Recensione di “Testa di santo” di Mala Spina

“Testa di santo” è un racconto lungo autoconclusivo del genere sword and sorcery, scritto e prodotto da Mala Spina, uscito a luglio 2020.

Il racconto inizialmente era stato pubblicato dalla casa editrice Watson e inserito nella collana “Eroica”, ma ora, di nuovo con i diritti di proprietà dell’autrice, è diventato il primo di una serie di racconti chiamato “Alla ventura”.

La trama si svolge nel 1476 nella Signoria di Firenze, dove Lupa e il suo capobanda/amante/nemico ambiguo Mezzocorvo stanno per interrompere la loro collaborazione criminale. Un caso ghiotto, però, capita loro tra capo e collo: rubare la reliquia di San Miniato da un monastero. Un misterioso acquirente è infatti disposto a pagare una somma altissima per la testa del martire, che, secondo la Chiesa, il santo si era portato tra le braccia per più di un miglio prima di morire.

Lupa, che vuole lasciare definitivamente Mezzocorvo, partecipa a quest’ultimo colpo, in apparenza più blasfemo che pericoloso: una misteriosa maledizione, però, tinge il racconto di horror e trasforma le loro vite.

L’ambientazione, come sempre nelle opere di quest’autrice, è minuzionamente curata, così come i combattimenti; rispetto ai racconti che avevo letto di “Altro Evo”, tuttavia, ho trovato il tutto molto più dark e truculento, senza mai eccedere comunque.

Ho apprezzato molto che il punto di vista narrante non fosse quello di Mezzocorvo, pericoloso, misterioso e con quell’aria da cattivo ragazzo ma sexy, per cui, lo ammetto, non vado pazza, ma da Lupa, che ne aveva abbastanza le scatole piene di questo antieroe. Non senza empatia, il loro rapporto muta e diventa sempre più intenso e ambiguo, fino ad un epilogo che, personalmente, ho adorato.

Il libro è corredato di un altro racconto breve prequel, ambientato sette anni prima, che, questa volta, vede protagonista solo Mezzocorvo, in cui possiamo apprezzare appieno il suo peculiare carattere.

In conclusione, un racconto lungo che si divora e che cattura, che potrà essere apprezzato anche dai fan dell’horror, oltre che da chi ha da sempre seguito Mala Spina.

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