Recensione di “Iron Flowers- Regina di cenere” di Tracy Banghart/ Review of “Grace and Fury/ Queen of Ruin” by Tracy Banghart

La recensione è presente in doppia lingua / English follows!

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“Iron Flowers- Regina di Cenere” è un romanzo distopico Young Adult scritto da Tracy Banghart e pubblicato in Italia da DEA Planeta a settembre 2019. Si tratta del seguito di “Iron Flowers”, di cui vi avevamo precedentemente parlato qui:

https://themantovanis.blog/2019/10/09/recensione-di-iron-flowers-di-tracy-banghart

Questo secondo e ultimo romanzo conclude le avventure di Serina e Nomi, riprendendo la narrazione da dove si era interrotta nel precedente, presentandoci dunque le conseguenze delle azioni intraprese dalle protagoniste. Rispetto al primo abbiamo subito un sovvertimento di ruoli, per cui Serina è decisa, determinata e ribelle, mentre Nomi è scioccata, preoccupata e dubbiosa. Ancora una volta, nonostante Nomi sia il motore della vicenda principale, è Serina a brillare come personaggio, nella sua crescita e nella sua storia che, almeno come luoghi, appare più statica ma lo stesso pregnante. Monte Rovina, luogo impervio e terrificante, continua ad essere una prigione, ma diventa anche un luogo di rinascita, di crescita e in un certo senso ha un ruolo salvifico.

Non voglio rovinare la lettura a nessuno, in particolare a chi ancora non ha letto il primo, ma posso dire che qui verranno approfonditi maggiormente i rapporti tra i personaggi, in particolare con quelli maschili: Val emerge come un love interest meno improvvisato rispetto al precedente romanzo, e anche Malachi rivela una personalità meno austera ed egoista.

La trama scorre rapida, talmente tanto che avrei giurato che il libro fosse cortissimo e non di quasi 400 pagine: i capitoli spesso si interrompono con un cliffhanger, cosa che rende difficile (se non impossibile) staccarsi dalla lettura. Ciononostante, ho trovato che rispetto al precedente fosse più scontato, con meno colpi di scena e che, tutto sommato, fosse abbastanza prevedibile: il romanzo non sembra più puntare tutto sulla storia carica di mistero e segreti, quanto piuttosto sulla riflessione sul potere, sul patriarcato e, soprattutto, sulla capacità di riscattarsi da un mondo ostile e complicato. Questo non incide sul ritmo del libro, né sul piacere della lettura, ma ammetto che il primo mi aveva colpito maggiormente.

Un aspetto interessante è senza dubbio il modo in cui vengono trattati i rapporti tra i personaggi femminili: in un mondo che ha obbligato le donne ad essere rivali, mai una volta il tema della competizione fa la sua comparsa, lasciando il posto alla sorellanza e alla solidarietà. Personalmente l’ho trovato un elemento sviluppato in modo perfetto.

Merita sicuramente una menzione la storia d’amore omosessuale, definita dalla società di Viridia come un’aberrazione: ho trovato molto interessante come venisse osteggiata attivamente, impossibile in un mondo maschilista come il loro, in quanto presupponeva delle donne che non avevano bisogno di un uomo. Ammetto che, nonostante non fosse una delle love story principali, è stata la mia ship preferita.

Il romanzo è una feroce critica al patriarcato eppure non cade mai nella facile contrapposizione tra uomini e donne; non è mai uno scontro tra sessi, quanto di mentalità, per questo i personaggi maschili sono trattati con maturità e anche il loro modo di accettare i cambiamenti (o essere restii ad accettare) è gestito con grande empatia e realismo.

Personalmente avrei preferito un maggiore approfondimento verso “il cattivo”, come era stato nel primo; qui l’ho odiato come si deve odiare ogni cattivo che si rispetti, ma l’ho trovato un po’ “cartoonishly evil” e penso per questo che fosse un po’ sprecato.

In conclusione, un degno finale per una dilogia davvero sorprendente, che fa capire come nel YA ci siano delle perle rare che vale la pena scoprire.

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“Grace and fury- Queen of Ruin” is a dystopian Young Adult novel  written by Tracy Banghart and published by Hodder Children’s Books in July 2019. It’s the sequel of “Grace and Fury”.

This second and last novel concludes the adventures of Serina and Nomi, taking up the story from where it was interrupted in the previous one,  presenting the consequences of the main characters’ actions. Compared to the first, we have a subversion of roles, so Serina is determined and rebellious, while Nomi is shocked, worried and doubtful. Once again, although Nomi is the engine of the main story, it’s Serina who shines as a character, in her growth and in her story that, at least as to places, appears more static but incisive all the same. Mount Ruin, an impervious and terrifying place, continues to be a prison, but it also becomes a place of rebirth, of growth and has a saving role.

I don’t want to spoil anything, in particular to those who haven’t read the first one yet, but I can say that the relationships between the characters will be deepened more, in particular with the male ones: Val emerges as a less improvised love interest compared to the previous novel, and even Malachi reveals a less austere and selfish personality.

The plot runs so fast, so much so that I would have sworn that the book was very short and not 350 pages: the chapters are often interrupted with a cliffhanger, which makes it difficult (if not impossible) to stop reading. Nevertheless, I found that more predictable, compared to the previous one, with less plot twists, sometimes quite predictable: the novel no longer seems to focus everything on the mystery plot, but rather on reflection on power, patriarchy and, above all, on the ability to redeem oneself from a hostile and complicated world. This does not affect the rhythm of the book, nor the pleasure of reading, but I admit that the first had impressed me more.

An interesting aspect is undoubtedly the way in which the relationships between female characters are treated: in a world that has forced women to be rivals, never once does the theme of competition appear, giving way to sisterhood and solidarity. Personally, I found it to be a perfectly developed element.

The lesbian love story, defined by Viridia’s society as an aberration, is certainly worth mentioning: I found it very interesting how it was actively opposed, impossible in a sexist world like theirs, because it implied women who don’t need a man. I admit that, although it wasn’t one of the main love stories, it was my favorite ship.

The novel is a fierce critique of patriarchy and yet it never falls into the easy contrast between men and women; it is never a clash between the genders, but between the mentalities, so the male characters are treated with maturity and even their way of accepting changes (or being reluctant to accept) is handled with great empathy and realism.

Personally, I would have preferred a more in-depth look at the “bad guy”, as it was in the first one; here I hated him as you have to hate any self-respecting villain, but I found him a bit “cartoonishly evil” and I think that’s why he was a bit wasted.

In conclusion, a worthy finale to a truly surprising dilogy, which makes it clear that in the YA there are rare pearls that are worth discovering.

 

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