“Cuore di Ferro” è un romanzo distopico di fantascienza scritto e pubblicato indipendentemente da Azzurra Pasquali, ed è il primo volume della dilogia del “Bodhi”.
In un futuro non lontano gli esseri umani non possono più vivere all’aperto in quanto le Vespre infestano il mondo esterno; l’umanità, o quello che resta, è stata quindi rinchiusa in un robot antropomorfo chiamato Bodhi, che necessita di continua manutenzione e decisioni difficili per rimanere operativo.
All’interno del Bodhi la società è molto severa e la giustizia implacabile: il primo comandamento non è preservare le singole vite umane quanto il funzionamento del robot.
L’equilibrio precario della società viene destabilizzato da una serie di strane esplosioni: saranno Nick, un ex meccanico diventato fattorino, la specialista Inara e Ary, una giovane “Sinapsi” incaricata di interfacciarsi con l’intelligenza artificiale del Bodhi, a cercare di scoprire la verità.
Il romanzo viene narrato da tre punti di vista, ovvero Nick, Inara e Ary, mentre tra i loro capitoli si intervallano frammenti di registrazioni audio, email semi-secretate e altri documenti che lasciano intuire al lettore come si è arrivati a perdere la possibilità di vivere nel mondo per rinchiudersi nel Bodhi.
Il romanzo è molto avvincente e si legge molto in fretta; l’ambientazione è senza dubbio suggestiva, con le varie aree del robot che imitano gli organi e gli arti umani, ma è la caratterizzazione dei personaggi che mi ha colpita.
In particolare, mi è piaciuta molto la storia di Inara, alle prese non solo con un’eredità familiare ingombrante, ma anche con il modo in cui il suo corpo e la sua storia sentimentale vengono usati contro di lei. Nel Bodhi la procreazione è sotto stretto controllo, e le relazioni monitorate in modo rigido, e può bastare la sospensione della pillola anticoncezionale per determinare il futuro di una donna.
Anche la storia di Ary e il suo rapporto con “Ellie”, l’intelligenza artificiale del Bodhi, mi è piaciuta molto.
Ci sono anche diversi personaggi secondari interessanti, da Krennic (citazione di Rogue One?) alla sibillina Henn Serkys, la donna più vecchia del Bodhi (dove normalmente le persone vengono eliminate alle soglie della terza età).
Sul finale ci sono diversi colpi di scena che intrecciano il passato dei personaggi con il futuro del Bodhi, e che lasciano il lettore con il fiato sospeso in attesa di leggere il secondo volume.
“Cuore di Ferro” è senza dubbio uno dei romanzi italiani più interessanti e particolari che ho letto negli ultimi anni; la narrazione si stacca dagli stereotipi della narrazione nostrana per inseguire i film e i romanzi esteri, caratterizzati da trame complesse, colpi di scena e personaggi sfaccettati.
Per mio gusto personale, a volte ho trovato che il ritmo così veloce rendesse il world building un po’ difficile da capire, tanto che a tratti mi sono aiutata con i contenuti postati online dall’autrice per capire come funzionasse il Bodhi o cosa facessero i personaggi; in ogni caso gli amanti dello “show don’t tell” più puro apprezzeranno l’assenza di spiegoni e il modo in cui la narrazione sia sempre focalizzata sul mostrare le azioni dei personaggi senza perdersi in divagazioni.
In conclusione, un romanzo assolutamente consigliato agli amanti del genere e che conferma ancora una volta Azzurra Pasquali come una promettentissima narratrice nel panorama fantastico italiano.
