Recensione di “Obscura” di Joe Hart/ Review of “Obscura” by Joe Hart

“Obscura” è un romanzo thriller/sci-fi di Joe Hart, edito in Italia da La Corte nel 2021.

In un futuro non lontano, l’umanità lotta con una nuova forma di demenza detta morbo di Losian, simile all’Alzheimer ma molto più rapido. La dottoressa Gillian Ryan ha già perso il marito per via della malattia, e ora vede la figlia Carrie, di otto anni, spegnersi lentamente.

Quando i suoi fondi vengono tagliati, le si presenta l’opportunità di condurre una ricerca sperimentale in una stazione spaziale della NASA, dove alcuni astronauti hanno iniziato a manifestare sintomi simili; nonostante l’ovvia angoscia nel dover lasciare la figlia per mesi, Gillian accetta nella speranza di trovare la cura per salvarla.

Una volta partita per la stazione spaziale, tuttavia, scopre che quasi nulla di ciò che le era stato detto è vero, e si trova a combattere contro la propria dipendenza da farmaci e la sensazione, sempre più opprimente, che qualcuno la stia attivamente sabotando. Ma chi?

Il romanzo è indubbiamente di fantascienza, in quanto c’è molta attenzione ai progressi tecnologici dell’umanità (in questo futuro il teletrasporto è già una realtà, per quanto sperimentale) e ai pericoli che la attendono, sia a causa dei cambiamenti climatici che per le nuove epidemie; tuttavia, la narrazione ha una struttura simile a quella di un thriller, con la protagonista che deve destreggiarsi in un ambiente claustrofobico dove non sa di chi potersi fidare.

Ho trovato il libro molto cinematografico, nel senso che più che altri libri di fantascienza mi ha ricordato il filone di film come Alien o Life, dove la gente inizia a morire misteriosamente in un’astronave o stazione spaziale.

Il personaggio della protagonista, la dottoressa Ryan, mi è piaciuto molto: si tratta di un’eroina tutt’altro che perfetta, che lotta con la dipendenza e che deve fare una scelta straziante quando decide di tentare il tutto per tutto per salvare la vita della figlia, lasciandola tuttavia per una missione dell’esito incerto. La sua angoscia e la sua determinazione sono state descritte con molta empatia.

Del resto dei personaggi ho apprezzato soprattutto l’assistente norvegese Birk, mentre gli altri erano un po’ meno approfonditi.

Se il colpevole non era impossibile da indovinare, ho apprezzato molto la motivazione dietro gli omicidi, che ho trovato sia originale sia perfettamente coerente con i temi trattati nel romanzo.

In conclusione, consiglio la lettura del romanzo agli amanti della fantascienza dai toni thriller, a tratti horror.

“Obscura” is a thriller/sci-fi novel by Joe Hart, published in 2018.

In a not so distant future, humanity struggles with a new form of dementia called Losian’s disease, similar to Alzheimer’s but with a much faster progression. Dr Gillian Ryan has already lost her husband to the disease, and now sees her eight-year-old daughter Carrie slowly fade away.

When her funding is cut, she is presented with the opportunity to conduct experimental research at a NASA space station, where some astronauts have begun to experience similar symptoms; despite the obvious anguish of having to leave her daughter behind for months, Gillian accepts in the hope of finding the cure to save her.

Once she leaves for the space station, however, she discovers that almost none of what she was told is true and finds herself battling her own drug addiction and the increasingly overwhelming feeling that someone is actively sabotaging her. But who?

The novel is undoubtedly science fiction, in that there is a lot of focus on humanity’s technological advancements (teleportation is already a reality in this future, however experimental) and the dangers that await her, both from climate change and new epidemics; however, the narrative has a thriller-like structure, with the protagonist having to juggle a claustrophobic environment where she doesn’t know who she can trust.

I found the book very cinematic, in the sense that more than other science fiction books it reminded me of the strand of movies like Alien or Life, where people start dying mysteriously in a spaceship or space station.

I liked the character of the main character, Dr Ryan, a lot: she is a flawed heroine, struggling with addiction and having to make a heartbreaking choice when she decides to try everything to save her daughter’s life, but leaving her for a mission with an uncertain outcome. Her anguish and determination were portrayed with great empathy.

Of the rest of the characters, I particularly liked the Norwegian assistant Birk, while the others were a little less well developed.

If the villain was not impossible to guess, I really appreciated the motivation behind the murders, which I found both original and perfectly consistent with the themes dealt with in the novel.

In conclusion, I recommend this novel to lovers of science fiction with thriller and horror overtones.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: