Recensione di “Wild Hunt- Cacciatori di Potere” di Azzurra Pasquali

“Wild Hunt- Cacciatori di Potere” è un romanzo fantasy, scritto e autopubblicato da Azzurra Pasquali, già bookblogger attiva su Instagram e Facebook.

Nel magico mondo di Saeriel, abitato da ogni genere di creatura fatata, la regina Kendra utilizza la Caccia Selvaggia, un gruppo di guerrieri scelti che protegge il regno dall’Orda, un ammasso di creature orribili e brulicanti. Oltre a questo compito, devono anche rintracciare per la crudele regina Kendra gli esseri che presentano la Traccia, cioè il segno dell’energia magica.

Molti anni dopo, ritroviamo quegli stessi guerrieri nel mondo mortale, tenuti lontani da Saeriel e gli uni dagli altri da un incantesimo.

Che cosa è successo, e perché la loro vita, fino a quel momento tranquilla, sta per essere nuovamente sconvolta dalle macchinazioni della regina?

Il romanzo, che per certi versi ricalca un po’ la struttura dei giochi di ruolo, presenta diversi personaggi principali appartenenti a varie razze magiche impegnati insieme in una missione: tra questi spiccano Robin Red, guerriera dei Berretti Rossi, Fenris, potente mezzolupo e il suo mentore Herne, Roan il selkie, Merriven, la Vista della Verità e Murtag, un elfo della notte. Accanto a loro spiccano due personaggi appartenenti al mondo terrestre cioè Elisa, una ragazza apparentemente normale che si ritrova ad essere inseguita dall’Orda, e Kyle, il figlio di Herne nato sulla Terra.

Il romanzo si sviluppa portando avanti parallelamente due diversi piani temporali: il primo è quello che racconta gli eventi occorsi a Saeriel molto tempo prima, il secondo invece è quello ambientato nel 2019 a Mantova, dove si ritrovano tutti i cacciatori dopo millenni di attesa.

L’ambientazione del mondo di Saeriel ha molti elementi derivanti dal folklore celtico, in particolare la rivisitazione delle creature fantastiche di cui fanno parte i Cacciatori.

Ho apprezzato molto che alcune delle razze e tribù citate nel romanzo avessero una struttura sociale di stampo matriarcale: le eroine della Caccia Selvaggia non sembrano doversi scontrare con gli stereotipi di genere, in quanto è assodato dall’inizio che vengono da una stirpe di combattenti.

La stessa regina Kendra, antagonista della storia, è un’avversaria temibile e senza pietà.

Questa mancanza di aspettative di genere si riflette anche nei rapporti tra i personaggi: nonostante sia presente un triangolo amoroso, questo è gestito in modo piuttosto originale, senza calcare la mano su gelosia e cultura del possesso.

La parte ambientata a Mantova ha un’interessante commistione di elementi mitologici e quotidiani; mi è piaciuto trovare il riferimento a un’azienda con un nome simile a quella di una locale specializzata nel trattamento del ferro, materiale a cui gli abitanti di Saeriel sono vulnerabili.

Il ritmo della narrazione è molto veloce, con diverse scene di azione che si susseguono una dietro l’altro; i pochi momenti di riflessione li troviamo piuttosto avanti nel romanzo, in preparazione allo scontro finale. Le descrizioni sono stringate e non interrompono il flusso della storia.

Nonostante i personaggi principali siano adolescenti o comunque di aspetto giovane e alle prese con tematiche che potrebbero collocare il romanzo nella categoria Young Adult, a causa di alcune scene piuttosto forti consiglierei la lettura ad un pubblico adulto.

In conclusione, consiglio questo romanzo agli amanti dei giochi di ruolo e della mitologia celtica che apprezzano qualche influenza urban fantasy.

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