Recensione di “I Guerrieri del Wyld- L’Orda delle Tenebre” di Nicholas Eames / Review of “The Kings of the Wyld” by Nicholas Eames

“I Guerrieri del Wyld- L’Orda delle Tenebre” è un romanzo epic fantasy, esordio dell’autore americano Nicholas Eames. In inglese è uscito anche un sequel “Bloody Rose”, al momento non ancora tradotto in Italia.

Clay Cooper è una taciturna guardia cittadina con un passato eroico: insieme agli amici Gabriel, Matrick, Moog e Ganelon ha fatto parte dei Saga, una banda di leggendari mercenari che andava in giro per il Wyld (una foresta selvaggia e letale) per dare la caccia ai mostri.

Ormai da quasi vent’anni Clay conduce una vita tranquilla insieme alla moglie e alla loro figlioletta, ma tutto cambia quando Gabriel torna a bussare alla sua porta per chiedergli di rimettere insieme i Saga e andare a salvare sua figlia Rose, che dopo aver fondato la sua banda è rimasta intrappolata in una città assediata da un’orda come non si era mai vista.

La missione è disperata ma Clay non si tira indietro e i due dovranno andare a raccogliere sia i compagni sia gli oggetti magici di cui hanno bisogno nella missione, il tutto facendo i conti con la mezza età e i cambiamenti che si porta dietro.

Il romanzo sembra la cronaca di una campagna di DND o un analogo gioco di ruolo mischiata con un film sul ritorno alla ribalta di una rockband vintage.

I Saga sono dichiaratamente la versione fantasy di una rock band, con tanto di frontman e manager che gli trovava gli ingaggi. I Saga assistono anche alla nascita di tante altre “bande” che li considerano delle leggende, anche se il mercato in cui si muovono è molto cambiato: le bande che si scontrano in un’arena anziché fare esperienza “sul campo” sembra un riferimento al mondo dei talent show, in contrapposizione alla gavetta per i locali di una volta.

La prima parte del libro vede i protagonisti andare a recuperare i membri della band che hanno cambiato vita, mentre la seconda parte costituisce la “quest” vera e propria.

Il worldbuilding è lasciato intuire, anche se sembra comprendere qualsiasi genere di creatura fantastica; i personaggi femminili non sono molti e in generale sono un po’ stereotipati però alcune di loro sono apprezzabili (Rose, la moglie di Clay, Ginny, e la bandita Jain), nonostante il poco spazio che viene loro dedicato.

La battaglia finale mi ha ricordato molto Ready Player One (anche perché sfrutta un meccanismo “magico” molto simile).

In generale né la trama né l’ambientazione sono particolarmente originali, però questo romanzo mi è piaciuto soprattutto per lo stile in cui è scritto, un’ironia cinica e disincantata che alle volte sconfina nella parodia. I Saga non sono eroi invincibili ma uomini di mezza età che devono fare i conti con i chili di troppo, la mancanza di allenamento, i traumi passati o le loro tensioni irrisolte.

L’umorismo un po’ dissacrante sotteso nei dialoghi e la narrazione è secondo me la carta vincente che differenzia questo romanzo dai tanti epic fantasy con una trama del tutto analoga.

Ho anche apprezzato che l’antagonista della storia non fosse un cattivo da cartone, malvagio per il gusto di esserlo, ma avesse invece delle motivazioni piuttosto condivisibili.

In conclusione, consiglio la lettura di questo romanzo a tutti i fan dei giochi di ruolo che cercano una lettura leggera e avvincente.

“The Kings of the Wyld ” is an epic fantasy novel, the debut of the American author Nicholas Eames. A sequel, “Bloody Rose”, was published in 2018

Clay Cooper is a taciturn city guard with a heroic past: together with his friends Gabriel, Matrick, Moog and Ganelon he was part of Saga, a band of legendary mercenaries who went around the Wyld (a deadly forest) to hunt monsters.

Clay has been living a quiet life with his wife and young daughter for almost twenty years now, but all changes when Gabriel comes knocking on his door to ask him to bring the Sagas back together and rescue his daughter Rose, who was trapped in a town besieged by a horde unlike anything ever seen.

The mission is desperate but Clay doesn’t back down and the two of them will have to go and collect both their companions and the magic items they need in the mission, all while coming to terms with middle age and the changes it brings.

The novel reads like a chronicle of a DND campaign or similar role-playing game mixed with a film about the comeback of a vintage rock band.

The Sagas are openly the fantasy version of a rock band, complete with a front man and a manager who found them gigs. The Sagas also witness the birth of many other bands who consider them legends, even though the market in which they operate has changed a great deal: bands clashing in an arena instead of gaining experience ‘on the field’ seems to be a reference to the world of talent shows, as opposed to getting gigs in clubs as it happened in the past.

The first part of the book sees the protagonists going to retrieve the band members who have changed their lives, while the second part constitutes the actual “quest”.

The worldbuilding is left to be guessed at, even if it seems to include any kind of fantastic creature; the female characters are not many and in general are a bit stereotyped, but some of them are appreciable (Rose, Clay’s wife Ginny, and the bandit Jain), despite the little space dedicated to them.

The final battle reminded me a lot of Ready Player One (also because it uses a very similar “magical” device).

In general neither the plot nor the setting are particularly original, but I liked this novel above all for the style in which it is written, a cynical and disenchanted irony that sometimes borders on parody. The Sagas are not invincible heroes but middle-aged men who have to deal with extra pounds, lack of training, past traumas or their unresolved tensions.

The irreverent humor underlying the dialogues and the narration is in my opinion the element that differentiates this novel from many epic fantasy novels with a similar plot.

I also appreciated the fact that the antagonist of the story was not a cartoonish villain, evil for the sake of being evil, but instead had rather understandable motivations.

In conclusion, I recommend this novel to all RPG fans looking for a light and engaging read.

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