Review of “Babyteeth” (2019)/ Recensione del film “Babyteeth”

La recensione è presente in doppia lingua.

“BABYTEETH” by Shannon Murphy (2019) 🇬🇧

“Babyteeth” is an Australian film, halfway between drama and comedy, based on a play and presented at the Venice Film Festival and the BFI London Film Festival.
Milla (Eliza Scanlen) is a seriously ill teenager who lives with her parents, psychiatrist Henry (Ben Mendelsohn), and former musician Anna (Essie Davis); the movie begins when the girl meets Moses (Toby Wallace, who won the Marcello Mastroianni Award for Best Emerging Actor in Venice), a local drug dealer, with whom she falls in love with all the intensity of her first love. If the parents are initially critical of Moses and his relationship with their daughter, they later accept that his presence, paradoxically, shakes the girl to fully live the time, long or short, that remains.
When she meets Moses, Milla, represented as a respectable and shy girl, paralysed by the concern for her fate, gets her hair cut by him with dog clippers. This little act of control over a body that is betraying her marks the beginning of her path of awareness and acceptance that culminates in the end.
Unlike many films that deal with the theme of illness (e.g. “The Fault in our Stars”), “Babyteeth” does not indulge in the details of medical diagnoses or treatments; there are no scenes set in hospitals, Milla’s illness is intuitable but is never openly explained, and the various phases are only communicated through the titles of the various chapters of the film.
Rather, the film focuses on the human relationships between the characters, all imperfect and funny in their own way, always described with affection and irony.
Despite the tragic theme, the film is in fact full of paradoxical and genuinely funny moments, which make us reflect on how, in reality, no one is really normal and well-placed in the system.
The story of Milla and Moses recalls that of two modern Romeo and Juliet, struggling with rebellion from their families, the strength of the first love and the close proximity between growth, love and death.
Helped by an inspired screenplay by Rita Kalnejais herself, author of the play of the same name, the two young performers have managed to give life to the characters and to represent their unstoppable desire for life. There are several scenes centred on abandonment to music (the soundtrack irreverently alternates classical and dance music), and personally I appreciated that the director’s gaze never described Milla as an object for the male eye, but instead represented her as an active subject, the point of view that the viewer makes their own.
The two protagonists are supported by the solid performances of Essie Davis and Ben Mendelsohn, who are able to express in a touching way the contrast between abandonment to moments of normality and joy, and the latent tension and anger.
In conclusion, “Babyteeth” is a beautiful hymn to the impossibility of categorizing human relationships and to the wonderful imperfection of life, and I highly recommend its vision.

BABYTEETH” di Shannon Murphy (2019) 🇮🇹

“Babyteeth” è un film australiano, a metà tra dramma e commedia, tratto da una pièce teatrale e presentato al Festival di Venezia e al BFI London Film Festival.
Milla (Eliza Scanlen) è un’adolescente gravemente malata, che vive con i genitori, lo psichiatra Henry (Ben Mendelsohn), e l’ex musicista Anna (Essie Davis); il film inizia quando la ragazza incontra Moses (Toby Wallace, premiato a Venezia con il Premio Marcello Mastroianni al miglior attore emergente), uno spacciatore di quartiere, di cui si innamora con tutta l’intensità del primo amore. Se i genitori sono inizialmente critici verso Moses e il suo rapporto con la loro figlia, in seguito accettano che la sua presenza, paradossalmente, scrolli la ragazza a vivere pienamente il tempo, lungo o breve, che le rimane.
Quando conosce Moses, Milla, fino a quel momento rappresentata come una ragazzina perbene e timida, paralizzata dalla preoccupazione per il suo destino, si fa tagliare i capelli da lui con un rasoio per cani. Questo piccolo atto di controllo su un corpo che la sta tradendo segna l’inizio del suo percorso di presa di coscienza e accettazione che culmina nel finale.
Al contrario di tanti film che trattano il tema della malattia (ad esempio “Colpa delle stelle”), “Babyteeth” non indulge sui dettagli delle diagnosi o dei trattamenti medici; non ci sono scene ambientate in ospedali, la malattia di Milla si intuisce ma non viene mai spiegata apertamente, e le varie fasi vengono soltanto comunicate tramite i titoli dei vari capitoli del film.
Piuttosto, il film si concentra sui rapporti umani tra i personaggi, tutti imperfetti e a loro modo buffi, sempre descritti con affetto e ironia.
Nonostante la tematica tragica, il film è infatti ricco di momenti paradossali e genuinamente divertenti, che fanno riflettere su quanto, in realtà, nessuno sia veramente normale e ben inserito nel sistema.
La storia di Milla e Moses ricorda quella di due Romeo e Giulietta moderni, alle prese con la ribellione dalle proprie famiglie, la forza del primo amore e la stretta vicinanza tra crescita, amore e morte.
Aiutati da una sceneggiatura originale e ispirata, opera della stessa Rita Kalnejais autrice dell’omonimo testo teatrale, i due giovani interpreti sono riusciti a dare vita ai personaggi e a rappresentare la loro irrefrenabile voglia di vita. Ci sono diverse scene incentrate sull’abbandono alla musica (la colonna sonora alterna in modo irriverente musica classica e dance), e personalmente ho apprezzato che lo sguardo della regista non abbia mai descritto Milla come un oggetto per l’occhio maschile, ma che invece la rappresentasse come un soggetto attivo, il punto di vista che lo spettatore fa proprio.
I due protagonisti sono sostenuti dalle solide performance di Essie Davis e Ben Mendelsohn, che riescono ad esprimere in modo toccante la contrapposizione tra l’abbandono ai momenti di normalità e gioia, e la tensione e la rabbia latenti.
In conclusione, “Babyteeth” è un bellissimo inno all’impossibilità di categorizzare i rapporti umani e alla meravigliosa imperfezione della vita, e consiglio caldamente la sua visione.

 

babyteeth

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