5 situazioni che andrebbero trattate con più empatia

Oggi vi parliamo di cinque situazioni che ogni volta che leggiamo ci lasciano interdette e che, secondo noi, meriterebbero maggiore sensibilità.

1) il personaggio cattivo che viene pesantemente umiliato

Spesso l’autore descrive la “caduta” pubblica di un personaggio cattivo avendo in mente qualcuno che gli sta sulle scatole. E purtroppo si vede.
Ok, la sua sconfitta, ma umiliandolo in ogni modo, dal punto di vista fisico, mentale, psicologico, magari se la fa pure addosso tra le risate generali… ehi, è un filo troppo.
Evitiamo l’effetto signorina Trinciabue che scappa da scuola mentre tutti ridono, perché altrimenti si rischia di fare empatizzare il lettore con l’antagonista

2) il personaggio sgradevole è sempre grasso

Per descrivere qualcuno di sgradevole, l’autore ci presenta subito il suo grasso, quasi come etichetta.
Lo abbiamo visto anche dai migliori (Dudley di Harry Potter e il barone Harkonnen di Dune), ma siamo sicure che potrete trovare un sacco di persone sgradevoli magre come un chiodo. Ci sono inoltre un sacco di persone in carne buone, gentili e non invidiose, eh. E pure attraenti.

3) la “separata con figli che deve cercarsi un lavoro”

Chi non si è mai imbattuto nella scena
“Perché non lasci tuo marito?”
“Perché ho due figli piccoli”
“E trovati un lavoro “

Se trovare lavoro è già difficile normalmente, per una madre con prole sotto i tre anni è un’impresa non da poco; senza contare che bisogna vedere se lo stipendio riuscirà a coprire eventuali babysitter fisse o nidi privati.
L’indipendenza economica per alcuni è un lusso, non banalizziamo le loro difficoltà

4) l’intervento estetico

Spesso nei libri le “tette rifatte” o “il naso finto” sono elementi negativi e vengono inseriti come dispregiativi. Il motivo talvolta è nobile, cioè di spingere il lettore ad apprezzare la naturalezza in contrapposizione all’apparenza. Questo però non deve avvenire a scapito di altri: c’è chi non si piace e vuole cambiare, non vi è nulla di male se è una libera scelta e non dovrebbe essere motivo di ridicolo. Se uno lo ha fatto, citando Elio, saranno ben “caz** suoi.

5) l’odiatore/trice di bambini

Per presentare un personaggio anticonformista ci fanno sempre vedere qualcuno che afferma di non sopportare i bambini e di non volerli intorno.
Un bambino è un essere umano nella sua fase di sviluppo e ha bisogno di cure. Può fare sorridere la frase “il bambino non entra in casa mia”, ma a ben pensarci è piuttosto cringe se pensiamo che è un essere umano spesso non autosufficiente e che nessuno si sognerebbe di dire la stessa cosa di un anziano che necessita di una simile assistenza.
Un personaggio non è di colpo madre o padre di famiglia anni ’50 solo perché dimostra empatia verso esseri umani sotto la maggiore età.

Fonte immagine: Robin Higgins – Pixabay

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