Cosa non mi è piaciuto di “Il libro della vita e della morte” di Deborah Harkness/ Review of “A Discovery of Witches” by Deborah Harkness

1f1ee-1f1f9“Il libro della vita e della morte” è un romanzo fantasy, primo volume della “All souls trilogy”. Da questo romanzo è stata tratta la serie tv “A discovery of witches”, prodotta dalla BBC e disponibile su Sky.

In un mondo in cui streghe, vampiri e demoni coesistono nell’ombra con qualche rivalità, nella biblioteca Bodleiana di Oxford, l’accademica Diana Bishop, una strega che ha deciso di rinunciare alla magia, si imbatte in un misterioso manoscritto chiamato Ashmole 782, che tratta di alchimia: da quel momento, ogni genere di creatura magica la seguirà per sapere come ha fatto a trovare il libro a lungo perduto. Questo scatenerà anche l’interesse del vampiro/medico Matthew Clairmont, appassionato di genetica ed evoluzione. I due ovviamente si innamoreranno e questo porterà un sacco di problemi.

Mentre Diana impara a venire a patti con la sua natura, i due innamorati dovranno sia proteggere il proprio amore, sia scoprire i misteri legati al manoscritto e all’origine delle creature magiche.

Essendo questo romanzo il primo di una serie, in realtà nessuna di questi interrogativi riceverà una risposta in questo volume.

Se leggere “vampiro” e “storia d’amore” nella stessa frase vi ha fatto immediatamente pensare a Twilight, be’, avete perfettamente ragione: “Il libro della vita e della morte” è palesemente una fanfiction dei romanzi della Meyer, una sorta di “Oxford AU”, in cui Bella ed Edward, anziché essere studenti di liceo, sono due blasonati accademici britannici.

Matthew è infatti il cugino più pretenzioso di Edward, che ha passato i suoi ben 1500 anni a fare qualcosa di solo marginalmente meno noioso che prendere il diploma decine di volte, cioè lo studioso universitario. Per il resto, lo stampo è lo stesso: Matthew è bellissimo, ricchissimo, con case d’epoca piene di opere d’arte in Inghilterra e persino un castello in Francia dove vivo con la sua ingombrante famiglia, non beve sangue umano ma caccia animali selvatici, non ha controindicazioni pericolose nell’esporsi al sole, è appassionato di sport (visto che è intellettuale, qui abbiamo sessioni di yoga al posto del baseball), esorta l’eroina a mangiare, la guarda mentre dorme e così via… in particolare, come il suo precursore americano, Matthew sembra essere assolutamente ignaro della nozione di consenso: oltre allo stalking, durante il corso del romanzo non si farà scrupoli a ordinare a Diana di scappare, abbandonare il suo lavoro, rinchiuderla in casa sua lontana dal consorzio umano e addirittura farle contrarre matrimonio senza che lei se ne renda conto.

Ma va bene perché “per i vampiri si usa così” e “lui è il capobranco a cui tutta la famiglia deve obbedire”.

Come se non bastasse, ogni volta che apre una bottiglia di vino (e lo fa spesso) fa partire un pippone allucinante degno del più noioso sommelier.

Ovviamente tutto ciò è dipinto come il picco del romanticismo.

Se Matthew è scopiazzato da Edward, per Diana l’autrice sembra aver introiettato le critiche fatte al personaggio di Bella, quindi al posto della protagonista succube e un po’ anonima abbiamo la versione “Barbie tipa tosta”: storica dal grande talento! Atleta! Mangia colazioni pantagrueliche colazioni senza fare una piega! Discendente dalla famiglia di streghe più importante della storia! Strega più potente degli ultimi secoli! Ha talmente tanti poteri nascosti che nella seconda parte ne esce uno praticamente ad ogni capitolo e il lettore non ci fa più neanche tanto caso.

Da Bella Swan, tuttavia, ha ereditato la tendenza a non saper minimamente valutare i pericoli, a farsi rapire dall’associazione magica cattiva di turno (qui abbiamo la Congregazione al posto dei Volturi, ma insomma, siamo lì) e, si intuisce, avrà una magica gravidanza che sconvolgerà il mondo.

