5 cose che gli emergenti non osano dire

Questa settimana vi sveliamo tutto ciò che gli scrittori emergenti hanno sempre voluto farvi sapere ma non hanno mai osato dirlo ad alta voce! Dal rapporto coi colleghi a quello con le recensioni, ecco un piccolo assaggio di quello che ci passa per la testa.

  1. Mettete le recensioni su Amazon e/o Goodreads!

I messaggi in privato fanno piacere ma mai quanto una recensione, o anche solo una valutazione, dove aiuta concretamente a farsi conoscere.

2. Serve il sostegno dei colleghi!

Sei il genere di scrittore che mette una valutazione bassa o media a un amico per spronarlo a migliorare o lasciargli una critica costruttiva?

Evita. Nessuno apprezza.

I consigli in privato e il sostegno in pubblico, sempre.

3. Il beta reader serve a capire se il libro funziona per il pubblico, non come l’avresti scritto tu

I beta reader sono un aiuto prezioso ma non devono farti riscrivere il libro secondo il loro gusto.

4. Un buon amico consiglia il tuo libro in giro

Forse esistono autori timidi che si sentono morire dentro quando parlate del suo libro ma sono un’assoluta minoranza. La maggior parte degli scrittori è profondamente grata di un po’ di aiuto con il passaparola!

5. I nostri libri sono regali perfetti!

Se invece di regalare l’ultimo di Ken Follett per Natale a vostra madre le reglate un libro di un emergente farete felici due persone. A Ken non cambia molto, ma per l’emergente è come un altro regalo di Natale.

Questo nessuno osa mai dirlo, ma sotto sotto ci speriamo!

Fonte immagine Pixabay

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