Recensione di “Le sette sorelle” di Lucinda Riley/ Review of “The Seven Sisters” by Lucinda Riley

“Le sette sorelle” è il primo romanzo della ominima saga dell’autrice Lucinda Riley.

Maia, la prima di sei sorelle, tutte adottate dal misterioso Pa’ Salt, ricco uomo d’affari e riservato. La protagonista del primo volume è l’unica ad abitare con lui a Ginevra; bella ma timida, focalizzata sulla famiglia e sulla routine, è l’unica della famiglia a non aver mai lasciato il nido. Le cose cambiano improvvisamente quando il padre muore e Maia si interroga su cosa fare della sua vita e, in particolare, se andare alla ricerca delle sue origini.

Grazie a testimonianze, lettere e indagini, Maia giunge a Rio De Janeiro e la narrazione ci presenta la sua bisnonna, l’affascinante Izabela, costretta a vivere in un castello dorato e ad accontantare le aspettative di una famiglia italiana immigrata in Brasile che vuole farsi largo nell’alta società costituita da portoghesi.

Il romanzo è diviso ha due storie diverse ma che si intrecciano: quella di Maia, vissuta nel presente e in prima persona, e quella di sua bisnonna, che avviene come flash-back negli anni Venti, con in sfondo la costruzione della scultura del grande Cristo, diventato simbolo della città brasiliana.

Il libro, a parte un inizio un po’ lento per i miei gusti, scorre bene, complice una scrittura fluida e un buon ritmo; personalmente ho trovato molto più interessante la parte “flash-back” ambientatata nel Brasile e in Europa dei primi del Novecento. All’inizio il cambio di punto di vista narrante è stato una sorpresa, ma poi l’ho preferito a Maia poiché aveva una storia più travagliata e complessa, inoltre lo sfondo storico era fatto molto bene.

La parte con le sei sorelle (la settima ancora non c’è!) è quella che mi ha convinto meno. Tutte eccezionali, bellissime, in gambissime, sopra la media in tutto, ogni persona le ammira… ho trovato in generale la maggior parte dei personaggi “overpowered”, praticamente privi di difetti. Questo ci porta in un mondo tutto sommato piacevole e rilassante (nessuno è invidioso e tutti sono felici di aiutarle), ma alla lunga questo eccesso di perfezione mi era indigesto. Pa’ Salt, poi, dovrebbe essere una figura d’ammirare, ma l’ho trovato poco credibile e a tratti stucchevole.

In conclusione, un romanzo di formazione con tinte romantiche e storiche che, proprio per la sua versatilità, potrà piacere a diversi tipi di lettori. Io sono curiosa sui seguiti, ma credo ci metterò un po’ ad affezionarmi alle altre sorelle, ancora più perfette di questa che, bellissima e intelligentissima, era comunque “la sfigata del gruppo”.

“The Seven Sisters” is the first novel of Lucinda Riley’s ominous saga.

Maia, the first of six sisters, all adopted by the mysterious Pa’ Salt, a wealthy and secretive businessman. The protagonist of the first volume is the only one to live with him in Geneva; beautiful but shy, focused on family and routine, she is the only one of the family who has never left the nest. Things suddenly change when her father dies and Maia wonders what to do with her life and, in particular, whether to go in search of her origins.

Thanks to testimonies, letters and investigations, Maia arrives in Rio De Janeiro and the narration introduces us to her great-grandmother, the charming Izabela, forced to live in a golden castle and to meet the expectations of an Italian immigrant family in Brazil who wants to make their way in the high society made up of Portuguese people.

The novel is divided into two different but intertwining stories: that of Maia, lived in the present and in the first person, and that of her great-grandmother, which occurs as a flash-back in the twenties, with in the background the construction of the sculpture of the great Christ, which has become a symbol of the Brazilian city.

The book, apart from a beginning a bit slow for my taste, flows well, thanks to a fluid writing and a good rhythm; personally I found much more interesting the “flash-back” part set in Brazil and Europe in the early twentieth century. At the beginning the change of the point of view was a surprise, but then I preferred it to Maia because it had a more troubled and complex story, moreover the historical background was very well done.

The part with the six sisters (the seventh is not there yet!) is the one that convinced me the least. All of them are exceptional, beautiful, smart, above average in everything, everyone admires them… I found in general most of the characters “overpowered”, practically without flaws. This brings us in a world all in all pleasant and relaxing (no one is envious and everyone is happy to help them), but in the long run this excess of perfection was indigestible to me. Pa’ Salt is supposed to be an admirable figure, but I found him not very believable.

In conclusion, a good novel with romantic and historical overtones that, precisely because of its versatility, will appeal to different types of readers. I’m curious about the sequels, but I think it will take me a while to get attached to the other sisters, even more perfect than this one who, beautiful and very intelligent, was still “the loser of the group”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: