Recensione di “Queen of Chaos- Il quarto elemento #3” di Kat Ross / Review of “Queen of chaos- the fourth element” by Kat Ross

La recensione è presente in doppia lingua / English follows!

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“Queen of Chaos” è il terzo romanzo della saga di Kat Ross de “Il Quarto Elemento”, uscito in Italia nel 2018 e pubblicato dalla Dunwich Edizioni.

 

Primo romanzo qui

Secondo romanzo qui

Il romanzo, così come era stato per il secondo, riprende da dove si era interrotto il precedente: a differenza dei primi due, tuttavia, questo volume è narrato da più punti di vista, anche dello stesso gruppo. Nazafareen, la protagonista, ci racconta della sua terribile esperienza nelle terre dell’ombra, alla ricerca della Casa-Dietro-Il-Velo, per soccorrere Victor e affrontare Neblis. Nello stesso luogo, ritroviamo come narratore Balthazar, il pericoloso antimago, intento a cercare di interrogare il profeta Zarathustra e scontrarsi con tutti i suoi dubbi e con i suoi conflitti interiori. Ai narratori “classici” si aggiunge Tijah, che è la prima che vediamo nel testo: diretta verso la fortezza di Gorgon-e-Gaz, la giovane tenta di aiutare i daeva nel mondo dei vivi e superare il difficile lutto del libro precedente. A metà del libro circa, arriva un nuovo narratore, che è la loro guida Lysandros: da personaggio di contorno, il daeva emergerà in pochi capitoli con una personalità interessante e presentandoci l’ultimo tassello di una storia complessa durata secoli. Per pochi capitoli vediamo anche il punto di vista di Molon, uno dei servi negromanti della Regina Neblis.

Il terzo romanzo chiude tutte le vicende aperte nei primi libri, ma arricchisce la storia approfondendo molti personaggi: l’ultimo capitolo, pertanto, oltre ad essere una degna conclusione della saga è anche il volume più complesso e più articolato dei tre, complice anche la presenza di narratori aggiuntivi. La trama e l’ambientazione sono ancora più approfondite, grazie al fatto che vediamo gli avvenimenti avvenire parallelamente: vi è una sorta di contrapposizione tra quello che accade nel mondo dei vivi e quello che accade nel mondo dei morti.

Non saprei dire quale sia stato l’aspetto che ho apprezzato di più, se l’ambientazione high-fantasy così ricca e originale, lontana dalle classiche di ispirazione tolkeniana, oppure i personaggi, così vari e a tutto tondo; fatto sta che questa trilogia, e questo libro in particolare, mi è piaciuta davvero tantissimo.

Lo stile è rapido e senza tanti fronzoli, ciononostante l’autrice trova sempre il modo di caratterizzare tutti i personaggi e, in particolare, di descrivere le diverse ambientazioni e i loro usi; un altro aspetto descritto molto bene è il legame con i daeva, trattato a volte come una schiavitù, a volte come un legame necessario, del quale i due legati hanno bisogno, che bramano. Questo aspetto di dipendenza “emotiva” è trattato molto bene e credo sia uno degli elementi più originali della saga.

Dal momento che è difficile parlare della trilogia senza fare spoiler, specialmente per l’ultimo volume, posso solo dire che ho apprezzato molto la caratterizzazione dei personaggi “cattivi”, perché nessuno, anche il più spregevole, era mai cartoonishly evil, ma aveva sempre le proprie motivazioni e, in un certo senso, era l’eroe o la vittima della propria storia. Non è facile mantenere questo equilibrio quando i cattivi sono negromanti o creature oscure, ma l’autrice c’è riuscita perfettamente e credo che questo sia encomiabile.

In conclusione, un volume finale dal ritmo mozzafiato e una trilogia che consiglio a tutti gli appassionati di fantasy: Kat Ross inserisce personaggi complessi, azione e avventura, senza mai scadere nello splatter o nel banale. Saga assolutamente consigliata!

 

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“Queen of Chaos” is the third novel of “The Fourth Element” saga by Kat Ross, published by Acorn Publishing in 2017.

Review of first novel here

Second novel here

The novel, as for the second one, starts from where the previous one was interrupted: unlike the first two, however, this volume is narrated from several points of view, even in the same group. Nazafareen, the protagonist, describes her terrible experience in the lands of shadow, in search of the House-Behind-the-Veil, to help Victor and face Neblis. We find also Balthazar, the dangerous anti-magus, as a narrator, intent on trying to question Prophet Zarathustra and clash with all his own doubts and his inner conflicts. To the “classic” narrators, the author adds Tijah, which is the first one we see in the text: directed towards the fortress of Gorgon-e-Gaz, the young woman tries to help the daeva in the world of the living and overcome the difficult grief of the previous book. In the middle of the book a new narrator comes, their guide Lysandros: from side character, the daeva will emerge in a few chapters with an interesting personality and will present us the last piece of a complex story that lasted centuries. For a few chapters we also see the point of view of Molon, one of the necromancer servants of Queen Neblis.

The third novel closes all the events opened in the first books but enriches the story by deepening many characters: the last installment, therefore, in addition to being a worthy conclusion of the saga, is also the most complex and articulated volume of the three, also thanks to the presence of additional storytellers. The plot and the setting are even more in-depth, thanks to the fact that we see events happening in parallel: there is a sort of contrast between what happens in the world of the living and what happens in the world of the dead.

I can’t say what aspect I appreciated most was, whether the high-fantasy setting that was so rich and original, far from the Tolkien-inspired classics, or the characters, so varied and in well-defined; the fact is that I really liked this trilogy, and this book in particular.

The style is fast and without many frills, however, the author always finds a way to portray all the characters and, in particular, to describe the different environments and their uses; another aspect which is described very well is the bond with the daeva, sometimes treated as a slavery, sometimes as a necessary bond, which the two bequests need or crave. This aspect of “emotional” dependence is treated very well and I think it is one of the most original elements of the saga.

Since it is difficult to talk about the trilogy without making spoilers, especially for the last volume, I can only say that I really appreciated the characterization of the “villains”, because no one, even the most despicable, was ever cartoonishly evil, but always had his own motivations and, in a way, was the hero or victim of his story. It’s not easy to maintain this balance when the bad guys are necromancers or obscure creatures, but the author succeeded perfectly and I think this is commendable.

In conclusion, a final volume with a breathtaking pace and a trilogy that I recommend to all fantasy fans: Kat Ross portrays complex characters, action and adventure, without ever falling into splatter or unoriginal. A saga I absolutely recommend!

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