Pellegrino Artusi, un selfpublisher

Oggi a scuola ho avuto modo di assistere ad un’interessantissima lezione della mia collega di Storia sulla “Unificazione alimentare italiana”, ovvero l’analisi dell’unità di Italia da un punto di vista storico e culinario.

Contrariamente a quello che mi aspettavo, abbiamo parlato di un celebre autore che nel 1891 ha pubblicato un saggio diventato famosissimo La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, un manuale di cucina che ha avuto il merito di unire importanti ricette italiane e di fornire anche informazioni sul servizio delle stesse.

Mi ha colpito molto perché non sapevo quanto successo avesse avuto: si parla di 111 edizioni che vendettero oltre un milione di copie, tradotto in inglese, olandese, portoghese, spagnolo, tedesco, francese e russo.

La ragione per cui sono rimasta così impressionata è che il manuale, presente ancora in moltissime case italiane, è stato autopubblicato. Ebbene sì, uno dei best seller dell’epoca era proprio un testo andato in self-publishing.

da Wikipedia

Artusi pagò di tasca propria la pubblicazione del libro, non avendo trovato nessun editore disposto a finanziarlo. L’opera fu pubblicata nel 1891 presso la tipografia “L’Arte della Stampa”, di Salvadore Landi (uno dei tipografi preferiti dall’editore milanese Hoepli, che in principio aveva rifiutato di pubblicare il volume di Artusi).

Le difficoltà di distribuzione furono inizialmente enormi: chi voleva acquistare l’opera doveva scrivere direttamente all’autore e farsene spedire una copia per posta, oppure rivolgersi all’editore Landi (entrambe queste indicazioni erano riportate sulla copertina del libro, con tanto di indirizzi).

Sulla qualità dell’opera gli specialisti furono divisi. (…)

Fu il pubblico a decretare il successo del libro. L’arte di mangiar bene raggiunse la popolarità, tanto da rimanere ancora in stampa ad oltre cent’anni di distanza.

Artusi poté curare le prime quindici edizioni, dal 1891 al 1911, susseguitesi con grande rapidità.

Pellegrino Artusi non solo si produsse da sé la propria opera, in quanto il tema sembrava poco aulico e non interessante per la case editrici dell’epoca, ma curò personalmente le traduzioni nelle molte lingue. Si occupò della stampa, della distribuzione e della promozione: insomma, un self in piena regola!

Quindi, quando vi dicono che il selfpublishing in Italia non va, pensate a Pellegrino Artusi. Anzi, mettetevelo come santino sulla macchina, come Padro Pio per i camionisti. Dai Pellegrino, sei stato uno dei primi e ti vogliamo bene!

Vi lascio con le parole di Piero Camporesi «La Scienza in cucina ha fatto per l’unificazione nazionale più di quanto non siano riusciti a fare i Promessi sposi. I gustemi sono riusciti a creare un codice di identificazione nazionale là dove fallirono gli stilemi e i fonemi manzoniani».

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