Recensione di “La Cerva” di Susanna Hawkwood

“La Cerva” è un romanzo breve di fantascienza di Susanna Hawkwood, parte del ciclo “Cronache dell’Esodo”.

La vicenda è ambientata su un mondo sull’orlo del collasso, in cui gli esseri viventi hanno cessato di riprodursi e il cui sole principale sta per esplodere; gli esseri viventi, guidati da personaggi umanoidi di varie razze, si preparano quindi a lasciare il pianeta su grandi arche spaziali che riproducono il loro ecosistema.
Tuttavia sia persone che animali soffrono acutamente per la separazione dal Mondo Madre, a cui sono legati non soltanto per la loro sussistenza ma da un rapporto più profondo e atavico.
In questo, la presenza di una cerva che sta per dare alla luce due piccoli, evento eccezionale in un mondo sull’orlo dell’estinzione, rappresenterà un nuovo inizio che darà coraggio agli esuli.

Nonostante il romanzo si inserisca a pieno titolo nel genere fantascientifico, con la presenza di navi spaziali e razze aliene, il tono della narrazione, epico e a tratti onirico, ricorda i romanzi fantasy, così come la presenza di razze antropomorfe, come gli Ittios, dalle caratteristiche anfibie, rimanda all’high fantasy.
Inoltre il vero fulcro del romanzo non è la tecnologia né la lotta per la sopravvivenza, come l’ambientazione potrebbe suggerire: nonostante lo scenario apocalittico, nessuno degli esseri viventi sembra mosso da impulsi egoistici o deve lottare per accedere a delle risorse, che anzi vengono spontaneamente condivise.
Il conflitto centrale è rappresentato dal disagio dei personaggi per il distacco dal pianeta Madre, e, allo stesso tempo, alla celebrazione della vita e della sua trasformazione; ci sono anche molti riferimenti a temi cari alla letteratura new age, come il femminino sacro o una visione olistica del rapporto tra umano e divinità.

Il romanzo è preceduto dal racconto “Origini”, che esplicita come l’esodo raccontato dalla serie sia alla base della nascita del sistema solare così come da noi conosciuto e dell’origine aliena della vita sulla Terra. “Origini” è corredato da una ricca appendice che illustra diffusamente la motivazione di ogni scelta dell’autrice, dalla durata dell’anno solare alla scelta dei nomi.
Personalmente suggerisco di leggere prima “La Cerva”, che crea un legame emotivo tra il lettore e la vicenda narrata, e poi “Origini”.

Consiglio questo romanzo a chi è interessato alla letteratura new age e il misticismo, e a chi cerca un approccio inconsueto alla fantascienza.

la cerva

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