Recensione di “Tre racconti di fantascienza” di Nemo Villeggia

“Tre racconti di fantascienza”, come dice il titolo, è un raccolta di tre racconti di fantascienza, scritte ed editi da Nemo Villeggia.

Tutte le storie hanno come caratteristica un elemento fuori dall’ordinario che trascina i personaggi, volenti o nolenti, in situazioni insolite, con risvolti inquietanti e che spingono il lettore a riflettere.

Il primo racconto racconta di un gruppo di amici che decidono di provare una droga insolita, che avrebbe la capacità di spingere il fruitore in un lungo sogno ad occhi aperti estremamente realistico. Tuttavia, quando i protagonisti si risvegliano, si ritrovano in un mondo diverso, dove ancora non è chiaro se il sogno sia ancora in corso oppure no: il contrasto incerto tra onirico e reale lascia il lettore curioso e carico di inquietudine.

Nel secondo, invece, troviamo quello che sembra l’inizio di una storia giornalistica: Digiovanni, un reporter, riesce ad ottenere un’intervista esclusiva con un magnate di un’azienda informatica. Il giornalista è convinto di poter provare delle uquivoche origini nell’URSS di questo uomo di successo, ma è proprio il concetto stesso di “oscuro passato” a venire messo in discussione.

Nel terzo, il più lungo tra i racconti, circa metà libro, troviamo un sistema carcerario completamente rivisto. I condannati possono scegliere di farsi ridurre drasticamente la pena accettando punizioni corporali; tali punizioni vengono date dai “somministratori” e uno di questi è proprio uno dei protagonisti. Il racconto, nonostante questo elemento distopico, è anche molto vicino al giallo, in quanto le storie dei vari personaggi si intrecciano dopo il ritrovamento di un cadavere, colpito a morte da una macchina da scrivere.

Il libro si legge molto velocemente, specialmente i primi due racconti che sono molto corti; lo stile è molto asciutto, senza tanti fronzoli, e vi è un contrasto marcato tra la narrazione e i dialoghi, resi immediati da un linguaggio molto colloquiale.

Una caratteristica, diversamente da quello che può far supporre il titolo, è che l’elemento fantascientifico è presente solo come filo conduttore delle storie e va a costituire quel particolare sconvolgente che lascia il lettore sorpreso.

In conclusione, lo consiglio agli amanti dei racconti, non necessariamente solo della fantascienza, e a tutti quei lettori che cercano una lettura veloce e intrigante.

 

tre racconti di fantascienza

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