Recensione de “Il risveglio del lupo” di Barbara Repetto

“Il risveglio del lupo” è un romanzo fantasy, scritto e prodotto da Barbara Repetto; è l’inizio di una saga di grande successo, seguito da “La promessa del drago” e il da poco uscito “Il coraggio del lupo”.

La storia è molto semplice e di ambientazione medioevale: nella Terra del Vespro vi è una guerra che dura ormai da molto tempo, creando incertezza, povertà e morti. Cederik, ragazzo di nobili origini, vede la sua famiglia uccisa brutalmente in uno di questi episodi di violenza e, sopravvissuto, viene fatto schiavo. Gracilino e difficilmente adattabile, sembra destinato ad una vita assai misera, quando la sua sorte cambia: viene “acquistato” dal misterioso cavaliere Sir Nemo, tanto severo e arcigno quanto di buon cuore. Inizia così l’addestramento di Cederik, inizialmente più mentale ed etico, dopo fisico e tattico per diventare un guerriero.

Il libro ha una struttura classica e riprende i tòpoi del romanzo di formazione, presentandoci la crescita psicologica e fisica di Cederik, attraverso il tema del viaggio e dell’addestramento. Non vediamo molti personaggi e l’attenzione si concentra nel rapporto maestro/allievo tra il protagonista e Sir Nemo, dando molto risalto a quella che per lui è l’educazione etica. In una terra di violenza e banditi, il cavaliere non disdegna la brutalità con cui colpire il nemico, ma allo stesso tempo è in grado di insegnare a Cederik empatia e altruismo verso la popolazione, a dispetto di qualunque ceto sociale.

Cederik è un protagonista giovane, inizialmente pieno di pregiudizi e con una rabbia adolescenziale e immatura, ma comunque capace di porsi domande su ciò che è giusto e sbagliato. Il suo passato, in questo primo libro, rimane una tela appena abbozzata di flash-back e sensazioni, per lo più legati al ricordo della figura salvifica della madre: questa tecnica permette all’autrice di porre l’accento sulla tematica del trauma, che è molto importante per il suo personaggio. Probabilmente, se il libro fosse stato ambientato ai giorni nostri, avrei sconsigliato a Cederik di fare il cavaliere e lo avrei portato invece da un bravo psicologo, ma in questo mondo dovrà accontentarsi della pet therapy del destriero che li porta in giro.

In conclusione, un romanzo breve per ragazzi che apre la strada per una saga fantasy molto promettente.

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