Recensione della serie tv “Star Trek-Picard” / Review of “Star Trek- Picard”

“Star Trek- Picard” è una delle ultime serie dell’omonimo franchise, uscita nel 2020 e prodotta dalla CBS. In Italia è disponibile su Amazon Prime Video.

La storia è ambientata vent’anni dopo gli eventi di Star Trek La nemesi e ci presenta un Jean-Luc Picard ormai anziano, dimesso dalla Federazione Unita dei Pianeti e pensionato nel suo Château Picard in Francia, dove produce vino. Picard aveva infatti lasciato la Flotta, suo unico grande amore, poiché non condivideva più i suoi ideali: la Federazione non aveva completato la evacuazione del pianeta Romulus prima che esplodesse la sua supernova e aveva bandito la vita sintetica in seguito ad un attentato su Marte. Quando, però, la figlia androide di Data si presenta dall’ex-ammiraglio, lui non può fare altro che onorare la memoria dell’amico prestandole soccorso.

L’universo che ci viene presentato vent’anni dopo l’ultimo film della “saga” di The Next Generation è molto diverso da quello che avevamo lasciato: non troviamo il futuro utopico che aveva caratterizzato la serie, anzi, è quasi una distopia. La Federazione ha lasciato morire un antico nemico, la sperimentazione degli androidi è stata bandita, Marte brucia, i complotti sono in ogni dove. Anche i personaggi che avevamo amato nelle altre serie (Riker, Troi e Sette di Nove) sono andati avanti, con qualche tragedia e qualche avventura. Non sorprende che i fan siano rimasti un po’ spiazzati da questo cambio di rotta.

Personalmente a me è piaciuta molto, soprattutto nella seconda parte (anche se il pilot, wow, è pazzesco!). Picard è anziano, è considerato “vecchio” sotto tanti punti di vista, ma questa è la sua forza: lui incarna i valori di onestà, bontà e compassione che in un tempo oscuro le persone sembrano aver dimenticato. E, anche se con un po’ di fatica, tutti quelli che tocca alla fine ne escono migliori e questo è il vero messaggio da sempre presente in Star Trek: l’ottimismo.

Menzione speciale ai grandi personaggi come Riker, Troi, Sette di Nove e lo stesso Data che tornano come guest star. Sono proprio come il buon vino, anche loro come Picard sono migliorati invecchiando.

Qualche lacrima di commozione e un sacco di emozione mi hanno accompagnato durante la visione di questa serie e attendo con ansia la seconda stagione! Per me è promossa!

Unica nota: per capirla dovete aver necessariamente visto TNG (film compresi, specie l’ultimo) e Voyager, in particolare gli episodi dei Borg, altrimenti rischiate di non capirci nulla.

 

“Star Trek- Picard” is one of the latest series of the homonymous franchise, released in 2020 and produced by CBS.

The story is set twenty years after the events of Star Trek Nemesis and introduces us to an aging Jean-Luc Picard, discharged from the United Federation of Planets and retired to his Château Picard in France, where he makes wine. Picard had in fact left the Starfleet, his one great love, because he no longer shared its ideals: the Federation had not completed the evacuation of the planet Romulus before its supernova exploded and it had banned synthetic life following an attack on Mars. However, when Data’s android daughter shows up at the former admiral’s, he can do nothing but honour his friend’s memory by helping her.

The universe that we find twenty years after the last film in the “saga” of The Next Generation is very different from what we had left: we do not see the utopian future that had characterized the franchise until then, indeed, it’s almost a dystopia. The Federation has let an ancient enemy die, android experimentation has been banned, Mars burns, conspiracies are everywhere. Even the characters we loved in the other series (Riker, Troi, and Seven of Nine) have moved on, with some tragedy and adventure. Unsurprisingly, fans were put off by this change in direction.

Personally, I really liked it, especially the second half (although the pilot, wow, is awesome!). Picard is considered “old” in many ways, but that’s his strength: he embodies the values of honesty, goodness and compassion that in dark times people seem to have forgotten. And, even if it’s a bit of a struggle, everyone he touches becomes better in the end, and that’s the true message that has always been present in Star Trek: optimism.

Special mention to the great characters like Riker, Troi, Seven of Nine and Data himself who return as guest stars. They are just like good wine, they too, like Picard, have improved with age.

Some tears of emotion and a lot of excitement accompanied me while watching this series and I look forward to the second season! It’s a yes for me!

Just a note: to understand it, you must have seen TNG (including the movies, especially the last one) and Voyager, especially the Borgs episodes, otherwise you risk not to understand anything.

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