Recensione di “Troubled Blood” di Robert Galbraith/J.K. Rowling – Review of “Troubled Blood” by Robert Galbraith/J.K. Rowling

“Troubled Blood” è un romanzo giallo di Robert Galbraith (alias J.K. Rowling), quinto capitolo della serie che vede come protagonista l’investigatore privato Cormoran Strike.

L’agenzia investigativa di Strike e la socia Robin Ellacott ormai è all’apice della sua fama, tanto che viene contattata da una donna la cui madre è scomparsa ben quarant’anni prima, una dottoressa scomparsa dopo essere uscita dal lavoro; Strike e Robin vengono ingaggiati per un anno per scoprire che cosa sia successo.

Il principale sospettato sembra essere il “macellaio dell’Essex”, un serial killer attivo all’epoca che aveva torturato e ucciso diverse donne, ma che non aveva mai confessato l’omicidio della dottoressa.

Si tratta quindi di un “cold case”, un delitto per cui è particolarmente difficile trovare nuove prove e indizi; a questo si aggiunge il fatto che il detective incaricato di seguire il caso nel 1974, a causa di un problema tiroideo non diagnosticato, aveva avuto un completo crollo mentale, arrivando ad attribuire l’omicidio a cause soprannaturali ed escludendo sospettati sulla base del loro segno zodiacale.

In questo caso particolarmente complicato, i due protagonisti arriveranno a scandagliare i lati più oscuri della società dell’epoca: nel corso dell’indagine incontreremo serial killer, medici di dubbia integrità, artisti bohémien dal passato violento, suicidi misteriosi, cambi di identità e un’organizzazione criminale dedita a droga e sfruttamento della prostituzione.

Nel frattempo, la tensione romantica tra Strike e Robin non si è affatto risolta, ma, contrariamente alle aspettative di tutti i loro conoscenti, i due sembrano allontanarsi sempre di più.

Il romanzo, con le sue circa 950 pagine, è estremamente corposo ma nonostante ciò non lascia al lettore un attimo di respiro, mantenendo il ritmo sempre alto e unendo l’indagine ai problemi di natura più personale dei due protagonisti.
I temi affrontati sono maturi, e avviso i lettori più sensibili che ci sono delle descrizioni molto crude e violente.

Veniamo dunque alla polemica che ha accompagnato l’uscita del romanzo.

J.K. Rowling, amata (fino ad allora) creatrice dell’universo di Harry Potter, è recentemente tornata su tutti i giornali a causa delle sue esternazioni contro le donne trans, la cui inclusione negli spazi dedicati alle donne cis rischierebbe, a suo dire, di mettere quest’ultime in pericolo.

Questo ha causato una grande sofferenza sia in molte persone trans della generazione cresciuta con Harry Potter, che si sono sentite crudelmente escluse dal messaggio di accettazione portato avanti dai romanzi per ragazzi dell’autrice, sia una profonda delusione in molti lettori, indignati per i pregiudizi dell’autrice, tanto che su Twitter ha spopolato il tag “RIPJKRowling”, ad annunciare la “morte” (dal punto di vista della carriera) della scrittrice.

A questo backlash online si sono uniti molti tweet e articoli di giornali che hanno diffuso presunte anticipazioni sul contenuto del romanzo: in particolare, alcuni di questi, ricondivisi migliaia di volte, hanno scritto che il protagonista di questo romanzo è “un uomo cis che si traveste da donna per uccidere” o che “il romanzo ha la stessa trama di Ace Ventura”. Il Telegraph ha affermato che la morale del libro è “non fidatevi di un uomo che indossa un vestito da donna”.
Addirittura è stato fatto circolare lo screenshot di un altro brano della serie di Cormoran Strike, contenuto invece ne “Il Baco da Seta” (in cui l’investigatore menziona l’avvistamento di una donna con un burka nei pressi della scena del delitto, commentando che sarebbe stato impossibile riconoscere il genere del colpevole se avesse usato questo travestimento), accusando l’autrice di unire transfobia e islamofobia.

Facciamo chiarezza: nel romanzo “Troubled Blood” non c’è nulla di tutto ciò.

Gran parte del romanzo è dedicato alla dottoressa scomparsa e tutti quelli che la circondavano, e nessuno di questi personaggi è trans, o parla di persone trans, e in generale l’argomento non viene proprio affrontato.

