Recensione di “Cuore Oscuro” di Naomi Novik

“Cuore Oscuro” è un romanzo high-fantasy del 2015 scritto da Naomi Novik e pubblicato in Italia da Mondadori. Il libro ha avuto un successo notevole e nel 2016 ha vinto, tra le altre cos, il premio Nebula.

La trama si svolge nel regno di Polnya, dove la protagonista, Agnieszka, vive in un villaggio al limitare di un bosco terrificante che cresce sempre di più e ingloba le terre, trasformandole in un regno di terrore. Il Bosco, una vera e propria entità oscura e pericolosa, viene tenuto a bada da un mago che vive in una torre lì vicina, chiamato il Drago. Questi vive per conto proprio e, come ricompensa per l’assistenza prestata, chiede che ogni dieci anni gli sia concessa una diciassettenne per servirlo; dopo il decennio di lavoro la donna è libera di tornare a casa, anche se spesso queste scelgono di trasferirsi lontano poiché non riescono più a vivere nel villaggio. Nessuno sa cosa capiti a queste donne, ma si presume il peggio, per cui la scelta della giovane è sempre motivo di tensione e turbamento. La scelta dell’anno di Agnieszka sembra però scontata, in quanto la migliore amica della protagonista, Kasia, è stata individuata da tutti fin da bambina come la candidata più probabile: dal carattere forte e determinato e dalla bellezza intensa, la ragazza viene cresciuta con la missione di essere “sacrificata” per il villaggio. Questo elemento segna profondamente Agnieszka, che vive nel terrore misto alla consapevolezza che la sua migliore amica sia destinata a scomparire. Il giorno della scelta, tuttavia, il Drago sconvolge il villaggio decidendo di portare via con sé Agnieszka, strappandola senza una spiegazione alla sua famiglia; la ragazza inizia a vivere nella torre e a scoprire inquitanti segreti sul Bosco che li circonda.

Questo romanzo è, a mio giudizio, il perfetto esempio di come si possa utilizzare gli elementi tipici del fantasy (mago che vive nella torre, un bosco pieno di pericoli, principi che combattono creature oscure) e creare qualcosa di originale e moderno. La storia riesce a prendere il lettore fin dal primo capitolo, con una narrazione coinvolgente e piena di tensione; i personaggi sono ben delineati e le relazioni tra loro realistiche e mai scontate. Ho trovato, in particolare, che la parte romantica fosse trattata in modo interessante, senza troppi cliché o situazioni pretestuose, ma soprattutto inserita fluidamente nella storia.

Un elemento che mi ha colpita è stato il rapporto tra le due amiche, nodo centrale della trama e punto cardine del personaggio di Agnieszka. Kasia è agli occhi della ragazza una specie di modello, da lodare e rimirare, ineguagliabile e piena di talento. Man mano che Agnieszka acquisisce sicurezza nelle sue attività il confronto con Kasia diventa meno marcato, ma non per questo si arriva ad un conflitto o una rivalità. Il rapporto, nonostante una possa essere stata invidiosa dell’altra, rimane equilibrato, sano e solido, senza che l’autrice crei mai alcuna contrapposizione tra loro. Il topòs in cui una protagonista viene scelta “al posto dell’altra” è utilizzatissimo e, spesso, è il movente per fare emergere il personaggio in opposizione all’ideale femminile classico, come a volerlo distinguere: ho trovato originale come l’autrice abbia completamente evitato questo e l’ho molto apprezzato.

Una menzione particolare va al “cattivo” del libro, il Bosco. Mi sento di poterlo definire il vero villain del romanzo, perché di fatto è il nemico dei protagonisti e la figura ostile di tutta la vicenda. È oscuro, pieno di orrori e portatore di sventure e sofferenza, eppure, pur essendo solo un bosco, si comporta come un vero personaggio e riesce persino ad avere una backstory e una motivazione approfondite e delineate. Il Bosco è, secondo me, la ciliegina sulla torta di un’ambientazione completa e coinvolgente, descritta così bene da fare quasi calare il lettore tra quegli alberi.

Lo stile è fortemente descrittivo,  il mondo circostante ci viene delineato in modo chiaro e preciso; ciononostante non risulta pesante e il ritmo si mantiene sempre serrato. Io stessa ho finito il libro lo stesso giorno in cui l’ho iniziato senza praticamente riuscire a staccarmi, catturata dai rami del Bosco come gli abitanti del villaggio di Agnieszka.

In conclusione, si tratta di un romanzo già divenuto famosissimo e un tomo imprescindibile nella collezione di un amante del fantasy moderno: piacerà a tutti gli appassionati dell’high-fantasy, ma anche ai lettori che si approcciano al genere per la prima volta. Assolutamente consigliato.

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