Recensione di “Justice League: The Snyder Cut” / Review of “Zack Snyder’s Justice League”

“Justice League: The Snyder Cut” è la director’s cut del film del 2017 “Justice League”, inizialmente diretto dallo stesso Snyder, ma che ha cambiato regista in corso d’opera a causa di una diversa visione della produzione rispetto a Snyder, oltre che un grave lutto familiare del regista. La versione fatta uscire al cinema è stata completata da Joss Whedon (già regista di Avengers: Age of Ultron), che ha dato al film un tono più leggero e un’estetica più fumettistica.

La Snyder’s Cut è stata fatta uscire nel 2021 dopo lunghe petizioni da parte dei fan, e contiene sia le scene girate nel 2017 da Snyder sia alcune scene aggiunte per l’occasione.

La trama è grossomodo la stessa del film del 2017: Batman (Ben Affleck), Superman (Henry Cavill), Wonder Woman (Gal Gadot), Cyborg (Ray Fisher), Aquaman (Jason Momoa), e Flash (Ezra Miller) combattono l’alieno Steppenwolf (Ciarán Hinds) e il suo esercito di Parademoni che cercano di riunire le tre Scatole Madre- artefatti alieni che portano distruzione e che sono stati smarriti sulla Terra migliaia di anni prima.

A livello di trama, la differenza principale sta nel fatto che Steppenwolf non agisce di propria iniziativa per avere il favore di una non meglio specificata divinità Madre, ma è in missione per conto di Darkseid, un supercattivo distruttore di mondi che l’ha mandato in avanscoperta.

La durata del film è estremamente lunga: ben 4 ore.

Il lato positivo di questo aspetto è che tutti i buchi di trama che presentava la versione del 2017 sono invece spiegati e coerenti, e i personaggi hanno un arco più approfondito.

In particolare, apprendiamo molto di più su Cyborg e suo padre Sylas Stone (Joe Morton): Cyborg è a tutti gli effetti il personaggio chiave del film, con una backstory definita e una psicologia tormentata. Le sue azioni sono decisive nella battaglia finale, tanto che gli altri personaggi, di fatto, si limitano a tenere lontani i Parademoni e Steppenwolf da lui, e il suo scontro con le Scatole Madri lo vede affrontare anche i suoi demoni interiori. Nel complesso, Cyborg è sicuramente quello che è stato più penalizzato nella versione di Joss Whedon.

Un altro personaggio che si è visto decisamente ridimensionato nella versione del 2017 è Flash: se nella versione uscita al cinema Barry è essenzialmente un comic relief che strappa qualche sorriso allo spettatore, nella Snyder Cut è decisamente più eroico e il suo apporto nelle scene d’azione molto più significativo (in particolare, è proprio lui a salvare la situazione all’ultimo momento, facendo tornare indietro il tempo grazie alla sua velocità superiore a quella della luce).

Wonder Woman qui è molto più decisa e priva di esitazioni legate al ricordo di Steve Trevor (il che è coerente con la sua vicenda in WW84): non è presente tutta la sequenza in cui Bruce Wayne la esorta a ricoprire un ruolo più attivo, anche perché non ne ha bisogno- fa già tutto lei. In effetti anche nella versione di Joss Whedon la vedevamo sventare un sanguinoso atto terroristico ed andare a cercare gli altri supereroi, quindi mi ero sempre chiesta che cosa esattamente Bruce le rimproverasse. La sua storia è anche molto più legata al mondo delle Amazzoni.

Steppenwolf emerge come un personaggio più definito e, essendo l’antagonista, l’intera trama ha molto più senso.

Superman ci mette un po’ di più a rimettersi in bolla dopo la sua morte, ma nel complesso la sua storia è sempre quella, così come quella di Batman.

Aquaman… be’, Aquaman  è sempre un po’ inutile, neanche Snyder può farci niente.

Un altro aspetto che ho apprezzato è che il film si inserisce in modo più solido all’interno del lore creato dai film precedenti e i popoli che abbiamo visto in altri film (Amazzoni, Atlantidei, le altre Lanterne Verdi eccetera) sono più presenti e attivi all’interno della storia.

Anche la sequenza d’azione finale lascia spazio al contributo e alle specifiche attività di tutti gli eroi.

Viene ripresa in due occasioni la storia di Superman cattivo, già inserita in “Batman contro Superman: Dawn of Justice” che lascia presagire un possibile futuro in cui Superman e Darkseid si alleeranno per distruggere l’umanità.

Il lato negativo è che… accidenti, quattro ore sono DAVVERO lunghe! Personalmente ho dovuto vederlo in due riprese.

Le scene d’azione sono molto approfondite, ma non finiscono più; non aiuta il fatto che quasi tutti i movimenti siano mostrati in slow motion, immagino per dare un tono più epico.

Nonostante qualche scena più leggera (Batman che dice a Flash che il suo superpotere è essere ricco, Alfred e Diana che battibeccano su come fare il tè, eccetera), in generale sono tutti molto cupi e si prendono estremamente sul serio.

La scena finale con Joker è lunghissima e vagamente imbarazzante, a causa della pessima recitazione di Jared Leto, che fa questo monologo infinito che non va a parare da nessuna parte. Apparentemente questa scena è stata girata appositamente per la Snyder’s Cut e viene spontaneo chiedersi perché. Non ne sentivamo davvero il bisogno.