La controversia, invece, deriva dal personaggio del serial killer, Dennis Creed: questi è uno psicopatico dall’altissimo quoziente intellettivo che per diversi anni aveva rapito e torturato delle donne, per poi disporre dei cadaveri in modo che non potessero essere ricondotti a lui.

Non voglio fare spoiler, ma posso dire che questi è solo uno dei sospettati e la sua vicenda, benché importante ai fini della trama, non prende una grande parte delle oltre 900 pagine.

In alcune occasioni, Creed aveva indossato degli abiti femminili per apparire indifeso e quindi avvicinarsi più facilmente alla vittima. Inoltre, ad un certo punto dichiara “In a wig, bit of lipstick, they think you’re harmless, odd… maybe queer” (“Se indossi una parrucca, un po’ di rossetto, pensano che tu sia innocuo, strano… forse gay”).

Per il resto, Creed sembra essere un collage di comportamenti di veri serial killer da Ted Bundy a Jeff Brudos a Russell Williams: spia le donne, inizia col rubarne la biancheria per passare poi a ucciderle e collezionare trofei delle sue imprese.

Creed fa appositamente credere alla propria padrona di casa di essere gay per apparire non minaccioso; questa finzione è volutamente portata avanti quando in un caso indossa il cappotto di una collega e canta una canzone, oppure, quando viene scoperta la sua collezione di trofei, oggetti personali appartenuti alle vittime, afferma che si trattava di oggetti che usava lui stesso.

Insomma, Creed non viene mai descritto come trans, o travestito, né la sua identità di genere è dubbia in qualsiasi modo: addirittura, a ben guardare, dal momento che un uomo molto astuto finge di essere una donna trans per non essere considerato aggressivo, questo suggerisce quindi che le vere donne trans non siano affatto un pericolo per le donne (anche se non credo che questo sia il messaggio che la Rowling volesse intenzionalmente veicolare!).

Insomma, io non so se la versione finale del libro sia stata epurata di contenuti più offensivi o se la sua tirata contro le donne trans sia stata un’abile mossa pubblicitaria per sfruttare l’ondata della polemica: in ogni caso, il libro si mantiene piuttosto abilmente sulla linea sottile della mancata presa di posizione. Sì, c’è un killer che in alcune occasioni ha sfruttato un’apparenza femminile o gay per sembrare inoffensivo, ma questo è un espediente studiato a tavolino, quindi il tema dell’identità di genere non viene proprio toccato. Creed non è un serial killer trans più di quanto non sia un serial killer gay; è dipinto come un killer abile a deviare da sé i sospetti.

La scelta di far utilizzare il cross-dressing all’omicida può essere poco originale o al limite suonare poco attuale vista l’attuale crescente sensibilità sull’identità di genere ma, onestamente, dubito che qualcuno avrebbe trovato offensivo il personaggio se non sapesse il retroscena delle opinioni dell’autrice.

Inoltre, ribadisco che si tratta di una manciata di righe in un tomo di oltre 900 pagine: sicuramente non è questo il tema principale del romanzo, che invece parla soprattutto della figura della madre lavoratrice negli anni ’70, delle aspettative di cura, dell’assenza o della perdita dei genitori e della riconciliazione con il passato.

Capisco perfettamente chi, dopo le uscite della Rowling, avesse deciso di non leggere più i suoi libri; per tutti gli altri, invece, incoraggio sempre a leggere il materiale di partenza prima di lasciarsi andare alla facile indignazione.

“Troubled Blood” is a detective novel by Robert Galbraith (aka J.K. Rowling), the fifth installment of the series starring the private detective Cormoran Strike.

Strike’s and his partner Robin Ellacott’s detective agency is now at the height of its fame, so much so that they are contacted by a woman whose mother disappeared forty years earlier, a doctor who vanished after leaving work; Strike and Robin are hired for a year to find out what happened.

The main suspect seems to be the “Essex’s butcher”, a serial killer active at the time who had tortured and killed several women, but who had never confessed to the murder of the doctor.

It is therefore a “cold case”, a crime for which it is particularly difficult to find new evidence and clues; add to the mix the fact that the detective in charge of following the case in 1974, due to an undiagnosed thyroid problem, had had a complete mental breakdown, going so far as to attribute the murder to supernatural causes and excluding suspects basing on their zodiac sign.

In this particularly complicated case, the two protagonists will probe the darkest sides of the society of the time: during the investigation we will encounter serial killers, doctors of dubious integrity, bohemian artists with a violent past, mysterious suicides, identity changes and a criminal organization dedicated to drugs and exploitation of prostitution.

