Recensione di “La condanna di John Doyle” di Letizia Sebastiani

“La condanna di John Doyle” è il romanzo di esordio dell’autrice Letizia Sebastiani, edito dalla Bookabook.

Si tratta di un giallo molto avvincente, scritto in forma di diario: John Doyle, nel braccio della morte con la condanna alla pena capitale per aver assassinato brutalmente la moglie Cynthia, viene convinto dal proprio avvocato a scrivere la sua versione dei fatti e a proclamare, come estremo atto di appello, la propria innocenza. John, tuttavia, la prende da molto lontano, in un racconto che sembra una raccolta delle sue memorie. In particolare, lui è ossessionato da un graffito sul muro della sua camera da letto, che non è mai andato via nonostante le molte passate di vernice e che, forse, nasconde un segreto più complesso e grande dell’omicidio.

Il romanzo è breve e, complice uno stile fluido e scorrevole, si divora in pochissimo tempo: personalmente l’ho iniziato e finito senza pause, una pagina che tirava l’altra. L’autrice è molto abile nel descrivere la psicologia di John, dapprima nascosta dietro qualche battuta e descrizione giovanile, poi sempre più approfondita e analizzata. John è un uomo mite, tranquillo, il classico tipo medio, eppure emerge in modo autentico e a tutto tondo. Stilisticamente la scelta del diario rende benissimo, a mio giudizio, e contribuisce a trascinare il lettore nella vicenda.

Ho sentito dire che c’è un seguito, ma si può leggere tranquillamente come stand-alone (anche se io non vedo l’ora di mettere le mani sul volume due).

In conclusione, un romanzo davver ben congegnato e scritto benissimo, che potrà essere apprezzato da chi cerca una lettura insolita e rapida.

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