Nel complesso, ho trovato il film generalmente migliore della versione del 2017, e mi ha dato la stessa sensazione di leggere il libro da cui è stato tratto un film un po’ frettoloso dove molte parti della trama non si capivano bene.

D’altro canto, mi rendo conto che se mi fossi trovata a vedere un film così lungo al cinema nel 2017 (quindi senza aver visto la versione di Joss Whedon) mi avrebbe fatto lo stesso effetto dell’Uomo d’Acciaio, cioè una sonora dormita.

Lo consiglio ai fan dell’universo DC e agli appassionati di cinema che possono confrontare i cambiamenti tra le due diverse visioni registiche.

“Zack Snyder’s Justice League” also known as “The Snyder Cut” is the director’s cut of the 2017 film “Justice League”, which was initially directed by Snyder himself, but changed directors in the process due to a different vision of the producers and Snyder, as well as a serious family loss of the director. The theatrical release was completed by Joss Whedon (former director of Avengers: Age of Ultron), who gave the film a lighter tone and a traditional comic book aesthetic.

The Snyder Cut was released in 2021 after long petitions from fans, and contains both the scenes shot in 2017 by Snyder and some scenes added for the occasion.

The plot is roughly the same as the 2017 film: Batman (Ben Affleck), Superman (Henry Cavill), Wonder Woman (Gal Gadot), Cyborg (Ray Fisher), Aquaman (Jason Momoa), and Flash (Ezra Miller) fight the alien Steppenwolf (Ciarán Hinds) and his army of Parademons who seek to reunite the three Mother Boxes- alien artifacts that bring destruction and were lost on Earth thousands of years earlier.

In terms of plot, the main difference is that Steppenwolf is not acting on his own initiative to gain the favour of an unspecified Mother Deity, but is on a mission on behalf of Darkseid, a world-destroying supervillain who sent him on a scouting trip.

The length of the film is extremely long: a good four hours.

On the plus side, all the plot holes that the 2017 version had are instead explained and coherent, and the characters have a more in-depth arc.

In particular, we learn a lot more about Cyborg and his father Sylas Stone (Joe Morton): Cyborg is the key character in the film, with a defined backstory and troubled psychology. His actions are decisive in the final battle, so much so that the other characters just keep the Parademons and Steppenwolf away from him, and his confrontation with the Mother Boxes sees him also face his inner demons. Overall, Cyborg is definitely the one who has suffered the most in Joss Whedon’s version.

Another character who was definitely downsized in the 2017 version is The Flash: while in the theatrical version Barry is essentially a comic relief who snatches a few smiles from the viewer, in the Snyder Cut he is more heroic and his contribution in the action scenes much more significant (in particular, he is the one who saves the day at the last moment, turning back time thanks to his faster-than-light speed).

Wonder Woman here is much more assertive and unhesitant about the memory of Steve Trevor (which is consistent with her story in WW84): the whole sequence where Bruce Wayne urges her to take a more active role is not present, also because she doesn’t need it – she already does everything. In fact, even in Joss Whedon’s version we saw her foiling a terrorist act and going after the other superheroes, so I’d always wondered what exactly Bruce was blaming her for. Her story is also much more related to the world of the Amazons.

Steppenwolf emerges as a more defined character and, being the antagonist, the whole plot makes a lot more sense.

Superman takes a little longer to get back on the bubble after his death, but overall his story is still the same, as is Batman’s.

Aquaman… well, Aquaman is always a bit useless, even Snyder can’t do anything about that.

Another aspect I appreciated is that the film fits more solidly within the lore created by the previous films, and the peoples we’ve seen in other films (Amazons, Atlanteans, the other Green Lanterns etc) are more present and active within the story.

Even the final action sequence leaves room for the contribution and specific skills of all the heroes.

The story of Evil Superman, already included in “Batman v Superman: Dawn of Justice”, is reprised on two occasions, hinting at a possible future in which Superman and Darkseid will team up to destroy humanity.

The downside is that… wow, four hours is REALLY long! Personally, I had to watch it in two takes.

The action scenes are very thorough, but never ending; it doesn’t help that almost all the movements are shown in slow motion, I guess to give it a more epic tone.

Despite a few lighter scenes (Batman telling Flash that his superpower is being rich, Alfred and Diana bickering over how to make tea, etc), overall they’re all very dark and take themselves extremely seriously.

The final scene with the Joker is very long and vaguely embarrassing, due to Jared Leto’s bad acting, who delivers this endless monologue that goes nowhere. Apparently this scene was shot specifically for Snyder’s Cut and one wonders why. We really didn’t feel the need for it.

Overall, I found the film to be generally better than the 2017 version, and it gave me the same feeling of reading the book from which it was made a somewhat rushed film where many parts of the plot were not well understood.

On the other hand, I realise that if I had found myself seeing such a long film in the cinema in 2017 (so without having seen Joss Whedon’s version) it would have had the same effect on me as “Man of Steel”, which is a sound sleep.

I would recommend this to fans of the DC Universe and cinephiles who can use it as a case study to compare the changes between two different directorial visions.

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