In the meantime, the romantic tension between Strike and Robin has not resolved at all, but contrary to the expectations of all their acquaintances, the two seem to be getting further and further apart.

The novel, with its approximately 950 pages, is extremely long but in spite of this it does not leave the reader with a moment’s breath, keeping the rhythm always high and combining the investigation with more personal issues of the two protagonists.

The themes addressed are mature, and I warn sensitive readers that there are some very crude and violent descriptions.

Let us therefore come to the controversy that accompanied the release of the novel.

J.K. Rowling, the (until then) beloved creator of the Harry Potter universe, has recently returned to all newspapers because of her outcry against trans women, whose inclusion in the spaces dedicated to cis women would risk, in her opinion, to put the latter in danger.

This has caused great suffering both in many transgender people of the generation that grew up with Harry Potter, who felt cruelly excluded from the message of acceptance carried out by the author’s novels for boys, and a deep disappointment in many readers, outraged by the author’s prejudices, so much so that on Twitter the tag “RIPJKRowling” went viral, to announce the “death” (from the career point of view) of the writer.

This online backlash has been joined by many tweets and newspaper articles that have spread alleged anticipations on the content of the novel: in particular, some of them, shared thousands of times, have written that the protagonist of this novel is “a cis man who disguises himself as a woman to kill” or that “the novel has the same plot as Ace Ventura”. The Telegraph stated that the moral of the book is “do not trust a man in a dress”.

There was even the screenshot of another passage in the Cormoran Strike series, contained instead in “The Silkworm”, circulating (in which the detective mentions the sighting of a woman wearing a burka near the crime scene, commenting that it would have been impossible to recognize the gender of the culprit if they had used this disguise), accusing the author of combining transphobia and islamophobia.

Let’s be clear: in the novel “Troubled Blood” there is none of that.

A large part of the novel is dedicated to the missing doctor and everyone around her, and none of these characters are trans, or talk about transgender people, and in general the subject is not addressed.

The controversy, instead, comes from the character of the serial killer, Dennis Creed: this is a psychopath with a very high IQ who had kidnapped and tortured women for several years and then disposed of the corpses so that they could not be traced back to him.

I don’t want to spoil anything, but I can say that this is only one of the suspects and his story, although important for the plot, does not take a large part of the over 900 pages.

In some cases, Creed had worn women’s clothes to appear helpless and thus approach the victim more easily. Also, he says “In a wig, bit of lipstick, they think you’re harmless, odd… maybe queer”.

Creed seems to be a collage of real serial killer behaviors from Ted Bundy to Jeff Brudos to Russell Williams: he spies on women, starts by stealing their underwear and then goes on to kill them and collect trophies of his exploits.

Creed purposely makes his landlady believe that he is gay in order to appear non-threatening; this ruse is deliberately carried out when in one case he wears a colleague’s coat and sings a song, or, when his trophy collection of personal objects belonging to the victims is discovered, he states that they were objects he used himself.

In short, Creed is never described as a trans, or ‘transvestite’, nor is his gender identity questioned in any way: ironically, since a very clever man pretends to be a trans woman so as not to be considered aggressive, this suggests that real trans women are not a danger to women at all (although I don’t think this is the message Rowling intentionally wanted to convey.)

In short, I don’t know if the final version of the book has been purged of more offensive content or if her tirade against trans women was a clever publicity move to exploit the wave of controversy: in any case, the book is rather skillfully maintained on the thin line of not taking a position. Yes, there is a killer who on some occasions has exploited a feminine or gay appearance to appear harmless, but this is a carefully studied act, so the theme of gender identity is not really touched. Creed is no more a trans serial killer than he is a gay serial killer; he is portrayed as a killer adept at deflecting suspicion from himself.

The choice to let the killer use cross-dressing may not be very original or at the very least not in touch with modern sensitivity, given the growing understanding of gender identity but, honestly, I doubt that anyone would have found the character offensive if they didn’t know the background of the author’s opinions.

Moreover, I reiterate that it is a handful of lines in a tome of over 900 pages: this is not the main theme of the novel, which instead focuses mainly on the figure of the working mother in the 70s, the expectations of care, the absence or loss of parents and reconciliation with the past.

I understand perfectly who, after Rowling’s declarations, had decided not to read her books anymore; for all the others, instead, I always encourage to read the source material before indulging in easy indignation.

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