Recensione di “Odio l’estate” di Aldo, Giovanni e Giacomo

“Odio l’estate” è un film del 2020 del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, diretto da Massimo Venier.

Il film è attualmente disponibile su Sky Primafila.

La storia è piuttosto semplice. Tre famiglie diversissime tra loro si ritrovano, per un disguido dell’agenzia che affitta gli appartamenti per le vacanze, a dover convivere sotto lo stesso tetto su un’isola della Puglia ad Agosto (alta stagione).

Aldo è felicemente sposato con una moglie che lo adora e non dà peso al fatto che lui sembri in apparenza un fannullone, in quanto è sempre a casa in malattia e con troppi dolori alla schiena per darle una mano in qualsiasi attività. I due hanno tre figli, ma il maggiore è appena stato processato dal tribunale dei minori per furto; ciononostante, loro sembrano felici e affiatati, con persino un adorabile cane al seguito.

Giacomo è un dentista di successo, completamente immerso nel lavoro, con una moglie che sembra non sopportarlo, ansiosa e agitata; ha un figliastro, anche lui apparenemente infastidito da lui, con cui non riesce a stabilire un rapporto.

Giovanni parte anche lui con la famiglia al seguito, moglie e figlia diciottenne; nonostante il suo negozio storico di calzature sia in crisi nera e lui sia costretto a prendere la decisione di chiuderlo a settembre, l’uomo non racconta nulla alla famiglia, che per altro è esasperata dalla sua pignoleria.

Sebbene l’espediente per farli incontrare sia un cliché e i loro personaggi siano anch’essi i loro classici (Aldo il chiassoso fannullone, Giovanni il pignolo e Giacomo lo sfigato), la pellicola riesce a non trasmettere quel senso di “già visto” o di stucchevole degli ultimi film. Tanto per cominciare i loro personaggi sono più vecchi e si confrontano con vite di successi e fallimenti, e hanno la caratterizzazione di chi tira le somme, nel bene e nel male. E questo, secondo me, è il vero punto di forza del film. Le battute sono carine, il film è divertente, ma, a differenza dei loro capolavori storici, non si rimane piegati in due dal ridere, quanto piuttosto si osserva la storia con un sorriso sulle labbra.

Il finale è commovente, in parte amaro, ma lascia anche un senso di completezza. Si sente proprio che è un film più “maturo”, così come più maturi sono i loro personaggi storici. Quasi a sottolineare questo aspetto, c’è un omaggio a “Tre uomini e una gamba”, ma non come un semplice “riciclare la battuta”, com’era accaduto in “Fuga da Reuma Park”, ma in modo molto ben riuscito.

In conclusione, un film gradevole che potrà essere apprezzato dai fan storici quanto a nuovi spettatori. Vi preannuncio, però, che in tempo di Covid e vacanze in forse per la maggior parte degli italiani, loro che si lamentano di dover andare al mare e staccare dalla routine potrebbe farvi arrabbiare 🙂

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