest of the time, Edward thinks exactly what the reader could have imagined when reading Twilight the first time: he is convinced that Bella is a delicate creature to protect and despite spending many, long chapters tormenting over himself being a danger, he never seems close to really hurting the girl.

Unfortunately, this inner torment of his doesn’t make him particularly fascinating, at least in my eyes: however, I must admit that for the first time I had the sensation of reading the thoughts of an authentic ultra-centenary.

Edward behaves like a grandmother who reads the news and worries that something bad might happen to her beloved granddaughter, and makes recommendations that seem exaggerated to anyone under the age of eighty: he fears that the fragile human could be hit by a meteorite in her sleep (?!), that she might fall into the sea during a trip to the beach, that she might end up in a bad neighborhood when she goes on a trip to a town with a population comparable to that of Whitehaven, Cumbria.

After all, it’s almost endearing because if reading Twilight the relationship with the seventeen-year-old Bella could seem unbalanced, as the vampire had a much greater life experience and seemed to have control of their relationship, here instead he appears as a person crippled by anxiety who has no idea what he is doing. We also discover that Edward is a fierce shipper who devises tricks à la “Legally Blonde” to bring together other characters from the saga.

Who, on the other hand, is unable to emerge as a particularly interesting character is unfortunately Bella herself, because Edward spends a lot of time raving about how special she is, a saint and “different from the others”, when in the sotry she only shows the most basic politeness towards her friends and family.

Here, unfortunately, in order to bring out Bella’s diversity, Meyer had to go heavy with the female rivalry card because, thanks to Edward’s reading of their thoughts, we discover that schoolmate Jessica and vampire Rosalie are even more envious and unpleasant than in Twilight. This is the detail that I appreciated the least. They are contrasted by the angelic mother figures of Esme and even of the friend Angela (nomen omen), positive female models as their role of caring for the family is highlighted.

Edward is sincerely interested in various details of Bella’s life, including her preferences in reading, flowers and music; in Twilight this part was quickly glossed over, here unfortunately we have long passages in which Edward makes various conjectures about how each of these details define the girl’s personality. If you are not as much in love with Bella as he is, those chapters will be really tiresome to read.

In conclusion, I think it would be inappropriate to evaluate this novel alone: it’s clearly a gift given by the author to the saga’s most hardcore fans, whom she thanks at the beginning of the novel.

If you hated the story from Bella’s point of view, you probably won’t like this version either; instead, if you are a long-time fan, you will probably appreciate this excursus in Edward’s mind

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