Recensione a “Hooded Shadows- I fantasmi non esistono” di Norma Tarditi

“Hooded Shadows- I fantasmi non esistono” è un libro uban fantasy romantico, primo di una dilogia scritta e prodotta da Norma Tarditi, autrice della saga della Custode.

La trama segue le vicende di due ragazze molto diverse tra loro, accomunate dall’essere entrambe sensitive, seppur in modo diverso. Lena è una studentessa universitaria solitaria e all’apparenza molto sicura, abituata a destreggiarsi più o meno abilmente con il suo dono; Lucilla, invece, è una dodicenne introversa e timida che rimane letteralmente schiacciata dalla sua capacità di vedere presenze e non ha idea di come comportarsi. Quando Fabiano, il suo fratellastro, decide di contattare indirettamente Lena per aiutare Lucilla a venire a capo di quello che per tutti sembra un disturbo mentale, le due si incontrano e da lì parte un sodalizio che non aiuterà solo la dodicenne ma anche e soprattutto Lena.

Inizio subito col dire che questo non è proprio il mio genere di libro ma, avendo ricevuto moltissime lodi da chi mi circondava, mi ci sono buttata a capofitto. Norma Tarditi scrive veramente bene, non credo che la stessa storia raccontata da un’altra penna avrebbe avuto lo stesso impatto. Molte le descrizioni e altrettanta l’introspezione in uno stile molto curato; il ritmo non è veloce ma l’attenzione è mantenuta alta da una impostazione totalmente character driven, cioè incentrata sui personaggi e sul loro rapporto.

Più di una volta mi sono dimenticata di avere tra le mani un libro di un indipendente e non un romance fantasy internazionale e questo forse mi ha portata ad avere reazioni più passionali di fronte al testo, cioè di grandi amori e grandi odi.

Lucilla è stato amore a prima pagina: credo che il suo personaggio sia venuto fuori molto bene, nel suo essere davvero introversa e timida. Noi lettori abbiamo il suo punto di vista e capiamo le sue reazioni, ma si capisce dall’esterno come mai faccia fatica a fare amicizia perché, seppur buona, intelligente e ben disposta, si chiude a riccio ogni volta che si sente a disagio, creando quindi l’idea di una persona sulle sue. Questo la rende anche manipolabile in modo verosimile, perché sarà sempre alla ricerca di un ruolo “nel gruppo” o nel cuore di qualcuno. Ho trovato tutto il suo sviluppo un vero gioiellino e mi sono immediatamente affezionata.

Per Lena, direi, è stato invece odio. Fin dall’inizio l’ho trovata una Mary Sue arrogante e supponente, sempre a lamentarsi del papà ricco che vuole darle un lavoro e pagare la scuola ma non la capisce davvero, nonché critica verso praticamente tutte le donne che non rappresentavano il suo modello. Inoltre mi infastidiva molto che ogni personaggio non facesse che lodarla e dire quanto fosse meravigliosa, bella o profumata. A metà sono dovuta ricredermi perché, pur continuando a non sopportarla, ho capito quanto contorto rimanesse il suo personaggio. Lena ha avuto un passato traumatico e in aggiunta a questo ha un dono che le permette di cogliere i pensieri immediati delle persone, rendendole facile capire se le stanno mentendo in quel momento: la combo genera in lei la finta consapevolezza di capire le persone, ma in realtà la porta all’effetto opposto. Quello che appare chiaro dopo pochi capitoli è che Lena riesce solo a sondare lievemente i pensieri dei personaggi e li giudica per questo in pochi secondi, rimanendo ancorata in una crisalide adolescenziale di pregiudizi superficiali verso ogni persona che incontra, verso suo padre e la sua nuova compagna, verso tutti i potenziali partner che incontra che lei bolla solo come “idioti”. Nei primi capitoli l’idea che passa è che lei sia meglio delle altre persone, a metà mi sono resa conto che Lena era sempre sola e non legava perché era in una spirale negativa di antipatia e che, in tutta onestà, manco io che leggevo letteralmente i suoi pensieri e sapevo le cose buone che faceva, avrei voluto fare amicizia con lei.

Se all’inizio è marcato l’aspetto di differenza di età tra le due, a metà libro ho avuto l’impressione che Lucilla fosse quella matura e Lena quella infantile, soprattutto nel rapporto con le figure adulte. Lena critica senza conoscere la madre di Lucilla e in generale ha poca empatia nel pensare alle difficoltà che una figura genitoriale può avere, cosa che invece di fatto la dodicenne non ha problemi a capire.

Fabiano è il love interest e devo dire mi è piaciuto moltissimo fino al finale. Le cose che apprezzavo di più erano la calma, l’aspetto empatico e non aggressivo, inconsueto per un personaggio maschile. Più di tutto, però, apprezzavo come riuscisse ad essere forte la sua figura senza essere parte della trama paranormale, cioè senza poteri o ruoli di combattimento. Purtroppo il finale in questo senso mi ha delusa perché lui assume invece un ruolo più attivo e classico, cosa che mi è dispiaciuta.

La trama romantica è preponderante e questo sicuramente sarà apprezzato da chi cerca un romance intenso e passionale; in questo, ammetto, io non ero proprio il lettore target e spesso avrei preferito non vedere i personaggi amoreggiare. Ciononostante credo che questo sia uno dei punti forte del romanzo e uno dei suoi elementi caratterizzanti.

Un altro protagonista, se così si può dire, è il tema dell’intimità: i personaggi non sono i classici adolescenti da telefilm americano che aspettano con ansia il sesso e tutto ciò che ne consegue, ma lo vivono con naturalezza e senza problemi. Ben diversa è invece la ricerca dell’intimità in senso psicologico più che fisico, che diventa invece un qualcosa che arriva solo dopo molto tempo e dopo la crescita di un rapporto che dura tutto il libro. Ho trovato che questo elemento fosse molto più importante dell’eros in sé, che nel libro è presente, e che caratterizzasse molto di più la storia d’amore.

“Hooded Shadows” è il titolo ma è anche il nome del loro… gruppo? chiamiamolo così, sebbene questo aspetto rappresenti di fatto lo sfondo su cui i protagonisti si muovono. Mi pare evidente che l’aspetto paranormale diventerà più importante nel seguito.

In conclusione, un fantasy romance che potrà essere apprezzato da chi cerca una storia d’amore non tossica, tenera e paritaria, scritta da un’ottima penna.

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