Recensione di “Stay-1985” di Melania Corradini

“Stay- 1985” è un romanzo romance scritto e autoprodotto da Melania Corradini.

Victoria ha diciotto anni e si trova nell’estate spartiacque tra la fine del liceo e il primo anno di università: i genitori le regalano una vacanza a Londra, dove va a raggiungere Samuel, il suo ragazzo, con cui ha avuto una storia l’estate prima e che lei è sicura sia il grande amore, e la migliore amica Sadie.

Quando i due fidanzati si ritrovano, tuttavia, scoprono che la fiamma si è raffreddata; in compenso, Victoria scopre di essere irresistibilmente attratta dal migliore amico di Samuel, il norvegese Sebastian, che canta in un gruppo pop.

Amore, passione, tradimenti e musica si intrecciano nella Londra di metà anni ’80.

Il romanzo è scorrevole e, se amate il romance, avvincente: i momenti romantici, di quiete tra i protagonisti, sono davvero pochi, perché più o meno ad ogni capitolo capita qualcosa che mette in discussione il loro rapporto e che i due dovranno risolvere.

Come si legge nella prefazione, il personaggio di Sebastian è ispirato al cantante degli a-ha, Morten Harket; ho trovato che il contrasto tra la “mediterranea” Victoria, impulsiva, passionale, gelosa come nella migliore tradizione del romanticismo italiano, e il più chiuso norvegese, che non si aspetta di dover fornire continue rassicurazioni, fosse un aspetto particolarmente azzeccato del romanzo.

L’ambientazione anni ’80 è resa molto bene grazie ai riferimenti alle canzoni pop, la tecnologia, l’abbigliamento, i tagli di capelli e soprattutto la frustrante impossibilità di poter risolvere gran parte dei problemi di comunicazione grazie a Whatsapp e il dover essere legati all’utilizzo del telefono fisso.

Ci sono alcune scene erotiche ma il focus della narrazione è incentrato sul rapporto di fragile fiducia tra i protagonisti.

Rispetto a molti altri romance che, come questo, utilizzano i meccanismi narrativi della gelosia e rivalità in amore, ho apprezzato che in “Stay-1985” ci fossero molti personaggi femminili positivi con cui Victoria ha un rapporto di fiducia e sorellanza: oltre a Sadie, che spesso rappresenta la voce della ragione di Victoria, ho trovato toccante la descrizione dell’affetto e complicità con la nonna Minnie.

Al contrario di molti altri romanzi, c’è molta attenzione alla dimensione familiare: nonostante la lontananza fisica data dal soggiorno londinese, la protagonista appare sempre circondata da un supporto emotivo e materiale per cui, anche nei momenti di massimo struggimento amoroso, non si ha l’impressione che la sua vita giri intorno al suo bello.

Come ormai è prassi in molte saghe romance, da After a 50 sfumature di grigio, il finale non si chiude ma rimanda al volume successivo.

In conclusione, consiglio la lettura di questo romanzo ai fan del romance, alle fan degli a-ha che vogliono immaginare di conquistare il rubacuori Morten e ai nostalgici dei ruggenti anni ’80.

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