Recensione del libro “Solo per sempre tua” di Louise O’Neil

“Solo per sempre tua” è un romanzo distopico di Louise O’Neil del 2016, edito in Italia da Hot Spot.

In un futuro non molto lontano, il continuo ricorso all’aborto selettivo per favorire la nascita di maschi ha fatto sì che i corpi si “evolvessero” per non portare più a termine le gravidanze di feti femmine.
Per impedire la fine della specie, gli scienziati hanno ideato le “eva”, creature create in laboratorio per essere il più belle e desiderabili possibile; queste crescono in una scuola fino ai sedici anni, senza avere alcun contatto con il mondo esterno se non i social e i talk show, in una competizione estrema per essere scelte dagli Eredi (i coetanei maschi) nella cerimonia finale; in quel caso diventeranno le loro Compagne, pronte a dare loro dei figli e soddisfare ogni loro desiderio fino ai quarant’anni, età in cui verranno “riformate”, altrimenti diventeranno delle Concubine (cioè delle prostitute), oppure, nel caso venissero giudicate non appetibili per il desiderio maschile, saranno costrette a entrare nell’ordine delle Caste (una specie di suore), che si occuperanno della prossima generazione di eva.
Nell’istituto le ragazze non imparano a leggere e scrivere, bensì a truccarsi, agghindarsi, controllare ossessivamente il peso e a comportarsi in modo accomodante e compiacente con gli Eredi che incontreranno dopo il diploma. Nel loro mondo non c’è nulla di più disgustoso e riprovevole di una ragazza grassa.
Ogni giorno viene stilata una classifica delle ragazze, in modo da spingere all’estremo la competizione tra di loro; nei loro dialoghi non fanno altro che paragonare il loro aspetto, scambiandosi falsi complimenti a doppio taglio o coalizzandosi per escludere le più fragili.
La storia segue l’ultimo anno di scuola della protagonista freida (tutti i nomi delle eva sono in minuscolo, per sottolineare il loro status di beni e di non-persone): è sempre stata la migliore amica di isabel, la ragazza in cima alla classifica del loro anno, ma da qualche mese quest’ultima sembra cambiata, isolandosi ed estromettendo tutti quanti, oltre a presentare comportamenti allarmanti al limite dell’autolesionismo. Freida è tormentata dalla nostalgia per l’amica, ma non riesce ad interpretare le azioni di isabel, e inizia a provare del risentimento nei suoi confronti; nel frattempo al vertice della classica è arrivata la spietata megan, che inizia a pilotare le altre per raggiungere il suo scopo, cioè essere scelta come Compagna dall’Erede più appetibile.

Il romanzo è una critica tagliente e spietata sulla cultura dell’apparenza e come questa sia utilizzata per controllare il corpo e la coscienza delle donne: nonostante l’ambientazione distopica della scuola, in realtà molti dei dialoghi o delle trasmissioni televisive mostrate alle ragazze sono disturbantemente realistici.
Ho trovato particolarmente riuscito il fatto che, nonostante tutto il mondo all’interno del quale si muovono le ragazze sia interamente concepito in funzione del desiderio maschile, di uomini quasi non se ne vedano; quando vengono mostrati sono mediocri, tra l’indifferente e il compiaciuto di fronte alla condizione delle eva, oppure benintenzionati ma troppo deboli per opporsi in modo convinto allo status quo.
Le vicende si susseguono in un crescendo di tensione, e vengono toccati molti temi controversi come i disturbi alimentari oppure i concetti di consenso e libero arbitrio, eppure l’elemento che mi è sembrato più angosciante è proprio la progressiva presa di coscienza del lettore della mancanza di prospettiva dei personaggi femminili, e di come si sabotino a vicenda per arrivare a dei ruoli che sembrano uno meno auspicabile dell’altro.
Ammetto che ripensare a questo libro mi suscita, a distanza di settimane dalla sua lettura, una sensazione di inquietudine e claustrofobia; perché la distopia che fa più paura è proprio quella che hai l’impressione di stare già vivendo.

solo e per sempre tua

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