Recensione de “L’albero delle bugie” di Frances Hardinge / Review of “The lie tree” by Frances Hardinge

“L’Albero delle Bugie” è un romanzo thriller Young Adult, scritto da Frances Hardinge e uscito in lingua originale nel 2015, anno in cui ha vinto il Costa Book Award.

È stato pubblicato in Italia da Mondadori nel 2016.

Faith Sunderly ha quattordici anni e si sta trasferendo con la famiglia dal Kent alla piovosa isola di Vane in tutta fretta; nessuno le spiega nulla di preciso sul motivo della partenza, ma lei intuisce che uno scandalo circondi suo padre, il severo Reverendo Sunderly.

Siamo nel periodo immediatamente successivo allo sconvolgimento portato da Darwin alla comunità scientifica, che studia i fossili interrogandosi come scienza e religione possano ancora coesistere.

Faith ha un’intelligenza curiosa e brillante, una mente analitica e una propensione per le scienze; tutto ciò però nell’Inghilterra vittoriana non solo non ha alcun valore, ma è anzi fonte di imbarazzo per la famiglia che si aspetta che lei si comporti come le signorine devono fare, cioè stando in silenzio e al servizio degli uomini di casa.

Ma quando il padre viene ritrovato misteriosamente morto, Faith capisce che l’unico modo per avere delle risposte è cercandole lei stessa.

Il romanzo è un giallo con una componente low fantasy, che non viene del tutto analizzata, e che lascia aperte sia spiegazioni fantastiche che scientifiche; il che calza bene l’ambientazione di fine ottocento, sospesa tra il rigore della fede e la nascente scienza moderna.

“L’albero delle bugie” è molto avvincente e denso di temi trattati in modo sottile ma non per questo meno incisivo: è allo stesso tempo un thriller, un romanzo di formazione e uno scritto di denuncia sulla condizione femminile.

Il libro è inserito nella collana per ragazzi, ma io l’ho trovato avvincente e godibile anche alla mia veneranda età.

L’ambientazione è resa con molta attenzione, con attenzione alle convenzioni sociali dell’epoca, e ai problemi pratici dati, per esempio, dall’abbigliamento.

L’aspetto che mi è piaciuto di più di questo libro è il modo in cui denunci i pregiudizi e allo stesso tempo li sfrutti per condurre il lettore ai colpi di scena finale.

Faith è una ragazza che internamente si ribella a quello che il mondo si aspetta da lei, ma non è perfetta: spesso sbaglia, il suo istinto la inganna, ha dentro di sé un lato cupo e vendicativo con cui cerca di fare i conti ma spesso asseconda.

Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato reso il rapporto con la sua famiglia, sia con il fratellino a cui deve fare da tata, sia con i genitori. All’inizio del romanzo, Faith idolatra il padre e non desidera altro che la sua attenzione, mentre vede la madre come egoista, superficiale e approfittatrice.

Il rapporto con i genitori e il modo in cui Faith interpreta le loro azioni evolveranno nel corso del romanzo, fungendo sia da crescita per la protagonista che come modo per delineare personaggi complessi e sfaccettati.

In conclusione consiglio questo romanzo sia ai ragazzi che agli adulti in cerca di un libro di facile lettura ma al tempo stesso ricco di temi significativi.

“The Tree of Lies” is a Young Adult thriller novel written by Frances Hardinge and published by Macmillan Publishers in 2015, year in which it won the Costa Book Award.

Faith Sunderly is fourteen years old and is moving with her family from Kent to the rainy island of Vane in a hurry; no one explains anything to her about why she is leaving, but she senses that a scandal surrounds her father, the strict Reverend Sunderly.

We are in the immediate aftermath of Darwin’s upheaval of the scientific community, which is studying fossils and questioning how science and religion can still coexist.

Faith has an inquisitive and brilliant intelligence, an analytical mind and a talent for science, but in Victorian England this is not only of no value but a source of embarrassment to her family, who expects her to behave as young ladies should: that is, to keep quiet and serve the men of the house.

But when her father is mysteriously found dead, Faith realises that the only way to get answers is to look for them herself.

The novel is a detective story with a low fantasy component, which is not fully analysed, and which leaves both fantastic and scientific explanations open; this fits well with the late nineteenth-century setting, suspended between the rigour of faith and the nascent modern science.

“The Lie Tree” is very compelling and full of themes treated in a subtle but no less incisive way: it is at the same time a thriller, a coming of age novel and a denunciation of the condition of women.

The book is included in the series for children, but I found it compelling and enjoyable even at my ripe old age.

The setting is very carefully built, with attention to the social conventions of the time, and the practical problems given, for example, by clothing.

The aspect I liked most about this book is the way it denounces prejudice and at the same time uses it to lead the reader to the final twists and turns.

Faith is a girl who internally rebels against what the world expects of her, but she’s not perfect: she often makes mistakes, her instincts mislead her, she has a dark and vengeful side that she tries to come to terms with but often goes along with.

I really liked the way her relationship with her family was portrayed, both with her little brother whom she has to nanny and with her parents. At the beginning of the novel, Faith idolises her father and wants nothing more than his attention, while she sees her mother as selfish, shallow and exploitative.

Faith’s relationship with her parents and the way she interprets their actions will evolve over the course of the novel, serving both as a way for her to grow and as a way to delineate complex and multifaceted characters.

In conclusion, I recommend this novel to both teens and adults looking for a book that is easy to read but at the same time rich in meaningful themes.

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