Recensione di “La casa di Terra e Sangue (Crescent City, #1)” di Sarah J. Maas / Review of “House of Earth and Blood (Crescent City, #1)” by Sarah J. Maas

1f1ee-1f1f9“La casa di Terra e Sangue” è un romanzo urban fantasy e il primo libro di Sarah J Maas rivolto ad un pubblico adulto; è stato pubblicato nel 2020 da Bloomsbury e in Italia da Mondadori.

Nonostante la vicenda in sé sia autoconclusiva, l’epilogo, una sorta di scena post-credits, lascia intendere che si tratti del primo volume di una serie.

In un mondo popolato da Fae, lupi mannari, angeli, demoni, spiriti, e varie creature magiche e soprannaturali, Bryce Quinlan è una segretaria di una galleria d’arte dedita alle feste, all’alcol e alle droghe ricreative, che vive con la sua migliore amica Danika, la quale è anche a capo di un branco di lupi mannari che si occupa di assicurare la sicurezza della città.

Quando Danika e il suo branco vengono trovati misteriosamente assassinati, Bryce ha un crollo completo.

Due anni dopo, un nuovo omicidio con le stesse modalità spinge a riaprire il caso, e Bryce dovrà indagare per trovare il colpevole, insieme a Hunt Athalar, un angelo reso schiavo in seguito a una ribellione andata male.

Ammetto di aver trovato l’inizio del romanzo molto faticoso, soprattutto perché c’è una grande quantità di informazioni che vengono date in modo frammentario. Spesso si parla della piaga dell’infodump e delle spiegazioni noiose che interrompono la trama rendendo noiosa la lettura, ma ammetto che in questo caso due righe un po’ più descrittive mi avrebbero fatto piacere.

Il mondo descritto dalla Maas è molto articolato, con varie case in cui sono divisi gli abitanti a seconda della loro natura, un sistema di governo oppressivo e totalitario impegnato in una guerra che rimane, per ora, ai margini della narrazione, tantissime creature paranormali per cui all’inizio è difficile ricordarsi chi è cosa… il lettore alla fine capisce come incastrare tutte queste informazioni, molte delle quali verranno riprese come indizi nell’ultima parte del romanzo, ma continuare oltre 25% iniziale del libro è stato per me un atto di fiducia nei confronti dell’autrice, di cui avevo amato i precedenti libri.

E non sono rimasta delusa, perché quando la trama ingrana diventa incalzante, e tutti gli elementi si incastrano in un puzzle complesso e ricco di colpi di scena.

Se avete apprezzato i precedenti libri YA della Maas, probabilmente vi piacerà anche questo: la virata adulta è data dal fatto che sono presenti più parolacce e temi come droga e vita sessuale disinibita, che immagino siano considerate troppo scandalose per gli adolescenti americani, ma lo stile è sempre il suo.

La protagonista ricorda molto quelle dei suoi libri precedenti, così come il love interest maschile. Personalmente mi fa un po’ sorridere come tutti i suoi personaggi siano sempre eccessivi in tutto: nessuno in questo libro è semplicemente normale; i ragazzi sono muscolosi all’inverosimile, le donne sensuali da far perdere la testa, i cui capelli raccolti in una coda di cavallo non si limitano a stare lì come fanno i capelli ma ondeggiano sensualmente… persino quello che all’inizio sembra essere un normale umano in mezzo alle creature fatate si rivela essere un leggendario cecchino eroe di guerra.

Questo per me rende a volte un po’ difficile identificarmi in loro, ma non posso che apprezzare il modo in cui il ritmo della trama è stato gestito, e come tutti gli indizi si vanno a incastrare in modo sapiente nel finale.

Confesso inoltre che una certa scena (le ultime frasi del capitolo 91, per chi l’avesse letto) mi ha persino strappato una lacrimuccia di commozione.

In mezzo all’intrattenimento, vengono anche toccati dei temi più profondi, come l’importanza del legame di amicizia platonica e l’elaborazione del lutto per una persona con cui non si ha un legame definito come un familiare o un amante, la discriminazione data dallo slut-shaming, la critica alla possessività maschile (benché i ruoli di genere siano sempre definiti in modo tradizionale).

In conclusione, consiglio questo libro ai fan dell’urban fantasy e di Sarah J. Maas, con l’esortazione a non mollare nei primi capitoli, perché ne vale la pena.

1f1ec-1f1e7“House of Earth and Blood” is an urban fantasy novel and the first book by Sarah J Maas aimed at an adult audience; it was published in 2020 by Bloomsbury.

Although the story itself is self-conclusive, the epilogue, a sort of post-credits scene, suggests that it’s the first volume of a series.

In a world populated by Fae, werewolves, angels, demons, sprites, and various magical and supernatural creatures, Bryce Quinlan is the secretary of an art gallery who loves partying, alcohol, and recreational drugs, living with her best friend Danika, who is also the leader of a werewolf pack that ensures the safety of the city.

When Danika and her pack are found mysteriously murdered, Bryce has a complete meltdown.

Two years later, a new murder committed in the same way pushes authorities to reopen the case, and Bryce must investigate to find the culprit, along with Hunt Athalar, an angel enslaved after a rebellion gone wrong.

I admit that I found the beginning of the novel very tiring, especially because there’s a large amount of information that is given in a disjointed way. We often talk about the scourge of infodump and the boring explanations that interrupt the plot, making reading boring, but I admit that in this case I would have appreciated some more descriptive lines.

The world described by Maas is very articulated, with various houses in which the inhabitants are divided according to their nature, an oppressive and totalitarian system of government engaged in a war that remains, for now, on the margins of the narrative, a lot of paranormal creatures so at the beginning it’s hard to remember who is what… the reader finally understands how to frame all this information, many of which will be clues in the last part of the novel, but to continue over the initial 25% of the book was for me an act of trust towards the author, whose previous books I had loved.

And I wasn’t disappointed, because when the plot picks up all the elements fit together in a complex puzzle full of twists and turns.

If you liked the previous YA books of Maas, you’ll probably like this one too: the adult turn is that there are more curse words and themes like drugs and uninhibited sex life, which I guess are considered too scandalous for American teenagers, but the style is always her own.

The protagonist is very reminiscent of those of her previous books, as well as the male love interest. Personally, it makes me smile that all her characters are always excessive in everything: no one in this book is simply normal; the guys are muscular as hell, the women are outrageously sensual, whose hair in a ponytail doesn’t just stand there like hair does but sways sassily… even what at first seemed to be a normal human among fairy creatures turns out to be a legendary war hero sniper.

This sometimes makes it a little difficult for me to identify with them, but I can only appreciate the way the plot’s rhythm has been handled, and how all the clues skillfully fit together in the finale.

I also confess that a certain scene (the last sentences of chapter 91, for those who had read it) even made me shed an emotional tear.

In the midst of the entertainment, deeper themes are also touched, such as the importance of the platonic friendship bond and the grieving for a person with whom one does not have a connection defined as a family member or lover, the discrimination given by slut-shaming, the critique of male possessiveness (although gender roles are always defined in a traditional way).

In conclusion, I recommend this book to fans of urban fantasy and Sarah J. Maas, with an invitation not to give up in the first chapters, because it’s worth it.

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