“Nel segno del destino” è un romanzo storico-romantico scritto da Valentina Fontan e pubblicato dalla casa editrice Literary Romance.
La storia si svolge nei primi anni del 1500 e percorre le vicende di Martin Luther e di due personaggi inventati, Lorenzo e Greta. Lorenzo è un soldato romano che viene mandato a Wittenberg a indagare sulle attività di questo monaco teologo che mette in dubbio l’attività della Chiesa (per l’appunto, Lutero), mentre Greta è una ragazza tedesca molto devota; la giovane vorrebbe prendere i voti e andare in convento, ma la sua famiglia l’ha promessa a un ricco e anziano mercante, così da ereditare una grande fortuna.
I due si incontrano e si innamorano, ma è proprio l’attività di Luther a farli unire e dividere in diversi momenti, mentre sullo sfondo resta una Germania che cerca di capire se e come appoggiare le dichiarazioni del monaco.
Luther è uno dei protagonisti e la sua storia sicuramente una delle più interessanti: il monaco inizia una vera e propria dottrina partendo dall’indignazione della vendita delle indulgenze e, in particolare, vedendo gli effetti sui fedeli che questa porta. Afferma dunque che è la sola Fede e la sua manifestazione a portare all’assoluzione, non gli acquisti fatti presso la Chiesa: la sua critica prenderà poi forme sempre più definite, coinvolgendo la popolazione e creando un vero e proprio scisma, che lui stesso non apprezzerà. Una figura con i suoi dubbi, ma che emerge soprattutto per la sua forza. L’autrice glissa su molti suoi aspetti controversi (l’antisemitismo, l’odio per gli islamici, ecc…) ma ne delinea bene la personalità ansiosa e timorosa di sbagliare, rendendolo un personaggio molto piacevole da leggere.
Ho apprezzato come, nonostante emerga una chiara separazione tra le intenzioni buone di Luther e l’avidità della Chiesa dell’epoca, ogni tanto qualche personaggio minore salti su ponendo questioni interessanti sul protestantesimo; ad esempio la madre di Greta, che è pur un personaggio becero ma intelligente, mette in discussione in una battuta il problema della predestinazione che alla fine emergerà nella confessione Luterana. In generale, mi è piaciuto molto che la maggior parte di loro si trovasse bene con i precetti del cattolicesimo (la confessione, il concetto di perdono che assolve, ecc), e che la riforma nuova emergesse proprio per “protesta” alla Chiesa e al suo comportamento, da cui il nome. Ho trovato questo aspetto realistico, perché, a parte un’unica discussione tra teologi universitari, la maggior parte delle conversazioni si svolge tra persone comuni.
La storia d’amore è alla Ken Follett, nel senso che i due protagonisti sono veramente sfortunati e dovranno passare mille peripezie anche solo per riavere notizie l’uno dell’altra. Nel frattempo, per fortuna, possono crescere come personaggi e sviluppare i propri archi narrativi, che non sono esclusivamente legati alla storia romantica (cosa che ho apprezzato).
In conclusione, un romanzo avvincente, ben scritto, che vi farà scoprire un periodo storico importantissimo ma non così spesso romanzato. Assolutamente consigliato!

Lascia un commento