Il romanzo ha anche dei lati positivi: la divisione del mondo in streghe, demoni e vampiri è ben giustificata, e la parte in cui viene spiegata l’evoluzione e la genetica delle varie specie è interessante. Alcuni personaggi di contorno (Ysabeau, Marthe, Hamish e le zie Sarah ed Em) sono riusciti e decisamente più interessanti dei protagonisti. La ricerca storica e l’analisi dei manoscritti sono ben descritte.

Mi dicono che la serie tv sia molto bella e avvincente, forse perché taglia tutte quelle barbosissime cene e conversazioni tra Diana e Matthew, ma ad essere sincera il libro non mi ha molto invogliata a vederla.

Nel complesso, consiglio questo romanzo a chi vuole rileggere Twilight in una cornice più adulta.

 

 

1f1ec-1f1e7“A Discovery of Witches” is a fantasy novel, first volume of the “All souls trilogy”. This novel was adapted into the TV series “A discovery of witches”, produced by the BBC.

In a world where witches, vampires and demons coexist in the shadows with some rivalry, in the Bodleian Library of Oxford, the academic Diana Bishop, a witch who decided to give up magic, comes across a mysterious manuscript called Ashmole 782, which deals with alchemy: from that moment, every kind of magical creature will follow her to know how she found the long-lost book. This will also arouse the interest of the vampire/doctor Matthew Clairmont, who is passionate about genetics and evolution. The two will obviously fall in love and this will bring a lot of problems.

While Diana learns to come to terms with her nature, the two lovers will have to both protect their love and discover the mysteries related to the manuscript and the origin of magical creatures.

As this novel is the first in a series, actually none of these questions will be answered in this volume.

If reading “vampire” and “love story” in the same sentence immediately made you think of Twilight, well, you’re absolutely right: “A Discovery of Witches”  is clearly a fanfiction of Meyer’s novels, a sort of “Oxford AU”, in which Bella and Edward, instead of being high school students, are two academics in the UK.

Matthew is in fact Edward’s most pretentious cousin, who has spent his 1,500 years doing something only marginally less boring than graduating from high school dozens of times, that is being a university researcher. Otherwise, the mould is the same: Matthew is beautiful, very rich, with ancient houses full of works of art in England and even a castle in France where he lives with his family, he doesn’t drink human blood but hunts wild animals, he has no dangerous contraindications in exposing himself to the sun, he’s passionate about sports (since he’s intellectual, here we have yoga sessions instead of baseball), urges the heroine to eat, watches her while she sleeps and so on… in particular, like his American forerunner, Matthew seems to be absolutely unaware of the notion of consent:  beside stalking her, during the course of the novel, he has no qualms about ordering Diana to run away, quit her job, lock her up in her house away from the human consortium and even marry her without her realizing it.

But it’s okay because “that’s the way vampires do” and “he’s the head of the pack to which the whole family must obey”.

As if that weren’t enough, every time he opens a bottle of wine (and he often does so) he starts up a never-ending conference worthy of the most boring sommelier.

Obviously, all this is painted as the peak of romance.

If Matthew is copied from Edward, for Diana the author seems to have introjected the criticisms made to Bella’s character, so instead of the feeble and a bit anonymous protagonist, here we have the “Bitch-slap Barbie” version: a very talented historian! Aa athlete! Eats pantagruelic breakfasts without blinking an eyelid! Descendant of the most important family of witches in history! Most powerful witch of the last centuries! She has so many hidden powers that in the second part a new one comes out in practically every chapter and the reader doesn’t even pay much attention to it anymore.

From Bella Swan, however, she has inherited the tendency not to know how to evaluate dangers, to be kidnapped by the evil magic association on duty (here we have the Congregation in place of the Volturi, but it’s basically the same thing) and, you can guess, she will have a magical pregnancy that will upset the world.

The novel also has some positive aspects: the division of the world into witches, demons and vampires is well justified, and the part in which the evolution and genetics of the various species are explained is interesting. Some side characters (Ysabeau, Marthe, Hamish and aunts Sarah and Em) are well-rounded and definitely more interesting than the protagonists. The historical research and the analysis of the manuscripts are well described.

I’ve been told that the TV series is very beautiful and compelling, maybe because it cuts all those boring dinners and conversations between Diana and Matthew, but to be honest the book didn’t really entice me to see it.

All in all, I recommend this novel to those who want to reread Twilight in a more adult setting.

 

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