Recensione di “Sadhu Futuro- I profeti dell’Apocalisse” di Andrea Zanotti

“Sadhu Futuro- I profeti dell’Apocalisse” è un racconto lungo distopico scritto e prodotto da Andrea Zanotti, prequel dei due romanzi “The Bounty Killer” e “L’ascesa di Necrostadt”.

In un mondo post-apocalittico, dominato da una parte di monaci con un culto ossessivo e da fautori della Tecnologia da un altro, ci ritroviamo a seguire un protagonista singolare eppure, a mio giudizio azzeccato: Nero, mercenario a guardia di misteriosi monaci che raggiungono il loro terzo occhio annaspando in un fiume inquinato e radioattivo (al momento unico indizio lasciato dal mondo passato), vuole solo tornare a casa dalla moglie incinta, Greta, e dalla figlia che sta per nascere. Il destino, tuttavia, non è d’accordo: un monaco gli porge una lieta novella, un profezia che designa la sua futura bambina come la prescelta per riportare l’ordine in questo mondo. La cosa interessante del racconto è che Nero non ha la minima intenzione di sacrificare sua figlia per un culto in cui non crede e immolare lei e l’amata moglie per una causa di cui non gli importa, quindi combatte contro l’ordine pur di salvare la propria famiglia.

Il racconto lungo sembra essere un piacevole esercizio di sovvertimento di tutti gli archetipi letterari: lo scenario distopico è ben descritto, ma in realtà appena accennato, e fa da sfondo a quello che sembra essere più un fantasy grimdark e violento. Di solito non sono un’amante del genere, ma il racconto è scritto davvero molto bene e riesce a prendere il lettore fin dalle prime pagine.

Gente priva di scrupoli, violenza gratuita, persone disposte a sacrificare vite senza battere ciglio e altri che, loro malgrado, si ritrovano a nuotare con fatica in questo orrore pur di sopravvivere; eppure il protagonista, Nero, un mercenario, un uomo all’apparenza privo di etica, cattura il lettore nel primo suo pensiero rivelandosi per ciò che è realmente: un marito devoto che vuole solo la sua famiglia. Questo contrasto tra il desiderio puro e limpido di un protagonista così grigio che più non si può (forse da qui il nome, ma non fatevi ingannare) crea un equilibrio lodevole e che mantiene incollati fino all’ultima pagina. Nonostante l’ambientazione “brutale”, il lettore riesce a tifare senza indugi per Nero e questo, secondo me, è il punto di forza.

Si tratta di cinquantanove pagine con un buon ritmo e una struttura ben definita; il linguaggio è ricercato, alternato solo dai dialoghi che si adattano al registro del personaggio (talvolta aulici, altre volgari).

Unica pecca, parere personale, è che nel 2020 leggere “negro” è proprio disturbante: mi rendo conto che scrivere “Nero colpì il nero” può creare confusione, ma mi sembrava di ascoltare la canzone dei Watussi.

In conclusione, un racconto lungo che piacerà agli amanti del grimdark, delle distopie e, soprattutto, a chi ha già letto e apprezzato gli altri libri della saga.

Altra nota positiva: l’ebook si trova gratuitamente sugli store!

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