5 contraddizioni nel mondo dell’editoria

Anche questa settimana siamo un po’ polemiche con l’editoria italiana e vi parliamo di cinque contraddizioni che caratterizzano questo mondo.

1) Bisogna avere libri che vendono, ma nessuno deve mai vedervi vendere.

C’è un atteggiamento ambivalente sulle vendite: sebbene avere prodotti incasellabili e vendibili sia la parola d’ordine, viene continuamente ribadito come il libro non possa essere venduto dall’autore perché “non va bene”.

I self che si vendono da soli i loro libri in fiera non sono professionali, il vero artista non maneggia il vil denaro. Tuttavia, la stessa capacità di vendere è quello che vi farà o meno selezionare.

2) Il curriculum.

Dare un libro ad una CE che non lavora bene può succedere e questo significa che il libro sarà “bloccato” per molti anni, forse anche i seguiti (a seconda del contratto). Eppure molti vi diranno che “va bene così”, perché essere scelti fa curriculum e non importa se ti sei giocato il libro.

3) L’artiglio.

Avete presente quando in Toy Story gli alieni giocattolo vogliono essere scelti dall’artiglio indipendentemente da cosa vanno incontro? Purtroppo gli scrittori in Italia vivono lo stesso dramma. Non importa chi ti ha selezionato, ma qualcuno lo ha fatto e quindi vali più degli altri (sì, anche se la CE è tua, dei tuoi amici o simili).

E se ti selezionano i lettori per i tuoi libri? Naaa, loro non contano mai.

4) L’autore conta meno di tutti, anche se fa la maggior parte del lavoro.

Crea il prodotto, ci mette l’anima e la faccia, in alcuni casi partecipa economicamente alla sua correzione e cover. Eppure lo schifano gli editori e i lettori.

5) l’editoria si basa su gente che legge, ma tutti sembrano non volerlo fare.

Per quanto paradossale, sembra che nessuno odi leggere più di chi lavora in editoria. Le CE non vogliono più leggere tutti i manoscritti, i blogger non vogliono libri lunghi, i lettori dicono che c’è troppo, persino lo stile deve cambiare per essere più immediato.
Eppure parallelamente ci sono milioni di lettori che vanno su fan fiction, wattpad, app di storie perché ne vogliono sempre di più.

Foto: Robin Higgins Pixabay

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