Recensione di “Dieci piccoli indiani” (Miniserie BBC 2015)/ Review of “And then there were none” (BBC 2015)

“Dieci piccoli indiani” è l’adattamento televisivo del famoso libro di Agatha Christie di cui vi avevamo parlato qui, realizzato dalla BBC nel 2015 e trasmesso in Italia sul canale Giallo nel 2016. Attualmente è disponibile in noleggio a pagamento sulla piattaforma Amazon Prime Video.

Nonostante sia una serie che ha già un po’ di anni, mi stupisco sempre della sua eccezionalità sia per sceneggiatura che per recitazione, rimanendo secondo me un gioiellino per gli appassionati della Christie. Sebbene sia disponibile ciclicamente su canali gratuiti, penso che valga comunque il noleggio o, meglio ancora, un acquisto in DVD.

Nel 1939 otto sconosciuti vengono invitati dalla misteriosa coppia di Owen a trascorrere una notte a Soldier Island, isolati dal resto del paese: quello che non sanno è che qualcuno vuole ucciderli perché, tutti, chi più chi meno, sono accusati di omicidi passati. Nella serie seguiamo la protagonista principale, Vera Claythorne (Maeve Dermody), tentare di sopravvivere ad un gioco di assassinii, misteri, segreti e sospetti, mentre nuotiamo tra i suoi flashback della morte di un bambino che non ha raggiunto in tempo per salvare. Tra i vari ospiti, l’affascinante Philip Lombard (Aidan Turner, “Poldark”), il saggio giudice Wargrave (uno strepitoso Charles Dance), il collerico dottor Armstrong (Tobey Stephens, il figlio di Maggie Smith), la signora Brent (Miranda Richardson, Rita Skeeter di “Harry Potter”), il poliziotto Blore (Burn Gorman), il generale Mac Arthur (Sam Neill) e il superficiale mr Marston (Douglas Booth); completano l’isola i due domestici Ethel e Thomas Rogers (Anna Maxwell Martin e Noah Taylor), anche loro accusati di omicidio da una voce misteriosa registrata su disco. Chi riuscirà a salvarsi?

La serie è un originale adattamento di tre episodi, in italiano diventati due, caratterizzati da un ritmo serrato, una narrazione intervallata da flashback e personaggi molto approfonditi. La fotografia tipica delle produzioni inglesi è resa ancora più intrigante da un’ambientazione duale, da una parte una casa elegante e dall’altra un’isola disabitata.

Se già il libro è famoso per il suo ritmo da cardiopalma e colpi di scena uno dietro l’altro, la serie non è da meno. Non è facile trasporre un libro così amato, ma io credo che qui il risultato sia stato superlativo.

Assolutamente consigliato agli appassionati di miniserie inglesi e di Agatha Christie.

“And then there were none” is the television adaptation of the famous book by Agatha Christie that we had talked about here, made by the BBC in 2015.

Despite being a series that’s already a few years old, I’m always amazed at how exceptional it is, from both script and acting point of view, remaining in my opinion a gem for Christie fans.

In 1939 eight strangers are invited by the mysterious Owen couple to spend a night on Soldier Island, isolated from the rest of the country: what they don’t know is that someone wants to kill them because, all of them, more or less, are accused of past murders. In the series we follow the main protagonist, Vera Claythorne (Maeve Dermody), trying to survive a game of murders, mysteries, secrets and suspicions, while we swim through her flashbacks of the death of a child she didn’t reach in time to save. Among the various guests are the charming Philip Lombard (Aidan Turner, “Poldark”), the wise Judge Wargrave (a wonderful Charles Dance), the anger-prone Dr. Armstrong (Tobey Stephens, Maggie Smith’s son), Mrs. Brent (Miranda Richardson, Rita Skeeter from “Harry Potter”), policeman Blore (Burn Gorman), General Mac Arthur (Sam Neill) and the superficial Mr. Marston (Douglas Booth); on the island there are also servants Ethel and Thomas Rogers (Anna Maxwell Martin and Noah Taylor), also accused of murder by a mysterious voice recorded on a disk. Who will be able to save themselves?

The series is an adaptation of three episodes, characterised by a narrative interspersed with flashbacks and very deep character building. The typical cinematography of English productions is made even more intriguing by a dual setting, on an elegant house and on an uninhabited island.

If the book is already famous for its fast, twist-packed pace, the series is no less compelling. It’s not easy to adapt such a beloved book, but I think the result here has been superlative.

Absolutely recommended for fans of British miniseries and Agatha Christie.

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